Mercoledì
5 giugno 2002
Il
nostro talismano
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Tutti noi sappiamo o pensiamo di sapere cosa siano i talismani.
Per talismano
si intende un portafortuna, qualcosa che ci protegga, qualcosa che serva a farci
andare bene una certa cosa.
I talismani sappiamo che vengono costruiti, preparati,
energizzati in vari modi, a volte, nella mentalità di alcuni, dovrebbero
servire a sostituire l'impegno personale per raggiungere un determinato fine,
ci si attacca a queste cose, a questi talismani.
L'origine di questo termine
viene dal greco, dalla parola TELESMA e Ermete Trismegisto, il tre volte grandissimo,
già nel III sec. a. C. usava questa parola, telesma, per definire la "forza
forte di tutte le forze", che letteralmente è un assurdo, che vuol
dire la "forza forte di tutte le forze"? cerchiamo di capirne il senso,
voleva indicare la forza più forte che ci potesse essere.
Lui la definiva
figlia che ha come padre il sole, come madre la luna, che è vissuta nel
ventre del vento ed è alimentata dalla terra. In una parola tutto questo
viene anche definito "PRANA".
Quindi noi che cosa abbiamo nelle
mani? Questo grande talismano che è il prana!
Un talismano che ha il
potere di guarire, di rigenerare dalle piante agli animali a noi, esseri umani,
abbiamo questa grande forza, non abbiamo bisogno di altri talismani, di amuleti,
di oggetti a cui attaccarci se sappiamo utilizzare bene questa grande ricchezza
che abbiamo, propria, tra le mani.
Noi che facciamo pranoterapia usiamo molto
le mani, e la mano, le cinque dita sono correlate al n° 5, il pentacolo che
è un grosso simbolo esoterico, nel 5 c'è la saggezza, la giustizia,
c'è l'amore, la bontà, la verità, queste sono le caratteristiche
della divinità che portano l'essere umano alla realizzazione, all'illuminazione
in un percorso attraverso la pratica di queste virtù. Il 5 è il
numero della gioia, della realizzazione, come ricordate nella Pentecoste. La Pentecoste
è legata al numero cinque, quindi cinquanta giorni dopo Pasqua, i periodi
che si susseguono fino a Pasqua sono di quaranta giorni, rappresentano il tempo
dell'attesa, i cinquanta giorni rappresentano la realizzazione, la gioia, il compimento
di qualcosa che si stava preparando, e noi abbiamo tutto questo nella nostra mano.
La mano di Dio sono i vari maestri, il Cristo, il Buddha, Ermete Trismegisto,
Mosè, i santi di ogni religione, i grossi personaggi spirituali che sono
santi su questa terra, sono la mano di Dio nel senso che consentono alla divinità
di agire nel mondo materiale.
Oggi in questo percorso che facciamo stiamo
cercando di diventare canali sempre più puri di questa grande energia che
può fare cose meravigliose.
Nelle nostre mani abbiamo altresì
uno strumento di conoscenza. Ciò che facciamo qui tutte le sere è
andare a sentire come si muovono le energie intorno ai nostri pazienti.
Conoscere
significa entrare dentro e farsi penetrare. In che modo si conosce? In che modo
io conosco, ad esempio, un suono? Se lo faccio entrare nel mio orecchio, così
conosco un odore, così conosco un sapore, i bambini mettono tutto in bocca
perché questo è il loro modo di conoscere, si fanno proprio penetrare
dall'oggetto per conoscerlo meglio, quindi conoscenza è questa capacità
di farsi penetrare dalle vibrazioni che ci circondano e nello stesso tempo di
avvolgerle.
L'orecchio si fa penetrare e nello stesso tempo avvolge il suono,
abbiamo quindi questa capacità che è maschile e femminile, cioè
la capacità emissiva maschile e la capacità recettiva femminile,
ci alterniamo in queste due fasi, così, appunto, quando operiamo come pranoterapeuti
andiamo a sentire il campo energetico dell'altro e quindi, in pratica, andiamo
ad entrare dentro il campo energetico, nello stesso tempo ci facciamo avvolgere.
Successivamente ci facciamo penetrare ed avvolgere, stiamo in ascolto, e
in questo meccanismo avviene qualcosa di meraviglioso nel senso che senza accorgercene
- di queste cose ci accorge in tempi lunghi - noi cominciamo a sviluppare e mettere
in armonia la nostra parte maschile e femminile, ciò è essenziale,
è essenziale non negare nessuna delle nostre parti, sviluppare a tutti
i livelli tutti i nostri chakra a livello di tutti i nostri tipi di sensazioni,
così è importante far pace, mettere in armonia la nostra parte maschile
e femminile per arrivare a conoscere.
Fra noi e la conoscenza c'è un
solo grosso ostacolo, la paura, non esiste altro, se andiamo ad esaminare le situazioni,
non esiste altro che la paura a impedirci di conoscere, non esiste altro che la
nostra mente razionale che rifiuta certe cose perché ha paura di dire,
di affermare, di farci rendere coscienti che in questo momento, mentre vi parlo,
stiamo vedendo intorno ai corpi fisici di tutti noi dei colori, delle vibrazioni.
Io sono sicuro che tutti le vediamo ma pochi hanno la percezione di questo, la
nostra mente razionale fa presto a dire: " non hai visto niente".
Dobbiamo quindi far pace con tutte queste situazioni, imbrigliare la nostre mente
perché ci obbedisca, e questo è un percorso che si può fare,
sono cose che si possono imparare.
Comunque molte cose si possono imparare,
molte più di quanto pensiamo di poter imparare.
Alcuni di voi, forse,
qualche anno fa, non pensavano che la pranoterapia si potesse imparare, si possono
imparare tante cose, a volte vi racconto di cose che fa Giulio, che non ha neanche
due anni, io, in fin dei conti, non vi sto insegnando niente, vi sto soltanto
dando degli spunti per ricordare quello che voi già avete fatto, già
sapete fare, che avete come bagaglio vostro, personale. Questo è quello
che dico durante i corsi che facciamo, fin dal primo livello, non posso insegnarvi
la pranoterapia, posso solo cercare di spostare appena la vostra mente su un punto
di vista tale da farvi vedere la realtà in maniera un poco diversa, non
ci vuole molto, basta una piccola angolatura e cominciare a prendere coscienza
di certe percezioni.
Dirlo sembra semplice, certe volte non lo è perché
proprio la paura ci impedisce di andare oltre certi schemi quando non sappiamo
cosa c'è al di là.
Allora questi incontri che facciamo servono
anche a rassicurarvi sul fatto che c'è qualcuno che è andato già
un po' al di là e sta benissimo, cioè, non succede niente, o meglio,
succede molto, ma non succede niente di brutto, succedono cose molto belle.