Mercoledì
24 settembre 2003
Caos
o armonia?
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Poco
fa riflettevo su un’idea, un pensiero, che poi è un’osservazione
che mi capita di fare quando sto in contatto con i miei pazienti ed
è il caos che spesso c’è dentro di noi, se non c’è
armonia c’è caos.
Qual è la nostra realtà, la nostra verità? Quella
che noi chiamiamo la creazione, si dice, in vario modo, in qualche modo
lo dice la scienza, in altro modo lo dicono le scritture sacre e non
solo le nostre, che in origine c’era il caos e quella che noi
chiamiamo creazione è un tirar fuori da questa caos un’armonia.
Dalle tenebre la luce. Da questo dovrebbe conseguire che noi viviamo
in questo momento in cui dal caos si è generato qualche altra
cosa che è ordine, che è armonia, che è luce, e
poi dentro di noi che succede? Troviamo degli attimi in cui la pace
c’è, l’armonia c’è, in cui la luce ci
sembra di averla, facciamo molto presto a tornare nel caos. Gli elementi
che stavano in quello che possiamo dire il caos, sono gli stessi che
poi sono diventati qualche altra cosa, non c’è stata realmente
una trasformazione di un qualcosa in qualche altra cosa, ma c’è
stato un mettere ordine nei vari elementi disordinati per dare origine
a qualcosa che potesse avere un senso, che potesse essere l’inizio
di una evoluzione. La nostra realtà non è allora quella
del caos ma è quella dell’armonia, o almeno, questa è
la direzione in cui, negli scritti illuminati, ci dicono che va la creazione.
Osservando tutto questo da un diverso punto di vista, possiamo dire
che noi viviamo in una realtà in cui c’è armonia,
c’è pace, c’è luce, ma facciamo finta di viverne
un’altra, oppure, siamo talmente abituati, fin da quando nasciamo,
a vedere intorno a noi cose poco chiare, cose che non comprendiamo,
cose che ci appaiono come sofferenza, come disarmonia, come conflitto,
che non riusciamo a vedere quella che è la vera realtà,
e allora, il discorso non è tanto quella di cambiare le cose,
noi lavoriamo con un qualcosa che chiamiamo il prana e che per sua definizione
è armonia, è luce, ma questo prana è fatto degli
stessi elementi che esistono nel caos, quello che noi facciamo quando
stiamo di fronte al nostro paziente non è altro che prendere
questi vari elementi che si agitano in maniera disordinata e cercare
di rimetterli in ordine, però, per metterli in ordine, noi dobbiamo
diventare la guida di queste energie alle quali vogliamo dare un senso,
vogliamo dare un’armonia quindi è molto importante che
questo avvenga prima dentro di noi. L’ho detto spesso in vari
modi, non possiamo pensare di dare gli altri qualcosa che noi non abbiamo
realizzato o capito dentro di noi, comprendere i meccanismi del nostro
malessere significa poi cercare di trovarne il senso e aiutare i nostri
pazienti a trovare il senso del proprio malessere, del proprio caos.
Quello che io invito a fare è cercare di capire qual è
il meccanismo che ci riporta da quei momenti, che riusciamo a trovare,
di armonia, forse anche qui dentro, basta poco perché siamo di
nuovo nella confusione, nei pensieri che non vogliamo, nell’angoscia,
nelle preoccupazioni. Si tratta di capire dei meccanismi, e, una volta
capiti, non farsi più ingannare da certe trappole che la mente
ci propone, una volta che cominciamo a credere che la nostra realtà
è una realtà di esseri perfetti, di esseri illuminati,
di esseri in armonia con il creato, più crediamo in questo e
più sarà difficile, per quelli che sono gli avversari,
i pensieri ossessivi nella nostra mente o comunque tutto ciò
che abbiamo intorno e che ci manda dei messaggi diversi dall’armonia,
più noi crediamo che la nostra realtà è quella
di essere in armonia con il tutto e più sarà difficile,
per gli elementi destabilizzanti, portarci fuori dal nostro centro.
Quello che noi dobbiamo fare è un percorso che va verso il renderci
conto di qual è la nostra vera natura. Cominciamo a pensare in
questo modo la nostra vita e il nostro modo di essere, non siamo nati
per essere infelici, per essere angosciati, per essere oppressi da pensieri
o preoccupazioni, se questo avviene c’è qualche meccanismo
che non riusciamo a riconoscere, che ci sta ingannando, che ci sta portando
verso qualcosa che è un’invenzione della mente di chi ci
sta intorno o della nostra mente. Attenzione ad osservare i nostri meccanismi,
questi nessuno ce li può spiegare, sono cose che dobbiamo imparare
da noi, osservando noi stessi, quindi, una volta capiti certi meccanismi
non ci resta che gestirli al meglio per farsi ingannare sempre di meno.
Comunque le cose non sono così difficili di come sembrano, la
vita è molto più semplice di quello che appare e allora
cerchiamo la via della semplicità e dell’ascolto di quello
che viene dalla nostra interiorità.