Mercoledì
3 luglio 2002
Il
dono
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Il
donare, a volte, è una grossa difficoltà. Non sempre sappiamo
in che modo porsi nel rapporto con il donare. C'è chi dona qualche
piccola cosa, in previsione di un futuro bisogno, e accumula per l'eventuale
bisogno.
Tutti noi, in una certa misura, ragioniamo in questo modo probabilmente.
Chi è in questo atteggiamento, spesso non è nel bisogno,
ma è come se lo fosse, non è realmente nel bisogno però
vive nel bisogno, i beni che possiede non gli servono per uscire dall'angoscia
del bisogno, il suo donare non è un donare vero ma è un
trattenere, è più quello che trattiene che quello che
dona.
Questa sera, sono andato a dare un'occhiata al mio orto e sono tornata
con una cesta di ortaggi, domani tornerò all'orto ed avrò
altre cose da raccogliere. L'orto dona, ma dona per un suo movimento
naturale, se la pianta delle zucchine frenasse questa sua funzione,
morirebbe.
Dona per vivere, il meccanismo che è nella pianta delle zucchine,
è lo stesso che è in noi. Il nostro donare in effetti,
è un essere testimoni di quello che è il movimento della
vita, cioè noi siamo un passaggio, funzioniamo da passaggio di
certe cose che vengono poi irradiate e donate. Questo è il meccanismo
naturale, più blocchiamo questo meccanismo, più ci allontaniamo
dalla vita e ci avviciniamo alla morte.
Nella misura in cui riusciamo a donare in maniera naturale, in noi fluisce
la vita, quando tratteniamo inizia la malattia.
Il dono è di varia natura, esiste il dono materiale, esiste il
dono spirituale, esiste quello, che poi è quello che noi facciamo,
di essere canali di questa energia che è il prana, e questa è
un'altra forma del donare. Poi c'è chi dice "io vorrei donare
ma solo a chi lo merita, a chi poi utilizza nel modo giusto le cose
che io dono", mi sembra che le piante dell'orto non si preoccupino
di questo, mettono in atto un meccanismo naturale. Allora lasciamo andare
anche noi quelli che sono i meccanismi naturali, ma questo perché
così facendo ci avviciniamo a quella che è la nostra vera
natura, questo ci fa vivere secondo quella che è la nostra vera
vibrazione, ci fa essere in armonia con quello che ci circonda, ci fa
stare meglio in salute, ci fa essere più felici, ci fa stare
in un contatto più bello con la realtà che ci circonda,
anche se poi lo scopo del donare, nella situazione ottimale, non è
né quello di provare gioia nel donare, né quello di ricevere
gratitudine, né quello di mettere in atto una virtù o
cercare una virtù, cioè di fare una vita virtuosa.
Se ci sganciamo da tutti questi meccanismi, c'è il donare libero,
c'è il donare che fluisce spontaneamente da noi e c'è
il ritorno della gioia, c'è il ritorno di amore, c'è tutto
un ritorno che ci ripaga enormemente.
Il nostro modo di dare, a volte, non è proprio completamente
sano, poi ci meravigliamo che dall'altra parte non ci venga la giusta
riconoscenza! Consideriamo che noi abbiamo una natura superiore e una
natura inferiore, e questo lo avvertiamo dentro di noi.
C'è una parte di noi che ricerca la spiritualità, che
ricerca l'amore, una parte di noi che comunque è attaccata ai
beni materiali, che comunque cerca di accumulare, si preoccupa di quello
che mangerà domani, o comunque, se non in questi termini, si
preoccupa di avere dei mezzi di sussistenza, di crearsi delle sicurezze.
A volte capita, che la nostra natura inferiore e la nostra natura superiore,
litighino.
Di solito, quello che noi facciamo per l'altro, lo rivolgiamo alla sua
natura inferiore, aiutiamo a trovare lavoro, prestiamo dei soldi, diamo
da mangiare a chi ne ha bisogno, il nostro rapporto con il dare all'altro,
è a questo livello, cioè va a nutrire la natura inferiore.
La natura inferiore per sua natura è ingrata, nel momento che
facciamo qualcosa come atto d'amore o diamo qualcosa a un livello spirituale,
l'altro ci è grato per tutta la vita, ma non perché noi
dobbiamo andare a cercare questa cosa o lo facciamo per questa cosa.
Osserviamo questi meccanismi, nel momento in cui diamo alla natura superiore
dell'altro, ci viene qualcosa di meraviglioso in cambio, non gli abbiamo
né dato da mangiare, né dato soldi, né un vestito,
gli abbiamo dato amore, comprensione o, con la nostra vita, gli abbiamo
mostrato un percorso spirituale, queste persone ci saranno grate per
tutta la vita. Torno a dire, non dico questo perché con questi
meccanismi dobbiamo andare a cercare la gratitudine delle persone, ma
perché scattano questi tipi di meccanismi quando ci rivolgiamo
alla natura superiore, questo ci può far comprendere tante cose
e tanti atteggiamenti da parte degli altri. Dicevo il meccanismo del
dare è un meccanismo insito nella nostra natura, più ce
ne allontaniamo più non viviamo da esseri umani quali siamo,
più ci allontaniamo da questi meccanismi e più andiamo
verso situazioni che ci oscurano, che oscurano la nostra aura e che
comunque richiamano su di noi delle energie scure, che non ci fanno
per niente bene.
Nel fluire spontaneo, naturale, di queste cose c'è luce nella
nostra aura, come spesso dico, il simile attira il simile, luce attirerà
altra luce, l'oscurità attirerà altra oscurità,
la luce si nutre di altra luce, l'oscurità di altra oscurità,
per cui cominciamo ad osservare come ci poniamo in questa situazione,
nel meccanismo del dare e anche nel meccanismo del ricevere.
Anche questo non è facile, spesso noi, di fronte ad un dono del
quale non capiamo la motivazione, restiamo perplessi. "chissà
perché mi vuole regalare questa cosa, chissà che avrà
in mente, chissà poi che vuole", accettare il dono è
il primo passo nella via dell'iniziazione, quello che si insegnava agli
iniziati quando iniziavano un percorso esoterico era accettare il dono,
e non crediate che sia cosa facile, accettare un dono che non richiede
niente in cambio, altro discorso chiaro però, non accettare doni
che comportino degli obblighi.
Molto spesso facciamo la seconda cosa, accettiamo dei doni che comportino
degli obblighi, non accettiamo dei doni disinteressati perché
temiamo che chissà quali cose si nascondino dietro.
Impariamo allora anche il meccanismo del ricevere, e quello che noi
facciamo con la pratica della pranoterapia è un dare e un ricevere.
Anche qui voi date a chi vi chiede, a chi viene da voi a dire "ho
bisogno di essere aiutato", però certe volte mettiamo in
atto anche quello che richiama la comprensione dell'altro, e cerchiamo
di capire quanto, magari, l'altro, possa avere difficoltà a chiedere,
e cerchiamo anche di aiutarlo a chiedere, anche se imparare a chiedere
è un bel passo nella scala della propria evoluzione.
Riconoscere di essere in una situazione tale da dover chiedere aiuto,
vuol dire affrontare il nostro orgoglio.
Vedete quanto, nel meccanismo del dare, del ricevere, del chiedere,
ci siano tante sfaccettature e tante occasioni di crescita e di entrare
anche in comunicazione, quanto più possibile piena, con l'altro.