Mercoledì
20 novembre 2002
La
digestione dei pensieri
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Quando
mangiamo una mela, succede qualcosa nel nostro organismo, vengono prodotti dei
succhi digestivi e comincia un processo di digestione già nella bocca,
questa è normale fisiologia. La cosa interessante è che succede
la stessa cosa se noi pensiamo ad una mela o se sentiamo il profumo di una mela,
cioè quella che viene volgarmente definita "l'acquolina in bocca"
sentiamo un buon profumo, pensiamo ad un cibo, ad una cosa che ci piace e il nostro
organismo comincia a secernere i succhi digestivi. Questo vuol dire che noi siamo
predisposti per digerire un cibo, quindi delle molecole ma anche addirittura per
digerire dei pensieri. Questo è un fatto molto particolare, cioè,
che noi digeriamo una mela o un piatto di pasta o qualsiasi altra cosa va benissimo,
lo sappiamo e non facciamo fatica ad accettarlo, che anche i nostri pensieri,
in qualche modo vengono digeriti, forse ci induce a riflettere e a riconsiderare
certe cose. Questo vuol dire che anche un pensiero induce delle modificazioni
nel nostro organismo, e modificazioni che comunque, in alcuni casi, portano a
delle vere e proprie alterazioni. Quando noi immaginiamo di mangiare una mela
o qualcosa che ci piace, probabilmente il nostro organismo in qualche modo ne
gode, quando il nostro pensiero è applicato a qualcosa che non ci piace,
è molto probabile che il nostro organismo ne soffra. Avvengono delle vere
e proprie modificazioni chimiche e allora, se mi spunta un brufolo sulla fronte,
penso "ieri ho mangiato la cioccolata", poi magari mi viene anche se
non ho mangiato la cioccolata, oppure mangio la cioccolata e non mi viene nessun
brufolo. Allora non è la cioccolata, o non è solo la cioccolata.
Quando c'è un evento fisico, il fatto scatenante non è mai uno soltanto,
ci può entrare l'alimentazione, ma ci possono entrare anche tante altre
cose, compreso il nostro pensiero. Quando c'è qualcosa a livello cutaneo,
la nostra pelle comincia a manifestare dei disturbi, probabilmente il nostro organismo
sta cercando di eliminare delle tossine che abbiamo ingerito con l'alimentazione,
ma probabilmente sta anche cercando di eliminare delle tossine che abbiamo ingerito
con il pensiero. Quando un ragazzo sta crescendo, per avere la schiena dritta
è importante che faccia ginnastica, che si alimenti bene, ma forse è
ancora più importante che abbia stima di se stesso, che viva in un clima
di fiducia, e così, per far star bene il nostro cuore, il nostro apparato
circolatorio, sicuramente è importante una dieta povera di grassi, stare
attenti a certi alimenti, ma forse è ancora più importante sentirsi
amati e sentirsi rispettati, e così via. Questo lo possiamo applicare a
tutti i nostri organi e se pensiamo a patologie ritenute gravi come i tumori,
c'è chi dice che il fumo è altamente nocivo e può generare
il cancro, sappiamo che in una certa percentuale, i fumatori sono più a
rischio, però poi sappiamo anche che c'è chi fuma tantissimo e non
si ammalerà mai di cancro ai polmoni e c'è chi non fuma e si ammala
di cancro ai polmoni. Non è solo il fumare, non è solo il respirare
l'aria inquinata delle città. Io ho avuto un carissimo amico che è
morto per un tumore ai polmoni, lui non fumava, era uno che veniva a correre con
me, quindi era un'atleta, faceva le maratone, ha fatto la cento chilometri, era
uno che comunque aveva dei polmoni sani, robusti. Da un anno mi stava dicendo
che non c'era più pace in famiglia, proprio mi diceva "in casa mia
l'aria è diventata irrespirabile", nel giro di un anno si è
ammalato di tumore polmonare ed è morto. Quindi vedete quanto i nostri
polmoni non distinguono il fumo, lo smog dall'"aria irrespirabile" che
si vive in famiglia. La malattia è fatta di tante cose, di tanti aspetti
e l'aspetto del pensiero è sicuramente fondamentale ed è fondamentale
anche come noi pensiamo noi stessi, se io dico "ormai sono troppo vecchio
per giocare a calcetto", do un messaggio tremendo a me stesso e definitivo,
cioè senza appello, questa è una cosa irreversibile, mando questo
messaggio che immediatamente mi fa invecchiare. Allora, sarà anche vero
questo, però posso sempre dire che oggi non mi va di giocare a calcetto,
cioè posso metterla in un modo che non sia così definitivo e così
devastante. Allora è importante come noi pensiamo noi stessi, come noi
ci rapportiamo con la nostra età, con la nostra situazione, anche a livello
fisico, non sono più quello di vent'anni fa, questo è vero, però
non facciamo delle affermazioni così definitive e così impossibili
da modificare, stiamo dicendo delle verità, però cerchiamo di dirle
in un modo che non crei stress a noi stessi e al nostro organismo. Anche il discorso
dello stress, è vero, viviamo in una società che comunque crea lo
stress, abbiamo bisogno di una certa quantità di stress per adattarci e
per vivere, cioè accettare certi compromessi che comunque esistono. Abbiamo
avuto una giornata pesante sul lavoro e quello ci ha generato stress. Stress che
cosa significa dal nostro punto di vista, dal punto di vista energetico? Se da
un punto di vista fisico lo stress porta ad accelerare il ritmo del respiro, ad
accelerare il battito cardiaco, ad aumentare la temperatura corporea, la sudorazione,
a livello energetico porta ad uno spostamento e ad una alterazione dei chakra.
Una volta conclusa quella situazione, tutto dovrebbe tornare nella centratura
precedente. Se noi comunque, una volta chiusa la porta dell'ufficio continuiamo
a pensare che il capo ufficio ce l'ha con noi, oggi non è andato bene niente,
andiamo a casa e ci lamentiamo del lavoro, rientriamo nel discorso del pensiero
che va a ricreare lo stress, per cui continuiamo a far viver al nostro corpo fisico
e ai nostri corpi energetici quel tipo di stress che poi nella realtà,
in quel momento, non esiste più, però il nostro pensiero lo sta
ricreando. Allora come dicevamo, se il nostro corpo digerisce i pensieri, continua
a stare in quella situazione quando non sarebbe più assolutamente necessario,
allora il fatto che non ci concediamo delle pause, fa sì che questo meccanismo
di ritornare poi nel proprio centro, sia a livello fisico, di riportare la temperatura
corporea ai giusti livelli, il ritmo cardiaco e la respirazione e i nostri chakra,
se non diamo i giusti tempi, perché questo accada, la nostra ricentratura
sarà sempre più difficoltosa e questo porta alla malattia. Quindi
è molto importante come noi possiamo essere in grado di staccare il pensiero,
possiamo anche riferire della nostra giornata di lavoro, se ci sono state delle
difficoltà, ma cerchiamo di farlo con distacco, cioè senza ricoinvolgerci
nuovamente in quelle situazioni e risentire dentro di noi magari quella situazione
di disagio che abbiamo vissuto in quei momenti. Lo stress è fatto si, di
eventi che accadono nella nostra realtà, ma è fatto anche del nostro
modo di pensare a quegli eventi, allora l'invito è quello di riuscire a
staccare le due cose cioè quello che mi sta accadendo e come io lo sto
pensando, per quanto tempo lo penso e come lo riferisco. Tutto questo alla lunga
può portare alla malattia, se io non riesco a vivermi bene queste cose
o mi può consentire comunque di vivere una determinata realtà senza,
tutto sommato, risentirne.
Creiamo nel pensiero delle situazioni, e poi ci
accorgiamo che questo da un beneficio al nostro corpo, allora se è vero
questo, è vero anche l'opposto, cerchiamo di utilizzare questi meccanismi
per il nostro bene, un invito che io faccio spesso, perché comunque siamo
tanto bravi ad utilizzarli per star male, cominciamo ad essere ancora più
bravi ad utilizzare questi meccanismi per star bene, meccanismi che noi abbiamo
potuto sperimentare e conoscere proprio stando male, basta rifletterci, riflettere
sui nostri comportamenti , acquisire la capacità di chiudere la porta quando
non è più necessario stare in quella stanza.