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Mercoledì 11 dicembre 2002

La formica nella basilica!
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La fisica quantistica ci dice una cosa molto "strana" forse, particolare, che gli atomi sono costituiti da una piccolissima parte di materia, infinitesimale, che ha intorno un grande spazio vuoto. E addirittura lo spazio vuoto corrisponde alla grandissima parte del totale dell'atomo, il rapporto è simile ad una formica nella Basilica di S. Pietro! Ho reso l'idea?
Questa è una cosa abbastanza sconvolgente da immaginare. Che cos'è questo che chiamano spazio vuoto?
Quello che la fisica chiama vuoto, noi lo chiamiamo prana.
Intorno a questo piccolo agglomerato di materia, c'è una grande quantità di prana. Se andiamo a vedere l'origine dell'universo, così nel piccolo così nel grande, vediamo come la materia inerte viene resa viva dalla luce. Il primo evento della creazione "… e sia la luce" noi sappiamo che prana significa anche luce, allora significa che questa luce è entrata nella materia inerte e ha cominciato a farla espandere, a dilatarla, a creare questi spazi che la fisica chiama vuoti, ma che in effetti sono pieni di luce, sono pieni di prana.
La caratteristica di questo tipo di energia, che noi chiamiamo prana, è quella di dare forma particolare alla materia inerte, cioè il prana entra in contatto con la materia inerte, comincia a dilatarla e comincia a programmarla, per cui poi, diventa terra, diventa albero, diventa pianeti, diventa tutto quello che noi chiamiamo la creazione e diventa quello che noi chiamiamo il corpo fisico. Stabilisce cioè il programma, affinché un dato atomo diventi l'atomo del fegato o l'atomo del cuore o l'atomo del cervello o della pelle. Sulla base di questa programmazione c'è poi la differenziazione, nel senso che appunto questa materia inerte assume forme diverse.
A volte, in questa programmazione, qualcosa non funziona più a dovere per cui le cellule cominciano a non saper più come comportarsi. Quello che avviene nei nostri corpi sottili, sappiamo che prima o poi avviene nel nostro corpo fisico. I nostri corpi sottili sono quelli che manifestano la risposta agli eventi che viviamo, alla nostra esperienza, diciamo nostra esperienza perché è molto personale, molto soggettiva, può essere esperienza nei confronti di un cibo, a qualcuno piace , qualcun altro si sente addirittura male mangiandolo, e così per gli odori, e così per quello che vediamo, che sentiamo, per la musica. Il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno è quindi molto diverso gli uni dagli altri e a seconda di come ci rapportiamo con la nostra esperienza, con la nostra realtà, il nostro corpo subisce delle modificazioni, cioè la nostra esperienza diventa fatto fisico, diventa corpo fisico, diventa benessere o malattia.
Abbiamo detto che nel nostro corpo fisico, nell'universo, lo spazio più grande è occupato dal prana è quello che noi chiamiamo corpo sottile, i corpi sottili sono costituiti essenzialmente da energia, in essi, la materia così come viene definita dalla fisica, non compare.
Viviamo più che altro a livello sottile e questo livello sottile poi determina lo stato della materia.
Quello che noi facciamo, con la pranoterapia, è agire, appunto, su quella forza, su quel tipo di energia che stabilisce il programma, quindi vedete quanto può essere importante e quanto può andare in profondità il lavoro che noi facciamo, possiamo agire anche sui processi di invecchiamento, non solo quelli che regola la malattia o la guarigione, ma anche processi che non sono inevitabili, è chiaro, tutti andiamo verso l'invecchiamento, però molto dipende da come ci andiamo e a che velocità ci andiamo.
Non ce ne rendiamo conto, ma noi programmiamo la nostra malattia o la nostra salute, allo stesso modo possiamo programmare tante altre cose nella nostra vita. Il problema è che spesso, non abbiamo la consapevolezza di questo, quando ne assumiamo, piano piano, la consapevolezza, lo sperimentiamo, possiamo cominciare ad agire su queste energie sottili per far si che il nostro corpo stia sempre meglio, e appunto rallentare anche l'invecchiamento. L'invecchiamento interviene quando, queste varie forme di programmazione, cominciano a non essere più tanto equilibrate e allora i nostri organi cominciano a deteriorarsi. In effetti la parte deteriorabile è questa "formica" che abbiamo detto, nella Basilica, quella è la parte deteriorabile, tutto il resto è ciò che va a influenzare questa parte deteriorabile. Allora , noi possiamo agire su quella che è la percentuale altissima della nostra natura, del nostro corpo fisico, del nostro ambiente, della realtà in cui viviamo per andare a influenzare quella piccola parte che poi diventa quella che chiamiamo la nostra fisicità, quello che chiamiamo il nostro fegato, il nostro cuore, il nostro cervello, che è quella piccola parte che è influenzata da quell'altra percentualmente enorme che è il prana e che pervade tutto.
Quindi vedete quanto può essere importante il lavoro che noi facciamo per arrivare a livelli che, non sono soltanto fisici, ma che vanno a coinvolgere tutti i nostri sentimenti, le nostre emozioni. L'espressione fisica del nostro corpo è anche determinata dal modo di viverci le emozioni, le angosce, gli stati d'animo in generale, questi determinano lo stato del nostro corpo fisico.
Quando noi diciamo che con la pranoterapia possiamo agire non soltanto sul corpo fisico ma possiamo andare molto oltre, ci accorgiamo, con l'esperienza, che questa è realtà e allora cerchiamo di capire quali sono i meccanismi di tutto questo, perché, più capiamo i meccanismi, più possiamo agire su di essi e più possiamo agire dentro di noi. Una volta che cominciamo a capire il linguaggio di queste varie forme di programmazione. Quando lo capiamo in noi, possiamo trasferirlo al nostro paziente.
Io dico spesso di usare noi stessi come dei laboratori, osserviamoci, prendiamo consapevolezza di quello che succede dentro di noi, ma cominciamo anche a prendere consapevolezza di quello che avviene in modo automatico. Lo suggerisco proprio come esercizio, di porre attenzione al fatto che stiamo camminando, noi per camminare non dobbiamo pensare di muovere un muscolo piuttosto che un altro, di muovere il piede in un certo modo, no, facciamo delle cose automatiche, la respirazione è automatica, il battito cardiaco è automatico, però se cominciamo a porre attenzione, quindi a prendere consapevolezza di tutti questi automatismi, cominciamo ad affinare la nostra capacità di osservarci e quindi scendere nel profondo e cominciare a contattare quegli elementi che poi costituiscono la programmazione. Cominciare ad agire su di essi, come si agisce? Con il pensiero, con il nostro modo di pensare noi stessi. Sappiamo come, in medicina, esiste l'effetto placebo, che è una cosa sconvolgente, come una pasticca composta di solo zucchero, ad esempio, possa addirittura generare degli effetti collaterali oppure portare a delle guarigioni, far passare un mal di testa, quindi vediamo quanto, spesso, la voglia di guarire sia importante, quanto spesso, quello che noi pensiamo va a generare dei processi chimici dentro di noi, va a stimolare degli ormoni, dei meccanismi per cui succedono certe cose.
Allora torniamo all'importanza anche di un lavoro che, per alcuni di voi è anche prematuro affrontare, che è quello sulle forme pensiero, dalle forme pensiero deriva tutto un nostro modo di essere. Parlo proprio dei pensieri che abbiamo nella nostra mente e che a volte stanno lì soltanto a darci fastidio e questi determinano poi il nostro stato di salute o malattia, disagio o malessere, sulla base del nostro modo di pensare noi stessi e la realtà in cui stiamo agendo.
In pranoterapia si possono fare dei bei lavori su questi aspetti. Queste cose, nella nostra scuola, le affrontiamo a livelli avanzati, e lì veramente c'è un grosso salto, perché andiamo a lavorare su quello che è l'origine dei nostri mali, i nostri atteggiamenti nei confronti di noi stessi e della realtà.