Vediamo
in qual modo la Sacra Scrittura ci parla di Resurrezione.
C'è un passo
che ce ne riferisce in maniera estremamente interessante:
Giovanni 3 (1,8):
"C'era
fra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei. Egli andò
da Gesù di notte, e gli disse. - Rabbi, sappiamo che sei un Maestro venuto
da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è
con lui - Gli rispose Gesù: "in verità, in verità ti
dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio ".
Gli disse Nicodemo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio?
Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?"
- Gli ripose Gesù: "In verità, in verità ti dico se
uno non nasce da acqua e da spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo
spirito è spirito".
Rinascere
dall'acqua e dallo spirito rappresenta i due gradi dell'iniziazione. L'Acqua è
la verità compresa intellettualmente, in forma astratta e generale, è
il battesimo di Giovanni, battesimo di preparazione.
Essa purifica l'anima
e la rende pronta ad accogliere il seme spirituale.
La rinascita per mezzo
dello spirito, o battesimo col fuoco dello Spirito Santo, significa l'assimilazione
di questa verità, cosicché divenga la nostra stessa vita; questo
è il regno di Dio.
Il Battesimo con l'acqua, o iniziazione intellettuale,
è un principio di rinascita, il battesimo dello spirito è la Rinascita
totale, che conferisce poteri eccezionali all'uomo.
Questo passo può
avere un'ulteriore interpretazione esoterica: l'uomo è composto da corpo,
anima e spirito, il corpo è la parte mortale e divisibile, lo spirito è
la parte immortale ed indivisibile, l'anima che li unisce, partecipa alla natura
di entrambi. L'anima è un organismo vivente, possiede un corpo eterico
reale, simile al corpo materiale. A seconda che l'uomo obbedisca alle suggestioni
dello spirito o del corpo, l'anima si sublima o si condensa, si unifica o si disgrega
il suo corpo fluidico. L'uomo rigenerato da acqua e spirito, avendo già
formato quaggiù il suo corpo spirituale, lancerà l'anima nelle regioni
spirituali.
Nella
dottrina esoterica, il corpo fisico è il prodotto del lavoro dell'anima
che agisce su di esso tramite il corpo astrale. Questo spiega le guarigioni operate
da Gesù e da alcuni santi. Il santo, essendo un focolare di forza spirituale
agisce direttamente sull'anima dell'ammalato e, per mezzo dei suo corpo astrale,
sul suo corpo fisico.
Gesù opera con le stesse forze che esistono in
tutti gli uomini, ma le adopera in forti dosi. E' con la forza dell'Amore portata
alla sua più alta espressione, alla sua potenza suprema che si realizza
la guarigione cristica.
Si dice nel vangelo esseno della pace:
"Felici
sono coloro che perseverano sino alla fine poiché i demoni di Satana scrivono
tutte le vostre male azioni in un libro, nel libro del vostro corpo e del vostro
spirito... Ma se voi vi pentite dei vostri peccati con il digiuno e con la preghiera
e cercate gli angeli di Dio, allora per ogni giorno che voi continuerete a digiunare
e a pregare gli angeli di Dio cancelleranno un anno delle vostre cattive azioni
dal libro del vostro corpo e dei vostro spirito. E quando anche l'ultima pagina
sarà cancellata, pulita da tutti i vostri peccati voi vi presenterete al
corpetto di Dio e Dio gioirà nel suo cuore e perdonerà tutti i vostri
peccati. Egli vi libererà dalla stretta di Satana e dalla sofferenza; vi
prenderà nella sua dimora e comanderà a tutti i Suoi servitori,
a tutti i Suoi Angeli di servirvi. Vi darà lunga vita e non vedrete mai
malattia".
E'
chiaro come malattia e guarigione e morte e resurrezione siano in stretta correlazione.
Vediamo ora
di cercare di capire il grande evento della Pasqua, la resurrezione di quel Gesù
chiamato il Cristo.
Chi era Gesù? Più o meno tutti crediamo
di saperlo, fa parte della nostra tradizione della nostra cultura.
Andiamo
a ricercare allora quello che di Lui ci dicono i testi meno conosciuti dei vangeli
canonici; non inseriti fra le Sacre Scritture ma non per questo meno attendibili.
Gesù nasce a Nazareth o a Betlemme da Maria, moglie del falegname Giuseppe,
di nobile stirpe Galilea affiliata al sodalizio degli Esseni. Pare che nelle prime
comunità cristiane Gesù fosse ritenuto realmente figlio di Maria
e Giuseppe e che il racconto dell'annunciazione sia successivo. Comunque
un fatto sembra essere chiaro: Gesù, ancor prima della nascita fu consacrato
alla missione profetica dal desiderio della madre. Crebbe in Galilea, e fu istruito
dai genitori nella conoscenza delle scritture fino a che la sua sete di sapere
lo portò presso gli Esseni. Gli Esseni erano ormai gli unici a conservare
in Israele le tradizioni e il metodo di vita dei profeti. A differenza però
dei profeti, essi si limitavano soltanto a conservare la tradizione, vivendo appartati
dal resto del popolo in due centri principali: l'uno in Egitto e l'altro in Palestina
a Engaddi sul Mar Morto. E' qui che Gesù impara l'arte di guarire, ma soprattutto
prende coscienza della propria Missione.
Comincia così, inviato dai
Maestri esseni la sua predicazione.
Saltiamo ora ai momenti finali: l'ultima
cena, la passione, la morte e la Resurrezione.
Nell'ultima cena la Comunione
sotto le specie del pane e del vino rappresenta, nello spezzare il pane e consumano
insieme, la conoscenza dei misteri della vita terrena ed al tempo stesso la divisione
dei beni della terra e l'unione perfetta degli uomini. Bere il vino significa
la condivisione dei beni celesti e la partecipazione ai misteri spirituali e alla
scienza divina.
La passione è quell'evento intorno al quale la tradizione
cattolica ha costruito gran parte della dottrina, richiamando sulla sofferenza
fisica la pietà dei popoli e stimolando il senso di colpa (via crucis).
La sofferenza del Cristo, quella vera, è da intendersi nel farsi carico
delle angosce e mali del mondo, quello che nella tradizione orientale e definito
l'assumersi il karma dell'altro.
Cristo si è assunto il karma di tutta
l'umanità passata, presente e futura, per trasformarlo. E' Lui che ha realizzato
la grande alchimia di trasformare il male in bene.
Questa la vera sofferenza
al di là di una sofferenza fisica alla quale è abbastanza difficile
credere se consideriamo che tecniche di fachirismo, che hanno ben poco di spirituale,
permettono a non pochi uomini di trapassarsi con lame, senza accusare dolore o
perdere sangue.
Se oltretutto poi, vogliamo credere alle narrazioni che ci
parlano di martiri che continuavano a lodare Dio mentre le loro carni venivano
divorate dai leoni, risulta abbastanza poco credibile la sofferenza fisica di
un Gesù che oltretutto rifiuta la bevanda preparata per stordire i suppliziati,
e non perché volesse soffrire, ma perché non ne aveva bisogno. E'
quel Gesù, le cui ultime parole:
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" non
sono un moto di disperazione bensì l'inizio del salmo 21 di Davide che
si conclude con un'immensa lode ai Signore.
Nella Pasqua Dio dona il suo figlio
unigenito per la salvezza del mondo. Vediamo ora cosa può significare questo:
chi è il figlio unigenito?
L'unica
creazione di Dio è quella che S. Giovanni chiama "il
verbo" che si è fatto carne, cioè lo Spirito Santo
o energia creatrice che uscendo da Dio dà vita a quello che noi chiamiamo
creazione, questo, lo Spirito Santo cioè, è il vero figlio unigenito
dato per la salvezza del mondo, figlio unigenito che si identifica col Cristo
e di nuovo con Dio nel mistero della Trinità.
Siamo all'atto finale,
quella Resurrezione che ha cambiato il corso della storia. La Resurrezione, sia
prima che dopo Gesù, è stata sempre compresa doppiamente.
Se
n'è data un'interpretazione materiale ed una spirituale.
Nella prima,
la Resurrezione significa il ritorno in vita del corpo materiale, la ricostruzione
cioè del cadavere decomposto. Questa è l'interpretazione alla quale
aderisce la chiesa cattolica.
Ma andiamo ad analizzare alcuni passi del Nuovo
Testamento.
Nel vangelo di San Marco, 12 (18,27) c'è un passo molto
interessante:
"I
Sadducei, che dicono non esserci Resurrezione, vennero presso Gesù e gli
chiesero: - Maestro, ecco quanto Mosè ci ha prescritto se qualcuno muore
lasciando una moglie senza aver avuto figli; il fratello di costui ne sposerà
la vedova e darà una discendenza a suo fratello. Ora, c'erano sette fratelli,
il primo si sposò e morì senza lasciare discendenti; il secondo
prese in moglie la vedova e mori anch'esso senza figli; così fu per il
terzo ed i successivi; infatti nessuno lasciò dei discendenti. Alla fine
morì anche la donna. Alla Resurrezione, a quale dei fratelli andrà
la donna, dato che tutti e sette l'hanno avuta per moglie? - Gesù rispose:
- Non siete forse nell'errore perché non comprendete né le scritture,
né la potenza di Dio? Infatti, alla Resurrezione dei morti, gli uomini
non prenderanno moglie, né le donne marito, ma saranno come angeli nei
cieli. Per ciò che riguarda la Resurrezione dei morti, non avete letto
nel libro di Mosè a proposito del roveto come Dio gli parlò dicendo:
- Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio
dei morti, ma dei viventi, voi siete in grande errore."
Allora
cos'è questa Resurrezione? Non certo la Resurrezione dei corpi, dal momento
che gli angeli non hanno un corpo come noi lo intendiamo.
Corinzi
15 (42, 43) "...così
anche la Resurrezione dei morti si semina corruttibile e risorge incorruttibile;
si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza;
si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale."
Da
questi passi appare chiaramente il senso spirituale della Resurrezione. Non un
corpo di carne che risorge, ma un corpo spirituale.
Per l'iniziato la Resurrezione
si ricollega alla costituzione ternaria dell'uomo (corpo, spirito ed anima) significa
la purificazione e rigenerazione del corpo eterico che è l'organismo dell'anima.
Questa purificazione può effettuarsi sin da questa esperienza terrena,
ma di solito si compie dopo la morte fisica per coloro che aspirano alla verità.
Ora, più l'anima è spiritualizzata, più tende ad andare in
regioni cosmiche lontane dalla materialità e quindi più grande sarà
la sua avversione per l'atmosfera terrestre e più difficile la sua manifestazione
agli uomini. Manifestazione che comunque può avvenire negli stati di sonno
o di estasi, quando l'anima, in parte liberata dal corpo ha maggiore capacità
di vedere altre anime. Può tuttavia accadere che un grande profeta, un
figlio di Dio si manifesti ai Suoi in maniera sensibile nello stato di veglia.
L'anima disincarnata, in questo caso, può dare al proprio corpo spirituale
un'apparenza visibile ed anche tangibile per il potere che lo spirito esercita
sulla materia.
Le apparizioni che riguardano Gesù, riportate nel Nuovo
Testamento, rientrano in queste due categorie: visione spirituale ed apparizione
sensibile. In Giovanni 20 (14,17) si narra dell'apparizione di Gesù a Marta
di Magdala e si dice fra l'altro:
"Vide Gesù che stava li in piedi ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: - Donna perché piangi, chi cerchi? - Essa pensando
che fosse il custode del giardino..." E qualche versetto dopo Gesù
pronuncia la famosa frase 'Non mi toccare!".
Come
spiegare che Maria di Magdala non riconosce Gesù col quale aveva contatti
quasi quotidiani? Che senso dare alla frase "Non mi toccare!"? Tutto
si spiega se consideriamo quell'immagine la condensazione non ancora terminata
del corpo etereo di cui dicevamo.
Che
cosa poi vuoi lasciare intendere uno dei versetti che seguono quando dice: "La
sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù"?
Nei capitolo 21(4) si dice: "Quando
era già l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli
non si erano accorti che era Gesù". Viene da pensare che
se fosse risorto nel corpo fisico nessuno dei suoi avrebbe avuto difficoltà
a riconoscerlo. Lui che aveva affermato, riferendosi al proprio corpo, se il chicco
di grano non muore, non porta frutto, se invece muore produce molto frutto, non
poteva che risorgere in un corpo spirituale una volta liberato dall'involucro
della materia.
Questo è il frutto, il corpo spirituale. Non c'è
nulla di soprannaturale in tutto questo, vi è la parte ignota della natura
e di Dio che a più riprese gli illuminati, nel corso dei millenni hanno
cercato di rivelare all'umanità. Nel nostro stato corporeo, possiamo difficilmente
credere o concepire una realtà che non cada sotto il dominio dei cinque
sensi, nello stato spirituale, la nostra vera natura, la materia ci apparirà
come inesistente.
La
Resurrezione è, quindi, la terza e ultima grande tappa dell'esperienza
messianica. Le altre due erano state le tentazioni e la trasfigurazione. Nelle
tentazioni c'è l'iniziazione di Gesù, la conoscenza, cioè,
del proprio destino e l'adesione ad esso.
Nella Trasfigurazione c'è
la rivelazione totale e nella Resurrezione il coronamento dell'opera.
E' durante
le Tentazioni che Gesù viene chiamato dal Demonio:"Figlio
di Dio".
E' dopo la Trasfigurazione che annuncia la propria
morte e Resurrezione ed il tornare ad essere uno col Padre.
E' dopo la Resurrezione
che dice: "Vi lascio
lo Spirito Santo".
E' questa la Trinità portata a compimento
dal Cristo nella propria esistenza.
Bibliografia: