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Mercoledì 19 marzo 2003

L'energia giusta al momento giusto
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Questa sera vorrei chiarire alcuni concetti che riguardano i chakra, questi saranno argomenti del prossimo seminario di secondo livello e vi potranno essere utili per inquadrare quello che intendiamo per funzioni dei chakra; e capire come a volte queste funzioni si mischiano. Facilmente non ce ne rendiamo conto, ma – loro, che sono un po' più avanti lo sanno, e voi lo imparerete pian piano - ogni chakra ha una sua caratteristica: quello basale, ad esempio, come caratteristica principale ci da l'istinto di sopravvivenza; il cardiaco è relativo all'amore, il solare alle emozioni; il secondo chakra è inerente il rapporto col sesso ed è quel chakra che ci consente di abbattere le barriere col diverso; il quinto è quello che ci da l'autostima, il senso di sicurezza nelle scelte, e nel comprendere quello che è il nostro ruolo in questa esistenza; poi il sesto chakra ci consente di cominciare a pensare anche in termini astratti e comunque rivolti al trascendente, e prepara la strada a quella che poi sarà l'apertura del settimo chakra, verso la spiritualità. I chakra hanno in linea generale queste caratteristiche, molte diverse le une dalle altre, ed è chiaro che più riescono a collaborare tra loro, più c'è comunicazione tra chakra e chakra, più ogni nostro atto assume le caratteristiche di tutti i chakra. Ma quello che succede a volte - e lo riscontro anche in certi miei pazienti- è che si reagisce, e comunque ci si pone nei confronti di certe situazioni, " col chakra sbagliato". Questo nel senso che se mi accade un qualcosa che mi mette davanti alla necessità di fare una scelta, il chakra che dovrebbe guidarci nelle nostre scelte è il quinto ( autostima e consapevolezza del proprio ruolo, del proprio destino, sulla base di cui dovremmo fare le nostre scelte, in base a quello che riteniamo essere il nostro scopo nella vita, e valutare se quello che stiamo scegliendo è o non è il percorso che è giusto per noi fare); ma se non riesce a sfruttare la propria energia, ecco che in quella scelta interviene il primo chakra: allora magari ci sentiamo aggrediti da una certo stimolo o situazione, e più che decidere finiamo per "reagire" sulla base dell'istinto di sopravvivenza, e non ci indirizziamo verso una scelta che possa costruire per noi un certo tipo di futuro. Questo significa che è entrata in ballo un tipo di energia diversa da quella che dovrebbe essere. Lo stesso magari può succedere quando viviamo un rapporto affettivo intenso e allora nelle nostre scelte si infila un po' di tutto: quella che dovrebbe essere un scelta fatta con le caratteristiche del quarto chakra, può diventare una scelta fatta al livello del secondo, o del terzo, delle emozioni, o dell'istinto sessuale.. e va tutto bene…però dobbiamo vedere quale è il tipo di energia che comanda il gioco. Ora, di fronte ad ogni evento, dovremmo porci col tipo di energia giusta, che anche se si avvale delle caratteristiche energetiche degli altri chakra, deve guidare le altre ed essere preponderante rispetto ad esse. Quando poi si fa confusione nell'utilizzo di queste energie, il risultato è che c'è confusione nella nostra vita, che alla fine le scelte fatte, gli atteggiamenti presi, non sono quelli che ci consentono di percorrere il nostro cammino, e fatalmente ci portano alla malattia. Qui entriamo nel discorso che è maggiormente vicino a quello che pratichiamo: quando, nelle situazioni che la vita ci pone innanzi, noi non ci proponiamo con il tipo di energia giusta, qualcosa sballa, qualcosa va fuori centro, e il nostro corpo comincia a darci dei segnali; allora trasferito questo nel rapporto terapeuta-paziente, vuol dire che sulla base di alcuni tipi di osservazione possiamo cercare di capire quale è l'energia che il nostro paziente usa prevalente; e quindi correggere gli atteggiamenti. Così se il nostro paziente ha un quinto chakra che è deformato, o eccessivamente piccolo, o schiacciato, non potrà affrontare al meglio delle scelte, avrà difficoltà a comprendere quale è il suo ruolo in quella situazione; allora dovrà chiedere aiuto ad altri tipi di energia, perché potrà trovarsi in una situazione che dovrà comunque superare, e se non riesce ad affrontarla con l'energia giusta, dovrà chiedere aiuto ad altri tipi di energia, che saranno in quel momento quelli che in maniera più evidente si proporranno. A questo punto se, come dicevo prima, sarà preponderante l'istinto di sopravvivenza, egli potrà reagire in un modo anche violento e; se invece può essere preponderante l'energia proveniente dal terzo chakra, che ci muove a livello emotivo, allora farà delle scelte
sulla base di un atteggiamento emotivo, o di un atteggiamento anche fobico, perché nel terzo chakra ci sono anche le nostre paure.
Allora cerchiamo di entrare in questi meccanismi, anche osservando noi stessi, per poi far capire ai nostri pazienti quali possono essere gli aggiustamenti, le modifiche che vanno apportate, e aiutarli in questo: dicevo, se osserviamo che il quinto chakra non è attivo nel modo giusto facciamo un lavoro energetico su quel chakra, rimettiamolo in ordine, e questo potrà consentire al nostro paziente, man mano, di atteggiarsi in una maniera sempre più solida nei confronti dell'esistenza.
Così per quanto riguarda l'amore, le emozioni, la sessualità, o l'istinto di sopravvivenza. Sono tutte energie necessarie, ma vanno usate al momento opportuno. Il problema nasce quando viene utilizzata un tipo di energia in una situazione nella quale andrebbe utilizzata un'altra: è come sbagliare il voltaggio quando attacchiamo un elettrodomestico o una lampadina; se sbagliamo voltaggio la lampadina salta; così è per questi tipi di energia, se utilizziamo un'energia troppo aggressiva o violenta combiniamo dei danni nella nostra vita, quando invece sarebbe necessaria un'energia più pacata, più meditata, più consapevole per avere dei buoni risultati…
Allora, come proprio in questo periodo sto notando in modo consistente nei miei pazienti, molti loro problemi derivano proprio da questo modo strano e anomalo di usare le varie energie…
Anche voi allora fateci caso… perché lavorando su questo possiamo aiutare molto noi stessi e i nostri pazienti.