La
lista degli alimenti nocivi si allunga sempre di più, ogni giorno se ne
sente una nuova, non è mai una buona nuova.
Allora ci rifugiamo nelle
varie diete vegetariana, macrobiotica, crudista, ayurvedica, nella ricerca degli
alimenti naturali, delle coltivazioni biologiche che confusione!
mangiare
sano è diventato complicatissimo. Non possiamo fare l'analisi chimica di
tutto ciò che troviamo nel piatto, oltretutto quello che oggi riteniamo
innocuo, domani ci dicono che è peggio del peggior veleno. È vero,
non possiamo analizzare tutti gli elementi che ingeriamo, possiamo però
fare molto di più.
Cerchiamo di andare indietro nel tempo, anche se
non possiamo ricordarcelo, sappiamo che quando avevamo poche ore di vita, istintivamente
ci attaccammo al seno di nostra madre e ci alimentammo per la prima volta, nessuno
ce lo aveva insegnato, ma ad occhi chiusi trovammo quello che era il cibo migliore
per noi.
Oggi a trenta, quaranta, cinquanta anni facciamo una cosa assurda:
cominciamo ad interrogare libri, trasmissioni televisive, dietologi per sapere
cosa mangiare e come, per cercare di imparare quello che a poche ore di vita sapevamo
benissimo. Scopriamo che il nostro modo di alimentarci ci ha fatto salire di peso
o ci ha fatto alzare i trigliceridi, l'azotemia o la pressione, scopriamo di non
saper fare una cosa basilare: MANGIARE. Sembra assurdo! Come ci siamo potuti ridurre
così? Cos'è successo da quel primo magnifico momento in cui tutto
era semplice e naturale? È successo che qualcuno, dopo qualche giorno,
ha cominciato a dire che un tale alimento era migliore per noi, che dovevamo mangiare
quella determinata quantità, a quel determinato orario, se cercavamo di
far capire, a modo nostro, che il nostro corpo ci stava chiedendo qualcosa di
diverso erario urla, punizioni, ecc. . così, a poco a poco, l'istinto veniva
messo a tacere, a completare l'opera ci pensava poi la pubblicità televisiva
che ci proponeva intrugli assurdi consumati con felicità e soddisfazione
dagli attori dello spot. Oggi che cerchiamo di per correre la strada a ritroso,
spesso non sappiamo da che parte cominciare, il difenile, l'ormone, l'anticrittogamico
sono sempre in agguato, ci muoviamo in un terreno minato! Cosa possiamo fare?
una cosa semplicissima, i nostri istinti sono solo sopiti, non sono morti, basta
risvegliarli. Non ascoltandoli abbiamo permesso che si assopissero, ascoltandoli
possiamo risvegliarli. Riflettiamo un attimo, è su cesso sicuramente a
tutti, davanti ad un determinato cibo, di avvertire una sottilissima sensazione
di rifiuto, queste sensazioni sono più evidenti nel corso di malattie anche
banali, durante le quali l'appetito è scarso e la preferenza va a cibi
semplici e per così dire "leggeri", il nostro organismo per poter
fronteggiare meglio la malattia, per non sprecare energie nel metabolismo, ci
chiede la quantità minima necessaria nella forma più facilmente
assimilabile. Questo cosa significa? Che quell'istinto che ci ha guidato alla
prima poppata è ancora vivo in noi anche se la sua voce è ancora
molto sottile, ma se gli daremo ascolto prenderà sempre più forza
e non avremo più bisogno di schemi alimentari, diete particolari ed altre
gabbie simili, il nostro istinto ha la capacita de renderci liberi. Se la prossima
volta che avremo la sensazione che possiamo tradurre: "questo cibo oggi non
é per me riusciremo a rifiutare il piatto, successivamente la voce si farà
più forte, l'istinto, se sa di essere ascoltato, si fa più audace
e avremo ritrovato un prezioso "vecchio amico"