Mercoledì
11 settembre 2002
L'ozio
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Nel
nostro Centro facciamo qualcosa che da un certo punto di vista ha le caratteristiche
dell'ozio.
L'ozio è inteso in un senso un po' particolare. Si dice:
"l'ozio è il padre dei vizi", io nei momenti di ozio non mi sono
preso nessun vizio però, comunque, c'è un certo atteggiamento nei
confronti del NON fare qualcosa che sia produttivo in termini economici o qualcosa
di simile.
È come se fosse perdere del tempo per fare cose che non
abbiano poi un fine soprattutto dal punto di vista economico o dell'immagine o
di qualche altra cosa simile.
Quello che io penso invece è che proprio
in questi momenti si riesce a tirar fuori il meglio di noi stessi, ciò
nei momenti in cui non c'è nessun altro fine che proprio il piacere di
fare cose che ci piacciono, farle nel modo in cui ci piace, in un ambente, in
una situazione in cui nessuno giudica l'altro o nessuno dovrebbe giudicare l'altro,
in una situazione, per così dire, protetta, in cui in genere tutto quello
che viene è bene accetto. In questo modo si può riuscire a tirar
fuori quello che di solito non si riesce ad "esprimere" non "esprimere"
a parole ma "esprimere" proprio con gli atteggiamenti, con l'atteggiamento
di pensiero perché quello che secondo me inquina più di ogni altra
cosa sono i pensieri e non i gas emessi dalle automobili o dagli impianti di riscaldamento
o cose del genere, ci fa stare male lo spandere intorno a noi certi tipi di forme
pensiero e il fatto di acchiapparsi certi tipi di forme pensiero. Per cui succede
che le nostre aure si ingrigiscono, perdono luminosità e con l'andar del
tempo questo genera la malattia. Allora nei momenti in cui ci liberiamo per qualche
ora da tutti quelli che sono certi tipi di obblighi che spesso gli altri ci hanno
buttato addosso, riusciamo a purificare le nostre auree cioè a renderle
nuovamente limpide e splendenti. Questo è qualcosa che con il tempo produce
benessere, ci protegge dalle malattie, ci fa ammalare di meno, ci fa stare meglio
con noi stessi e con gli altri, ci fa dormire meglio, avere una vita più
appagante e ci attira le cose migliori per noi.
Il meccanismo è sempre
lo stesso del simile che attira il simile, un'aura luminosa attirerà luce,
un'aura oscura attirerà oscurità. Sappiamo bene come, quando entriamo
nel meccanismo dei pensieri negativi, ci capitano cose che vanno sempre più
a nutrire questi pensieri negativi.
Le cose accadono, ma accadono anche perché
noi le facciamo accadere, perché il nostro atteggiamento ci attira certi
tipi di energia che poi diventano l'incidente, la malattia, la disgrazia.
Un'aura
luminosa attirerà tutto quello che è buono per noi, gli incontri
giusti con le persone giuste, il libro giusto da leggere, i pensieri che ci fanno
star bene, che ci fanno alzare la mattina con l'entusiasmo e la voglia di vivere
una nuova giornata che può essere molto bella, molto ricca, molto generosa
con noi. Allora, regaliamoci dei momenti di ozio creativo in cui ci teniamo questa
possibilità di cercare di essere noi stessi perché il nostro percorso
non è altro che un percorso volto verso noi stessi.
Non dobbiamo cercare
qualche altra cosa se non noi stessi e tutti i problemi nascono dal voler essere
qualche altra cosa.
Il più grosso motivo di stress è voler aderire
a certi modelli, voler essere come gli altri vogliono che noi siamo. Questo viene
ritenuto, non da me, in genere ritenuto dagli psicologi il più grosso motivo
di stress.
In questa sede non c'è nessun modello al quale aderire,
infatti, prima dicevo, questi incontri che facciamo, questo nostro modo di fare
pranoterapia, ognuno se lo vive a modo proprio, ognuno ha delle proprie tecniche,
ha un proprio approccio con i pazienti diverso uno dall'altro, è quello
che ho sempre voluto fare, da sei anni che propongo questi incontri, è
di lasciar libero ognuno di esprimere se stesso, la più ampia libertà
possibile, allora succedono delle belle cose.
Come scuola noi proponiamo abbastanza
poche tecniche, più che altro cerchiamo di dare dei concetti, dare degli
atteggiamenti di fondo, di pensiero, l'atteggiamento negativo nei confronti, ad
esempio, dell'ozio, esiste perché è la nostra mente che non vuole
stare in ozio, la nostra mente che è la sede dei nostri pensieri, ma anche
delle nostre angosce, delle nostre paure, dei nostri disagi, nel momento in cui
le togliamo il pensiero è come se la uccidessimo, allora si ribella. Questo
è il motivo principale per cui è difficile stare in meditazione,
cioè stare nell'assenza di pensiero, stare nel vuoto dei pensieri la mente
si ribella, però è proprio lì, è proprio in quelle
situazioni che sta la vera conoscenza, nel momento in cui non ci sono più
tante congetture, tante forme pensiero e tanti schemi mentali arriva quello che
ci serve, cioè la vera conoscenza che è il sapere attimo per attimo
quello che ci serve di sapere né un attimo prima, né un attimo dopo.
Un attimo prima quella realtà non è quella, un attimo dopo non sarà
più quella. Quindi "sapere nell'attimo in cui ci serve di sapere"
e questo è un concetto che ci mette paura, noi vogliamo sapere prima, ma
prima non possiamo sapere niente perché la realtà di un attimo dopo
ci si presenterà diversa da qualsiasi realtà abbiamo potuto immaginare.
Così succede quando ci prepariamo ad un incontro, "se mi dice questo,
gli dico quello e così via", poi è tutto diverso.
La nostra
mente cerca sempre delle sicurezze, allora disabituare la mente a fare questo
è un lavoro lungo, ma proprio perché è un lavoro lungo, prima
o poi va cominciato, fino ad essere noi padroni della nostra mente, non permetterle
di portarci dove vuole.
Torno al concetto che dicevo dell'ozio in questo senso,
l'ozio nel senso dell'assenza di pensiero, per creare lo spazio per capire i messaggi
giusti che in quel momento non ci accorgiamo che stanno arrivando, però
poi rimangono dentro di noi, ci arriva un qualcosa che resta dentro di noi non
filtrata dalla nostra mente e che viene fuori al momento giusto, quando ci serve.
Bisogna
cercare questi momenti di assenza di pensiero, di vuoto mentale, per far entrare
queste conoscenze.
È come per il concetto della meditazione, sono attimi,
non si riesce a stare in questa condizione per cinque minuti, ci sembra un tempo
breve, però cinque minuti di assenza di pensiero è un tempo enorme,
in effetti, basta meno di un secondo perché si faccia lo spazio che fa
si che comincino ad entrare dentro di noi dei messaggi che saranno il nostro vero
tesoro, il nostro vero bagaglio e che al momento opportuno verranno fuori.