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Mercoledì 29 gennaio 2003

Ricordare le origini
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Ricominciamo dall'inizio, da quando a Qualcuno venne in mente di creare l'Essere umano!
L'Essere umano e non l'Uomo, come la tradizione più in uso ci riferisce. La Sacra Scrittura, quella della nostra tradizione, non è maschilista, in genere sono i traduttori che si esprimono in maniera maschilista, il messaggio parla di Essere umano, che poi è stato tradotto in Uomo.
La creazione avviene attraverso la parola cioè attraverso la vibrazione, anche se non approfondiamo la lettura dei testi, sono cose che abbiamo sentito più o meno tutti "sia la luce, la luce fu" cioè il logos, la parola che crea e crea l'uomo, l'essere umano a propria immagine e somiglianza quindi, mette nell'essere umano, gli stessi meccanismi che sono quelli di poter creare attraverso l'emissione di una vibrazione, cioè una vibrazione, una parola, che condensandosi in vario modo poi si struttura, cambia forma e da origine a quello che è il creato.
Con il passare dei secoli, nella storia dell'umanità, succede che l'uomo comincia a subire delle modificazioni, questa energia si addensa, addensandosi l'essere umano comincia a strutturarsi in un altro modo per essere adatto a vivere in una materia più densa allora sposta questa sua capacità di creare emettendo delle vibrazioni, la sposta più in basso e comincia a procreare in tutt'altro modo, cioè la procreazione attraverso la differenziazione dei sessi.
Comunque noi ragioniamo tenendo presente una successione di tempi attraverso i quali avvengono certe cose, dal punto di vista dell'assoluto, dell'eterno presente, noi siamo contemporaneamente quello che siamo, quello che siamo stati e quello che saremo per cui, nella nostra natura, continua ad esistere questa capacità di emettere delle vibrazioni che comunque modificano la realtà.
L'uomo canta i mantra, emette delle vibrazioni che, se sono la giusta vibrazione, diventano parole di potenza. La Om, il mantra originario, e tanti altri modi di esprimersi con il suono, ci sono dei popoli che emettendo delle vibrazioni riescono ad addensare e a rendere rarefatte le nuvole, riescono a generare la pioggia emettendo delle vibrazioni che sono in grado di modificare gli eventi atmosferici e così, l'uomo ricorda questo, l'essere umano ricorda che un giorno l'emissione del suono riusciva a modificare la realtà a lui intorno e non solo il suono, voi sapete che noi abbiamo due ghiandole, l'ipofisi e l'epifisi, l'epifisi è quella che era una volta il terzo occhio, quando l'uomo aveva questa capacità molto simile a quella divina di creare, di emettere delle vibrazioni che modificavano la realtà a lui intorno, aveva anche la capacità di vedere con questo terzo occhio, con l'occhio spirituale, man mano che avviene un processo di addensamento, l'occhio spirituale si trasforma nell'occhio fisico la ghiandola perde molta della sua funzione e rimane nella nostra struttura fisica la nostra fotocellula, cioè la ghiandola che permette l'adattamento quando c'è variazione di luce, ad esempio è quella che fa dilatare la nostra pupilla e la fa restringere, è quella che permette l'adattamento alla variazione della luce e della temperatura, è quella che quando si fa buio va a stimolare una certa parte del nostro sistema neurovegetativo e ci predispone al sonno, oppure quando ci svegliamo alla luce del giorno ci predispone allo stato di veglia, quindi conserva questo rapporto comunque, in un certo senso, con la luce e con il vedere, però si trasforma, cioè delega l'attività visiva ai nostri occhi fisici.
Riassumiamo in breve la struttura dell'occhio, c'è la cornea e la pupilla, cioè un "foro" attraverso il quale entra la luce poi c'è uno strato acquoso e l'immagine si va a proiettare sulla retina. La retina è in collegamento con il nervo ottico, questo trasmette al cervello degli impulsi elettrici, non trasmette immagini, trasmette messaggi attraverso impulsi elettrici. La visione è data dalle strutture chiamate coni e bastoncelli, i coni vedono i colori, i bastoncelli si adattano alla luce crepuscolare. Attraverso la pupilla entrano un'infinità di messaggi, si trasformano in stimoli elettrici e arrivano al nostro cervello, questo non riesce a trasformarli tutti in immagine, né li memorizza tutti e allora li seleziona, quelli che corrispondono alla propria esperienza li trasforma in immagini, alcuni li memorizza, altri non gli interessano e non li memorizza. Dei miliardi di informazioni che arrivano, quindi, noi ne memorizziamo soltanto una parte.
Il nostro occhio deriva da quello che era "il terzo occhio", da questa ghiandola e anche questo ricorda quello che era una volta e continua a rimanere in un certo modo, adatto a vedere anche la sostanza eterica, non soltanto quindi quella densa ma anche quella più sottile.
Qui entriamo nel discorso della visione dell'aura, i bastoncelli, che sono in numero maggiore rispetto ai coni, entrano in attività quando la luce non è fortissima e ci fanno vedere delle immagini che sono sui toni dell'azzurro e del grigio e questo è quello che riusciamo a vedere quando cominciamo a fare esercizi per vedere l'aura, le immagini che appaiono sono delle sfumature del grigio e azzurro come un piccolo contorno di un certo spessore, qualche centimetro, intorno al corpo. Quando ci esercitiamo di più cominciamo a vedere i colori, comunque più che adattare il nostro occhio, noi, con l'esercizio, adattiamo la nostra mente, cioè cominciamo a far accettare alla nostra mente e quindi al nostro cervello, che è l'organo che recepisce e trasforma gli impulsi elettrici, che esiste molto altro da vedere e non solo quello che è stato sempre abituato a vedere. Molti di noi vedono più di quanto sanno di vedere, allora l'attenzione spostiamola dal nostro occhio al nostro modo di percepire, nel nostro occhio, comunque, entrano le immagini dell'aura, entrano tante informazioni, facciamo in modo che ne vengano recepite sempre di più. Questo è anche il meccanismo della visione della sostanza eterica che ci circonda.
Quando sentiamo parlare di percezioni extrasensoriali, di visioni, è che comunque il nostro corpo fisico ricorda quello che è stato per secoli prima di perdere la percezione di certe cose, in talune situazioni queste informazioni ritornano.
Non solo il discorso del vedere, di quello che l'occhio fa entrare, ma anche quello che l'occhio fa uscire è particolarmente interessante, dagli occhi di una persona riusciamo a capire molte cose, dallo sguardo, da come ci guarda, negli occhi di una persona c'è tutto il suo mondo e, addirittura, si dice che gli occhi degli artisti, dei pittori, proiettino la propria energia sulle tele e che questa rimanga nei secoli, come quando andiamo ad ammirare un quadro e, a volte, dal punto di vista tecnico non è bello come altri, però ci affascina, però ci attrae, c'è qualcosa che non riusciamo a definire però ci fa stare lì, non riusciamo a staccarci, è l'energia dell'artista che, anche a distanza di secoli, proiettata dai suoi occhi, è rimasta sulla tela, c'è la forza che mette l'artista quando crea l'immagine con il pennello, perché tutta la sua attenzione sta lì, tutta la sua creatività sta dentro la tela e questo, chi osserva, in qualche modo lo percepisce.
In relazione a quello che noi facciamo, vi posso dire che il nostro occhio può fare delle terapie meravigliose, cioè noi, soltanto guardando possiamo fare terapia, guardando possiamo recepire cosa si muove intorno al corpo fisico del nostro paziente e possiamo fare terapia con gli occhi.
Voi avete imparato a farla con le mani e continuate, per ora, a farla con le mani, loro, che sono più avanti con la pratica e l'esperienza, la fanno anche con gli occhi, più in là lo imparerete anche voi, i vostri occhi sono un mezzo potentissimo per trasmettere energia, ma dovete imparare a farla uscire della vibrazione giusta perché sia terapeutica.