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Mercoledì 29 maggio 2002

La malattia come rivelazione
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Nella nostra scuola parliamo spesso di energia, di corpi sottili, stasera vorrei darvi qualche ulteriore spunto di riflessione. Noi più che parlare di energia finiamo per disquisire sulle forme che l'energia assume. Col termine energia intendo denominare quell'energia primordiale alla quale ognuno può dare il nome che vuole sulla base del proprio credo, possiamo chiamarla forza cosmica o Dio o in qualsiasi altro modo, intendiamo, comunque, quell'energia da cui tutto è scaturito.
Noi di solito parliamo delle forme che l'energia assume e l'eneergia assume le varie forme condensandosi, andando cioè dal più sottile al più denso, dal più rarefatto al più consistente.
Quella che chiamiamo condensazione di energia, poi va a generare quello che denominiamo realtà fisica, il regno minerale, vegetale e animale compresa, quindi, la nostra struttura fisica.
Abbiamo visto come i nostri corpi, andando dal corpo fisico fino al settimo corpo sottile, siano sempre più rarefatti, sempre più, appunto, sottili.
Quello che è il frutto della condensazione dell'energia, possiamo chiamarlo RIVELAZIONE, cioè, l'energia, per farsi conoscere, si è messa dei veli, condensandosi, per rendersi visibile.
La luce stessa è già una condensazione dell'energia primordiale.
La luce non si può manifestare se non nella materia densa, ha bisogno di riflettersi su qualcosa per rendersi visibile.
Quando vediamo qualcosa uscire dalle nostre mani diciamo che è l'energia, certo, ma è una forma che l'energia assume. L'energia assume, appunto, tante forme, dalle più sottili alle più dense e queste sono quelle che riusciamo a percepire. Riusciamo a percepire energie tanto più sottili quanto più affiniamo la nostra sensibilità, ma non solo la sensibilità dei nostri sensi.
Il percorso della rivelazione dell'energia è dal sottile al denso, il vapore acqueo per condensazione, attraverso il raffreddamento, diventa prima acqua e poi ghiaccio, una materia sempre più consistente.
Il percorso inverso dal denso al sottile ci porta a quella che è la fonte dell'energia, all'energia primordiale.
Che attinenza può avere tutto ciò con la pranoterapia? Moltissima, se consideriamo che la malattia, come spesso si è detto, ci si presenta prima nei corpi sottili e poi nel corpo fisico.
Vediamo cosa succede: finché sta nei corpi sottili è una materia, appunto, sottile, è un'alterazione che si verifica a livello del nostro campo emozionale, dei nostri sentimenti, dei nostri atteggiamenti nei confronti dell'esistenza, della spiritualità, è qualcosa che ha un certo tipo di vibrazione.
Il nostro problema irrisolto, per farsi conoscere si deve rivelare, non può fare altro, allora, che addensarsi e, addensandosi, arriva nel nostro corpo fisico e diventa malattia.
Quindi, quello che è stato il blocco emozionale o affettivo, mentale o spirituale, per condensazione arriva a manifestarsi come malattia fisica. Allora al paziente e al terapeuta si propone a questo punto di fare il percorso inverso, cioè rendere nuovamente sottile questa energia che si è addensata, cioè fare al contrario il percorso che ha fatto l'energia per addensarsi dino a dissolverla.
Si entra così in quello che è l'aspetto spirituale delle nostre terapie, tornare cioè dal denso al sottile fino ad arrivare all'origine della malattia.
I terapeuti non si distinguono per le tecniche che usano ma per l'atteggiamento spirituale, per la capacità o meno di attuare il percorso inverso, di averlo capito, di averlo vissuto in sé e di poter aiutare il paziente a percorrerlo.
Sappiamo di manifestazioni di maestri o santi che riescono a trasformare in vari modi il loro corpo fino a trasfigurarsi o ad ascendere al cielo o a spostarsi da un luogo all'altro in un istante o a farsi vedere in più luoghi contemporaneamente, addirittura a risorgere, hanno capito il meccanismo della rarefazione e condensazione e sanno usarlo nel loro elemento, nella loro materia fisica, rendendola più rarefatta o più sottile o più densa a seconda di quello che vogliono manifestare.
In quest'ottica si inserisce il percorso spirituale del terapeuta e la guarigione avviene non più soltanto a livello del corpo, che è quell'elemento che ci rende manifesto il disagio, ma non è lì il disagio, va cercato da altre parti.
Questo è il tipo di intervento che porta a risolvere la causa della malattia.
L'invito che mi sento di rivolgervi e rivolgermi spesso è: "mettete ordine nella vostra vita, fate il vostro percorso spirituale".
Qui non si propone un percorso spirituale particolare, ognuno può avere i proprio, anche perché, comunque, i percorsi spirituali si possono differenziare nelle modalità, ma, se sono dei veri percorsi spirituali, non si differenziano nella sostanza e da questo punto di vista vanno bene tutti.
Il vero terapeuta non si accontenta di risolvere un sintomo, di fare bella figura, ma vuole andare oltre e capire, cioè, il messaggio della malattia, capire il significato di quello che sta accadendo al suo paziente e aiutarlo a capire.
Per fare questo dobbiamo aver vissuto tutto ciò dentro di noi e avere capito i meccanismi che ci hanno portato ad ammalarci e come si fa a fare un percorso inverso, realizzare questa grande trasformazione, questa azione che possiamo fare sulla materia densa per renderla sottile.
Quello che si manifesta sui nostri corpi sottili raramente riusciamo a percepirlo, però, è qualcosa che esiste, allora il terapeuta, allenato a far questo, riesce a vedere e sentire nell'aura del proprio paziente che qualcosa comincia ad addensarsi, il paziente non lo percepisce, ma questo qualcosa è lì ed è un pericolo incombente, a questo punto può succedere che il paziente cambi qualcosa nei propri atteggiamenti e questa sostanza che si sta addensando naturalmente si rende nuovamente fluida, oppure l'intervento del terapeuta, insieme al paziente, può rimuovere questo addensamento di energia che non è altro che una reazione di difesa a qualcosa che ci sta creando disagio.