Mercoledì
14 maggio 2003
Giochi
energetici
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Questa
sera faremo dei piccoli esperimenti, dei "giochi energetici"
che serviranno a comprendere certi principi che con le parole non si
riesco bene a spiegare. L'esperienza è senz'altro più
valida di milioni di parole. Quando parliamo di energia, o diciamo di
lavorare con le energie è difficile spiegare l'intima essenza
di questa energie e soprattutto come interagiscano col nostro modo di
essere, con i nostri pensieri, con I nostri atteggiamenti; come queste
energie in ultima analisi possano influenzarci a livello di pensieri,
comportamenti e stato di salute. Spesso faccio l'esempio dell'energia
elettrica, che è una forma di energia che tutti conosciamo: a
secondo dell'apparecchiatura che noi vi colleghiamo otteniamo certe
cose o certe altre, l'energia è la medesima, ma ciò che
ne traduciamo è diverso, come la lampadina che si accende, un
cd che suona, o un elettrodomestico che lavora. Quello che noi facciamo
con l'energia, che chiamiamo il prana, è più o meno la
stessa cosa: possiamo trasformare quest'energia in tantissimi modi,
e abbiamo questi meccanismi dentro di noi per farlo, a livello terapeutico
trasformiamo questa energia in qualcosa che guarisce, che fa star bene
noi e gli altri, e sappiamo che come possiamo fare questo possiamo fare
anche l'opposto. Quello che qualche volta viene spontaneo chiedersi
è che noi siamo immersi comunque in un mare di energia, in questa
stanza c'è l'energia di ognuno di voi e queste energie naturalmente
si mescolano, però nello stesso tempo rimangono distinte; questo
vuol dire che se noi fossimo in grado di percepire la vibrazione di
queste energie potremmo renderci conto se sono passate delle persone
in questa stanza, quando sono passate, che cosa hanno pensato, come
stavano interiormente, ma anche fisicamente. Ognuno di noi vibra in
maniera diversa, anche se poi tutti insieme diamo una certa vibrazione
a l luogo; ma se riusciamo a captare questi diversi tipi di vibrazione
riusciamo anche a separarle, a considerarle singolarmente; ed è
quello che facciamo qui la sera quando sentiamo i nostri corpi sottili,
ma ci rendiamo conto che siamo uno vicino all'altro, e ci si potrebbe
chiedere se sentendo il chakra di una persona non si rischia di sentirne
una parte di un altro od una parte di un corpo sottile di un'altra persona
presente. Questa è una domanda che veramente ricorre spesso.
Consideriamo che la nostra mente funziona in una maniera molto particolare,
a volte molto bella, e molto utile, cioè quando abbiamo chiaro
l'oggetto della ricerca troviamo quello che cerchiamo, quindi se sto
analizzando i suoi corpi sottili, sentirò solo i suoi, anche
se sono molto vicini o mescolati con quelli della persona che gli è
seduta vicino. Intorno a noi ci sono tante strutture energetiche, tanti
tipi di vibrazione, però quando poi indirizziamo la ricerca verso
un determinato obiettivo, ci rendiamo conto che è proprio quello
che riusciamo a verificare. Se ad esempio cerchiamo la membrana del
chakra ci rendiamo subito conto se siamo sulla membrana del chakra o
su qualche altra struttura, anche se poi vi renderete conto pian piano
che sono molto complesse le nostre strutture energetiche.
Allora stasera vorrei proporre un tipo di esperienza che è un
po' particolare. Qualche volta abbiamo visto come siamo in grado di
realizzare un certo tipo di energia nel luogo in cui viviamo e addirittura
nel posto in cui siamo seduti; quindi sarebbe interessante fare l'esperienza
di scambiarci di posto per entrare in ascolto di ciò che, chi
ha occupato il posto prima di noi, ha lasciato energeticamente, che
vuol dire entrare in contatto teoricamente a tutti I livelli da quello
fisico a quello spirituale. Perché comunque noi impregniamo con
le nostre energie tutti I luoghi in cui siamo presenti ma addirittura
anche dove siamo presenti col pensiero o col desiderio di essere presenti.
Però dirvi una cosa è un conto e sperimentarla è
un'altra. Quindi questo esperimento che andremo a fare renderà
ragione facilmente delle parole dette fino ad ora. Per fare questo dobbiamo
stare nell'atteggiamento di ascolto, senza cercare di cogliere per forza
qualcosa, senza preoccuparci se non arriva niente, cerchiamo di stare
al livello alfa, in uno stato di serenità interiore, e aspettiamo
che arrivino delle sensazioni, che ci possono parlare addirittura dello
stato fisico, di disturbi fisici. Poi comunicheremo a coppia le impressioni
ricevute nel reciproco scambio di posto, e se c'è qualcosa che
si può comunicare a tutti lo faremo, perché potrebbero
venir fuori delle cose che non si ha desiderio di comunicare a tutti.