Mercoledì
2 aprile 2003
Programmare
la malattia
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Parlando
di intelligenza delle cellule - che è stato anche uno degli argomenti
del seminario di secondo livello - vediamo come ogni cellula abbia un
proprio programma ed un proprio compito da svolgere. Possiamo ancora
constatare come l'intelligenza delle cellule poi sia sottoposta a quella
dell'organo cui appartiene e dell'apparato al quale l'organo appartiene.
Poi le nostre cellule, organi, e apparati hanno un loro istinto di sopravvivenza
(potrebbero avere in linea teorica anche dei chakra, ma è una
cosa di cui non mi sono mai occupato di indagare), un istinto che le
porta comunque a cercare di riparare i propri danni, di difendersi da
situazioni che potrebbero comprometterne la funzionalità, cercando
di lavorare perché l'organismo stia in buona salute; i loro meccanismi
sono quelli più opportuni per farci stare in ottima salute. Nonostante
ciò succede spesso che questa intelligenza e questo istinto di
sopravvivenza subiscano le aggressioni della nostra mente, del nostro
modo di vivere le emozioni, gli affetti; così finché ce
la fanno ad opporsi riescono a garantire la salute, se invece non sostengono
più lo sforzo avverso si "mettono in sciopero", e si
comportano come dovrebbero fare i subalterni quando il loro datore di
lavoro comincia a comportarsi in maniera non corretta: quindi smettono
di lavorare, non ce la fanno più a riparare i danni e opporsi
agli imput contrari alla nostra sopravvivenza che la nostra mente ci
invia. Quello che noi possiamo fare come terapeuti è di mettere
ordine. Per questo diciamo spesso che dietro ogni manifestazione fisica,
detta malattia, c'è un atteggiamento mentale. Succede che il
nostro fegato od il nostro stomaco non hanno voglia di ammalarsi, noi
stessi diciamo di non volerlo, ma alla fine facciamo il contrario. Addirittura
a volte programmiamo anche il nostro malessere, mangiamo qualche cosa
e diciamo : "questo mi farà male", oppure "stanotte
dormirò male", o "non riuscirò a digerire".
Oggi ad esempio stavo facendo una terapia ed una mia paziente che ha
un problema alla gamba derivante a sua volta dalle vertebre lombari,
e mentre le facevo terapia il dolore non l'aveva più, stava bene,
riusciva anche a star seduta; ma finita la terapia lei mi dice: ora
fra cinque minuti il dolore mi riprende… Il problema è
appunto che noi addirittura ci programmiamo la nostra malattia, abbiamo
questo modo perverso di gestire noi stessi e di programmarci nei tempi
e nelle modalità il nostro malessere; allora ci sono certi guaritori
che, o perché hanno capito questi meccanismi o per tradizione
hanno ereditato queste modalità, fanno delle cose che magari
a noi occidentali appaiono un po' fantasiose, essendo lontane dal nostro
modo di vedere le cose, ad esempio se uno ha una dermatite, loro gli
dicono: "per una settimana bevi una certa bevanda, accendi delle
candele (gli danno quindi una ritualità) poi il tale giorno immergiti
nel fiume sacro e il fiume ti guarirà"…succede che
il malato attraverso questo fare, questo prodursi nella ritualità
cambia la programmazione, crede nelle parole del guaritore, nella sacralità
e nello spirito del fiume, e nel momento che si immerge la dermatite
sparisce… qui non c'è niente di miracoloso, non c'è
niente di diverso dell'energia dell'acqua che appartiene alla natura
ed è benefica per noi, però c'è anche questa nuova
programmazione che avviene perché c'è un qualcuno che
si fida di qualcun altro, si fida della proprietà di certo luoghi
ed elementi; per cui la guarigione avviene. Allora impariamo anche noi
a programmarci di nuovo nel modo giusto, quindi, se ad esempio abbiamo
il mal di testa, possiamo cearci dei piccoli rituali, come "pranizzare"
l'acqua, con l'intenzione che ci farà passare il mal di testa,
possiamo programmarcelo anche nei tempi: se la mia paziente lo stava
facendo in negativo verso il proprio dolore alla gamba, noi programmiamo
che in un certo arco di tempo, facendo una determinata cosa, in un preciso
istante il mal di testa ci passerà. Questo avverrà. Allora
cerchiamo di capire quali sono i meccanismi della nostra mente, quant'è
perversa la nostra mente quando invia certi comandi agli organi del
corpo, e cerchiamo di invertire la tendenza. Questo, quando trattiamo
i nostri pazienti è un qualcosa che possiamo fare, ad esempio,
con le visualizzazioni, cioé creare una situazione diversa a
livello energetico e opposta a quella che ha portato il nostro paziente
ad ammalarsi, questo è un grande supporto al lavoro energetico
che possiamo fare. Vi invito ancora una volta a sperimentare questi
meccanismi applicandoli prima su voi stessi, gestire il proprio pensiero
per programmarsi la guarigione, perché se ci siamo ammalati in
qualche modo ce la siamo scelta la malattia; allora andiamo ad invertire
la tendenza, perché la stessa energia che ci ha programmato la
malattia, lo stesso può fare con la guarigione, perché
se abbiamo avuto una tale forza per crearci una malattia, la avremo
altrettanto forte all'inverso per risanare noi stessi.