| PASQUA
- La tradizione
La
festa della Pasqua, come origine della nuova vita, del rifiorire della natura,
come rituale di protezione delle greggi, dei raccolti, della famiglia, probabilmente
nasce con l'uomo. E' nella natura umana celebrare l'evento, ringraziare
gli dei, o l'unico Dio, o la natura o qualsiasi altra potenza per i doni della
terra che in primavera cominciano a manifestarsi. Riferendoci alla nostra
storia più vicina, andiamo a ricercare le origini della Pasqua, che stiamo
per celebrare, nel rituale ebraico. Il termine Pasqua deriva dall'ebraico
"PESAH", tradotto in latino "PASHA" e significa "PASSAGGIO".
Presso gli ebrei è la solennità con la quale si celebra la Liberazione
dalla schiavitù dell'Egitto, il "passare oltre" cioè,
del Dio di Israele che, nella notte dell'uccisione dei primogeniti egiziani, risparmiò
quelli ebrei. Presso gli ebrei comincia il 14 di Nissan e va avanti per otto
giorni. Nissan corrisponde al periodo marzo. Aprile del nostro calendario.
La luna nuova di Nissan, quella cioè che segue l'equinozio di primavera,
fissa tutto il calendario, il 14 di Nissan corrisponde ai plenilunio. Il giorno
della settimana è quindi variabile. Nella tradizione cristiana è
il memoriale della morte e resurrezione di Cristo. E' festa mobile, cade di domenica,
ma può andare dal 22 marzo al 25 aprile. E' la domenica che segue il plenilunio
successivo all'equinozio di primavera. (Equinozio è il momento in cui il
sole incontra l'equatore celeste. Notte e giorno hanno uguale durata). La
luna di Pasqua è sempre, quindi, calante. Ciò significa che la sua
forza sulla terra decresce. E' giorno buono per far declinare, infiacchire, rendere
passiva, sminuire qualsiasi cosa (purificazioni, esercizi). Non a caso la
Pasqua è collocata nel periodo del risveglio della natura. L'iniziato sa
quanto sia importante l'equinozio di primavera e lo utilizza per fare un lavoro
di purificazione e rigenerazione. E' bello osservare come in primavera
ci sia tutto un rifiorire della natura, le giornate cominciano ad allungarsi,
il sole comincia ad essere più caldo, siamo tutti un po' gioiosi, ma non
basta, c e un lavoro più profondo da fare, un lavoro di rinnovamento.
Col sopraggiungere della primavera il sole dice ai semi: "Svegliatevi,
datevi da fare, crescete!" e dopo un po' vedremo spuntare dei magnifici
fiori. Noi siamo dei semi piantati nel suolo spirituale, anche noi, nella
primavera della nostra vita, quando il sole divino ci riscalda e ci accarezza,
siamo chiamati a diventare dei bellissimi fiori, alimentati dall'acqua della vita
e vivificati dal calore dello Spirito Santo. Vedremo in seguito il significato
esoterico di questi due elementi. La Resurrezione di Gesù viene collocata
in questo periodo perché si tratta, in realtà, della Resurrezione
di tutta la natura. Gli iniziati hanno prima studiato la resurrezione della
natura, che è sempre stata la loro maestra. Osservando la metamorfosi del
bruco in farfalla, o del seme che deve morire per poter fruttificare, hanno afferrato
i suoi insegnamenti. Fintanto che il seme non muore, si oppone a quella potenza
di vita che cela in sé. Nell'uomo è la natura inferiore che deve
morire, per lasciare il posto allo spirito. Pochissimi, anche fra gli iniziati,
sono riusciti a soggiogare la natura inferiore in modo da riuscire a morire e
a resuscitare. La morte che ci viene richiesta dal punto di vista spirituale,
non è nell'annullamento del corpo fisico, ma di ciò che tiene il
corpo fisico ancorato alla materia, la natura inferiore, appunto. Una volta
fatto questo Dio potrà abitare in noi, se glielo chiediamo. Questo processo
è simboleggiato da due triangoli, l'uno con la punta verso l'alto, ad indicare
la tensione di ascesa dell'uomo, l'altro verso il basso a rappresentare la divinità
che scende in noi. Torniamo ora a considerare il significato della "PESAH"
(la Pasqua ebraica). La Pesah è la celebrazione dell'uscita dall'Egitto,
del passaggio del Mar Rosso, del passaggio dalla schiavitù alla libertà.
E' la notte in cui Dio con "mano potente e braccio disteso" aveva tratto
fuori il suo popolo dall'Egitto. La notte in cui l'angelo sterminatore era passato
per le case degli egiziani uccidendo i primogeniti ed era passato oltre le case
di Israele, protette dal sangue dell'agnello sacrificato in questa notte, col
quale avevano segnato gli stipiti delle porte (antico uso questo, che ritroviamo
in epoca pre-israelita come rituale di protezione del demonio dei greggi e della
famiglia). In memoria di quest'evento, gli Ebrei, nell'ambito de rituale,
consumano un pasto simbolico, che in parte è stato ripreso dalla tradizione
cristiana. L"'HAGGADAH" di Pasqua, è il racconto dell'uscita
dall'Egitto che ogni anno il 14 di Nissan gli ebrei leggono intorno alla tavola
apparecchiata sulla quale è posto un vassoio, il Seder, contenente:
- una zampa di agnello
arrostita, perché il Signore passò oltre le case segnate dal sangue
dell'agnello;
- tre
azzime sovrapposte, perché gli Ebrei uscirono in fretta dall'Egitto, e
non fecero a tempo a far lievitare il pane;
- tre
specie di erbe amare (sedano, lattuga ed indivia), per ricordare i giorni amari
in Egitto;
- aceto
o acqua salata o succo di limone, per accompagnare il sapore amaro delle erbe;
- l'aroseth
che é una composta di frutta, per ricordare la malta che gli ebrei schiavi
dovevano prepararsi per le opere in muratura che erano costretti a fabbricare;
- un
uovo sodo, superficie che non ha principio né fine, considerato il simbolo
dell'eternità della vita.
Nel
nostro pasto abbiamo conservato alcuni di questi cibi pur dando ad essi un significato
diverso: - l'agnello
è il Cristo, l'agnello di Dio immolato per noi, il sangue dell'agnello
sparso per la remissione dei peccati;
- l'uovo
per noi è il simbolo della Resurrezione; Cristo uscì dal sepolcro
nel mattino di Pasqua come il pulcino dall'uovo in cui si trova sepolto;
- la
colomba, simbolo dello "Spirito Santo" è la colomba che si libra
sulle acque e, portando un ramoscello d'ulivo a Noè (Genesi 8:10,12) annuncia
la Pace Divina e la rinascita che lo spirito di Dio portava sulla terra. E' in
forma di colomba che Giovanni il Battista, col suo occhio spirituale, vede lo
Spirito Santo sul capo di Gesù. Anche qui, come nell'episodio del diluvio,
compare insieme ad un'acqua purificatrice, quella del Battesimo.
La
Pasqua Cristiana è comunque incentrata su uno dei simboli più antichi
e più ricchi di significato: la "CROCE". (Vedi "Il simbolismo")
L'Androgeno Introduciamo
ora un altro discorso. Diamo uno sguardo al libro della Genesi ed alle due
narrazioni della creazione dell'uomo: al cap. 1(27,28) si legge: "Dio
creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio, maschio e femmina li creò
Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi."
Questo passo, se sgombriamo la mente da preconcetti, può dirci molte cose,
innanzitutto dice: creò l'uomo e lo creò maschio e femmina, non
dice: creò maschi e femmine, ma nell'uomo la duplice natura maschile e
femminile, quello che fisicamente è detto l'androgeno, "...a immagine
di Dio li creò" questa affermazione oltretutto ci dice della duplice
natura di Dio (maschio e femmina). "
Siate fecondi e moltiplicatevi..."
è la capacità, la stessa di Dio di riprodursi da se stesso.
Anche l'altra narrazione esprime lo stesso concetto, l'uomo che ha in sé
la parte maschile e femminile, che si differenziano in un secondo momento (la
donna che nasce dalla costola dell'uomo). Il nostro percorso verso il centro
consiste nel riunire il maschile al femminile (l'androgeno spirituale). In
senso spirituale la parte maschile è quella che protende verso l'alto,
verso la luce, la parte femminile è quella che si apre per accogliere la
luce, riacquistare quindi la capacità di andare verso l'alto e di accogliere
i doni divini. Riunire le due parti, ricostituire l'androgeno primordiale,
ci fa simili a Dio. Tornare alle proprie radici è stabilirsi di nuovo
nel centro, è tornare alla semplicità perfetta dove è la
conoscenza intima (esoterica) oltre l'apparenza della forma; è il passare
dal ruotare intorno alla circonferenza, allo stabilirsi al centro, nel luogo del
riposo, della pace, dell'unione col Principio. Al centro c'è l'imperturbabilità,
il centro assiste al movimento della ruota restando immobile e niente lo può
turbare.
Bibliografia:
- La
Bibbia di Gerusalemme - (ed. Deoniane Bologna)
- Il
Vangelo esseno della Pace - (ed. A.I.I.M. Manca)
- I
grandi iniziati - (E. Shurè - ed. La Terza)
- Natale
e Pasqua nella tradizione iniziatica - (O.M. Aivanhov - ed. Prosveta)
- Aggadh
di Pasqua - (ed. delle comunità israelitiche italiane)
- Lessico
di iconografia cristiana (Gerd Heinz - Mohr - ed. Propaganda libraria Milano)
- Il
simbolismo della croce - (Renè Guènon - ed. Rusconi)
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