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Mercoledì 5 febbraio 2003

Carnevale
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Il Carnevale ha un significato esoterico. Una volta veniva definito carnevale solo il martedì grasso, veniva dalla parola "levare la carne" perché il giorno dopo era il mercoledì delle "ceneri" quindi si entrava nella quaresima e nell'astinenza dalla carne, per questo il martedì grasso veniva detto il carnevale, il giorno dopo il quale cominciava la penitenza, il digiuno.
Il carnevale è messo tra il Natale e il periodo di quaresima che prelude alla Pasqua e non è casuale, se esistono delle feste, delle quali poi con il tempo si è perso anche un po' il significato originario, non sono a caso, poi diventano mercato, diventano business o tante altre cose, il significato iniziale si va sempre più perdendo, qualche volta è anche il caso di ricordarli.
Come dicevo, il Carnevale è collocato dopo il Natale, cioè dopo un periodo molto forte in cui c'è la nascita di qualcosa, la nascita di Gesù, ma comunque è quel periodo nel quale coincidono tante cose a livello energetico, un certo tipo di energie danno la spinta perché nasca in noi qualcosa di nuovo. Dopo il momento in cui questo "nuovo" è nato, se guardiamo il calendario, c'è il Carnevale, c'è questo momento in cui ci si maschera, in effetti si diventa qualcos'altro, e questo anche per fare esperienza di quello che è l'opposto di noi. Nel Natale andiamo a lavorare sulla nostra natura superiore, nel Carnevale diamo spazio alla nostra natura inferiore e questo visto dal punto di vista esoterico, non è qualcosa di banale, è comunque un entrare in un meccanismo in cui c'è la discesa agli inferi, cioè c'è questa attenzione forte, imponente nei confronti di quello che è il divertimento, il lasciarsi andare, è chiaro che quello che vi sto dicendo lo vediamo nei suoi simboli e nei suoi significati, nella realtà non è così, magari tranne in quei momenti in cui ci si lascia andare un po' di più che sono giovedì e martedì grasso, tutto sommato questo lo viviamo come tutti gli altri periodi, però originariamente aveva il significato di entrare in contatto con la parte oscura di noi, per prepararci al periodo della Quaresima, del cosiddetto "pentimento". Una volta che siamo entrati in contatto con la nostra natura inferire, entriamo in quel periodo di purificazione che prelude alla resurrezione.
Discesa agli inferi e resurrezione, questo è un meccanismo attraverso il quale noi ci muoviamo nella nostra vita, cioè entrare nel profondo di noi stessi dove troviamo anche l'inferno, però con la certezza che questo è un viaggio che noi stiamo facendo, un viaggio importante ma non è lì che dobbiamo rimanere, è proprio il fatto di rendersi conto che esistono certe realtà dentro di noi, che la nostra natura è fatta di molti aspetti, la capacità di andare a controllare, a gestire anche questi aspetti di noi, conosciuta questa parte di noi c'è il periodo della purificazione, cioè il periodo del considerare quello che abbiamo visto, vissuto, sperimentato in una certa parte di noi per poi trasformarlo.
Questa è la grande alchimia, l'immondizia che attraverso il fuoco diventa energia, noi possiamo bruciare del materiale di scarto, attraverso il fuoco che simbolicamente rappresenta lo spirito tirarne fuori l'energia per farne altre cose, trasformare i metalli in oro, trasformare quello che non vale in ciò che vale attraverso la forza dello spirito.
Qui ricorre il numero quaranta, sono periodi di quaranta giorni quelli dell'Avvento prima del Natale, quelli del Carnevale, quelli della Quaresima prima della Pasqua, quindi periodi di quaranta giorni che rappresentano i periodi della penitenza, del passaggio, della preparazione a un evento. Questo riflette anche un po' certi nostri meccanismi, quando nasce qualcosa di buono dentro di noi, quando cominciamo a fare un cammino interiore, la nostra natura inferiore anche si sveglia e comincia a dare fastidio, a contrastarci, quando ci mettiamo in meditazione cominciano ad arrivare anche strani pensieri, perché il nostro "avversario" combatte! È importante, sapere, conoscere, sapere che avviene così ed è giusto che avvenga così perché comunque il nostro "nemico" va rispettato, va considerato e va ringraziato perché è proprio quello che mette in evidenza quelle che sono le nostre parti da purificare e da sanare.
Noi abbiamo parlato spesso di quelli che sono i poteri della mente, quanto gioca anche il nostro pensiero, le nostre forme pensiero in tutto questo, anche il dominio dei pensieri, il dominio degli atteggiamenti, il controllo delle nostre manifestazioni sia a livello interiore che esteriore. Quando parliamo di poteri della mente, non sono certamente quelli di chi, con il potere della mente, sposta l'oggetto o piega il cucchiaio, quelli secondo me sono alterazioni di certi meccanismi e mi spiego: se io voglio spostare un oggetto, uso le mani per spostarlo, faccio molto prima che farlo concentrandomi ed utilizzando tanta energia mentale e utilizzo il mezzo che la natura mi ha dato per spostare l'oggetto, che non è la mente. È un modo di agire della mente che non è secondo le regole.
Muovo quindi gli oggetti con le mani e con la mente faccio altre cose che sono proprie della mente e che non posso fare con la mano, allora le cose vanno nel verso giusto.
Quando cominciamo a concentrare troppa energia a questo livello, possono succedere cose strane, però, anche quando non si arriva a questa manifestazioni, comunque, l'emissione di energia dal nostro sesto chakra, caricato eccessivamente, sicuramente disturba l'ambiente, disturba chi ci sta intorno e si riflette anche dentro di noi. Quando si pensa troppo, vuol dire che pensiamo troppe volte lo stesso pensiero, il pensare troppo è relativo al pensare più e più volte alle stesse cose, basterebbe pensarle una volta, due, magari utilizzare l'energia per poi risolvere anziché continuare a sprecare l'energia, a caricare la nostra mente, il nostro sesto chakra con questi tipi di energia che poi possono avere degli sfoghi anomali.
Nella gestione dei nostri pensieri, ansie e preoccupazioni, c'è anche il dominio di queste lotte tra la nostra natura inferiore e superiore, se non sappiamo dominare i nostri pensieri, se non li sappiamo gestire, spesso la nostra natura inferiore sfrutta le capacità della mente per metterci in crisi e ci riempie la testa di cose che non ci fanno bene, allora state attenti ai vostri pensieri, un pensiero pensato una volta comunque sia è giusto pensarlo, due volte va bene, tre volte già diventa troppo, quattro volte già diventa un pensiero ossessivo, ci fa venire il mal di testa, ci blocca tutte le energie e non riusciamo più a capire quello che dobbiamo fare e non abbiamo più le energie giuste poi per fare quello che veramente è importante per noi. Di solito ci stanchiamo più per quello che pensiamo che per quello che facciamo e allora un discorso importante è anche quello del distacco, cioè riuscire a fare quello che facciamo, a vivere quello che viviamo senza coinvolgimento più del necessario, anche il coinvolgimento ci consuma energia, il coinvolgimento emotivo, quello del preoccuparci per ogni cosa, esiste un problema, può essere anche di difficile soluzione, ma una cosa è adoperarsi per risolverlo, altro è entrare in un meccanismo di ansia e preoccupazione che oltretutto ci rende ancora più difficile la soluzione. Mi rendo conto che non è facile applicare queste cose, è qualcosa che si impara con gli anni, con molti anni, però è un percorso che, proprio perché è lungo, prima o poi va cominciato, e come in tutti i percorsi è più importante come si cammina che dove si va, la nostra cultura occidentale ci porta a considerare più quello che è l'obiettivo che il come ci arriviamo, è lì che sta la nostra capacità, la nostra maturità, il nostro livello di evoluzione, nel come riusciamo ad ottenere una certa cosa. Lo stesso obiettivo può essere raggiunto in tanti modi e alcuni dei quali poi, comunque, ci rovinano dentro. Questo vale anche per gli obiettivi che si propongono come spirituali, di evoluzione dell'anima, espansione della mente, anche in questi ci sono modalità diverse per arrivarci.