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Mercoledì 12 febbraio 2003

Preghiera e digiuno
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…"Felici sono coloro che perseverano fino alla fine, poiché i demoni di Satana scrivono tutte le vostre male azioni in un libro, nel libro del vostro corpo e del vostro spirito. In verità vi dico, non c'è una sola cattiva azione che non vi sia scritta, dall'inizio del mondo, che non sia visibile al nostro Padre celeste. Perché voi potete sfuggire alle leggi fatte dai re, ma alle leggi del vostro Dio, nessuno dei Figli dell'Uomo può sfuggire. E quando voi vi presentate al cospetto di Dio, i demoni di Satana testimonieranno contro di voi con le vostre azioni e Dio vedrà i vostri peccati scritti nel libro del vostro corpo e del vostro spirito e si rattristerà nel suo cuore. Ma se voi vi pentite dei vostri peccati, con il digiuno e con la preghiera e cercherete gli angeli di Dio, allora per ogni giorno che voi continuerete a digiunare e a pregare, gli angeli di Dio cancelleranno un anno delle vostre cattive azioni dal, libro del vostro corpo e del vostro spirito. E quando anche l'ultima pagina sarà cancellata e pulita da tutti i vostri peccati, voi vi presenterete al cospetto di Dio e Dio gioirà nel Suo cuore e perdonerà tutti i vostri peccati. Egli vi libererà dalla stretta di Satana e dalla sofferenza; vi prenderà nella sua dimora e comanderà a tutti i Suoi servitori, a tutti i Suoi angeli di servirvi. Vi darà lunga vita e voi non vedrete mai malattia. E se, da quel momento, invece di peccare, dedicherete i vostri giorni alle buone azioni, allora gli angeli di Dio scriveranno tutte le vostre buoni azioni nel libro del vostro corpo e del vostro spirito. In verità vi dico, non vi è alcuna buona azione che non rimarrà scritta davanti agli occhi di Dio dall'inizio del mondo. Poiché dai vostri re e dai vostri governanti potrete attendere invano la vostra ricompensa, ma mai attenderete invano la ricompensa di Dio per le buone azioni compiute." …

Tratto da: IL VANGELO ESSENO DELLA PACE Secondo l'Apostolo Giovanni - Manoscritto aramaico del terzo secolo e testi in slavo antico, comparati e tradotti da EDMOND BORDEAUX SZEKELY - Edizioni A.I.I. M. MANCA.

Ci sono degli spunti interessanti, un discorso abbastanza particolare, che a volte è di difficile comprensione, è quello del digiuno, digiuno e preghiera. Sappiamo e riusciamo a capire abbastanza bene che cosa vuol dire digiuno dal cibo, più o meno sappiamo cosa si intende per preghiera, anche se a volte è molto difficile pregare, anche se spesso il concetto di preghiera è molto diverso da persona a persona, da situazione a situazione, cambia a secondo delle latitudini, dei popoli, ecc. ma quando parliamo del digiuno, noi cominciamo a considerare che, come spesso diciamo, non esistiamo soltanto in un corpo fisico, cosa vuol dire digiuno dei nostri corpi sottili? Come facciamo a far digiunare i nostri corpi sottili? Se non diamo cibo, digiuna il nostro corpo fisico!
Abbiamo parlato spesso delle forme pensiero, che sono quelle strutture mentali che abbiamo dentro di noi che ci fanno agire in un certo modo, spesso diciamo "è più forte di me, non posso fare a meno di comportarmi in questo modo, di fronte a queste situazioni reagisco come non vorrei reagire" cioè siamo schiavi di certe forme pensiero che ci manovrano. Digiuno in questo caso vuol dire togliere alimento a queste forme pensiero, nel meccanismo delle forme pensiero, come in tutti i tipi di energia, queste cercano alimento, come tutto ciò che esiste, in qualche modo si alimenta, si alimentano le piante, addirittura anche i minerali si alimentano perché comunque assorbono prana e hanno uno scambio energetico con l'esterno, tutto ciò che esiste ha il suo tipo di alimento, quindi anche le forme pensiero cercano il loro alimento.
Più si alimentano e più diventano enormi. Facciamo l'esempio di una persona che si adira facilmente, quel tipo di forma pensiero gli andrà a creare una situazione per cui lui si adirerà, per procurarsi quel tipo di energia dovuta all'ira, che gli serve per alimentarsi e così diventa sempre più forte, la persona gelosa fa la stessa cosa, cercherà quelle situazioni, si metterà in quei meccanismi di pensiero che alimenteranno la sua gelosia che diventerà sempre più forte e più dominante.
Ecco perché molte persone sono schiave della loro vita, della loro gelosia, del loro bisogno di denaro o di altre cose, ognuno, nella propria vita, sa quali sono le cose di cui difficilmente riesce a fare a meno, che vorrebbe eliminare perché si rende conto che gliela rendono difficile per se stesso e per gli altri, ma non ci riesce.
Il digiuno vuol dire questo, cominciamo a togliere alimento ai nostri pensieri ossessivi, cerchiamo di non alimentare, per un giorno, la nostra gelosia, la nostra ossessività, spostando il pensiero da un'altra parte.
Perché si associa il discorso del digiuno a quello della preghiera? perché comunque questo modo di pensare va sostituito con qualche altra cosa, allora preghiera potremmo tradurla con pensiero positivo, con cambiare atteggiamento, come trasformare il pensiero, allora viene detta la preghiera perché comunque è quel collegamento che abbiamo con delle energie superiori che ci consentono di digiunare senza soffrirne, se io tolgo un tipo di alimento, devo mettere nei miei corpi sottili un altro tipo di alimento altrimenti soffro, per non soffrire devo chiudere quel buco, allora a quel mio modo di pensare sostituisco la meditazione, sostituisco la preghiera, sostituisco un altro tipo di pensiero e in questo modo tolgo alimento alla mia ira, alla mia gelosia, alla mia ossessività e con il tempo questa cosa scompare dalla mia vita.
Del digiuno se ne parla dal punto di vista fisico, cioè digiunare rispetto all'alimento fisico, perché questo ci fa capire poi come digiunare da tutti i tipi di alimento. Se io mi impongo di digiunare per un determinato tempo e sto sempre con il pensiero del cibo, mi sento male, allora devo cambiare atteggiamento di pensiero, devo fare cose che mi soddisfano ad altri livelli, mentale e affettivo, per distogliere il pensiero dal cibo, così avviene quando devo togliere alimento alle forme pensiero, cioè devo stare in un atteggiamento di preghiera, di meditazione, cioè devo elevarmi per non essere intaccato dal fatto che mi sta mancando quel tipo di atteggiamento di pensiero con il quale mi sono nutrito abitudinariamente, allora dal meccanismo del digiuno fisico si impara il meccanismo del digiuno a livello dei pensieri e degli atteggiamenti.
Se noi consideriamo il digiuno fisico come fine a se stesso non serve assolutamente a niente se non a disintossicare l'organismo, a farci perdere un po' di peso, ma non è questo il messaggio che vuole essere portato, il messaggio è molto più profondo, si parte sempre da qualcosa che noi possiamo osservare e sperimentare con facilità per farci capire delle realtà più profonde. Questo è il criterio usato dagli iniziati che andando ad osservare come si muoveva la natura riuscivano a capire delle profonde verità che agivano all'interno dell'essere umano.
Questo processo, che poi diventa di purificazione, permette di cancellare quello che, in Oriente, dicono il karma, cioè quel peso, quel debito che abbiamo accumulato e che ci impedisce di camminare spediti verso quella che è la nostra vera dimora. Da quel momento in poi, il momento in cui abbiamo pagato il debito, possiamo cominciare un altro tipo di cammino, in Oriente si dice il passaggio dal karma al dharma, da quel momento in poi tutto quello che farai è la cosa giusta al momento giusto, sulla via della luce, sulla via della realizzazione e dell'illuminazione, però prima c'è questo passaggio, questo momento di purificazione che passa attraverso il digiuno e la preghiera.
Quindi preghiera intesa come "spostare l'attenzione su altri piani" e andare a nutrire di alimenti giusti i nostri corpi sottili, quindi di pensieri sani, di tutto ciò che può essere buono per la nostra salute mentale, emotiva, a livello dei nostri sentimenti e della nostra spiritualità. Questo è il cammino da percorrere, ognuno percorrerà la propria strada a suo modo, secondo quello che sono le proprie caratteristiche, il proprio modo di essere e delle situazioni in cui è collocato, però le leggi fondamentali sono sempre le stesse, c'è il momento della purificazione, c'è il momento poi, come quello dell'Antico Testamento dell'entrata nella terra promessa.
In questo discorso entra anche un altro concetto che è quello del perdono, noi, a volte, siamo abbastanza semplicisti nel dire "io ho perdonato", "io ti perdono" in effetti noi, in realtà, non possiamo perdonare nessuno, possiamo dire "non ce l'ho con te", "ti voglio bene comunque" perdonare è tutta un'altra cosa, perdonare vuol dire che, la persona che ha fatto qualcosa contro di noi, non pagherà per questo, cioè annullare il debito karmico, e questo lo fanno i maestri, questo lo fa la divinità, cioè ad ogni azione corrisponde una sua conseguenza, la legge del karma è, anche secondo quello che diceva Gesù "chi semina vento raccoglie tempesta" e "raccoglierete quello che avrete seminato", questo potrebbe anche non accadere se sul nostro cammino incontriamo un maestro, incontriamo una scintilla di quella che è la grazia di Dio che assolve il debito, e quello è il perdono, cioè è la guarigione nel profondo, è l'assolvere un debito perché c'è qualcun altro che lo sta pagando per noi. Tutto questo può avvenire nella nostra vita però non posso darlo io ad un essere umano né un altro essere umano può darlo a me, a meno che non riusciamo ad essere tramite di questa energia così grande, così potente che ha la capacità di assolvere il debito karmico.
Qui entriamo nel discorso della guarigione profonda, della guarigione spirituale dell'anima. Nella new age troppo spesso si parla, a sproposito, secondo me, di guarigione spirituale.
Quello che noi facciamo, seguendo i canoni della new age, rientra nella guarigione spirituale, quello che spesso dico è che noi faremo guarigione spirituale solo quando saremo in grado di annullare il karma del paziente, quando saremo in grado di assumerci il debito karmico, questa per me è la vera guarigione spirituale, tutto il resto è business, propaganda.
Quello che noi facciamo le ritengo delle cose ottime, però da qui a dire guarigione spirituale ce ne passa, non è che altri siano più bravi perché si attribuiscono il titolo di guaritori spirituali, è perché ci sono dei canoni, creati in questa epoca per dare più lustro a certe cose che di spirituale ancora hanno ben poco. È il nostro cammino, ci si arriverà, non so quando, non so come, però a mio modo di vedere oggi siamo ancora dei buoni, dei bravi manovali, c'è ancora da fare parecchio prima di dire guarigione spirituale.