I poveri,
i perseguitati, i profughi di ogni nazionalità e razza, i terremotati,
la bellissima gara della solidarietà, il primo istinto di ognuno, voler
aiutare, e voler dare una parte di ciò che si ha a chi non ha più
o non ha mai avuto. Non sempre a questa spinta istintiva fa seguito l'attuazione
pratica, ma non è quest'ultima che ci interessa.
Ci interessa considerare
l'istinto che a volte è immediatamente soffocato o snaturato dalla mente
razionale. Nell'attimo che precede il soffocamento o lo snaturamento esiste un
qualcosa di divino, quel qualcosa che possiamo chiamare amore disinteressato.
L'istinto è lo stimolo a compiere l'azione, è ciò che precede
ogni atto, fra l'istinto e l'azione spesso si intromettono la ragione, I'ego,
le paure per cui l'azione non è più la pura attuazione dello stimolo
istintivo, ma dell'istinto, razionalità, ego, paura, un ibrido in cui la
percentuale delle componenti è estremamente variabile. Ma torniamo all'istinto
di fare del bene.
Tutto ciò che possediamo come bagaglio naturale ci
è stato dato come strumento per apprendere la lezione di questa esistenza,
per bagaglio naturale intendo la nostra struttura fisica, mentale, emozionale,
sentimentale e spirituale. In tutto ciò gli istinti giocano un ruolo fondamentale.
Il neonato è in grado di contattare, senza ostacoli razionali, il proprio
istinto di sopravvivenza che lo fa piangere quando ha fame o sete, mangiare nella
giusta quantità, dormire in qualsiasi situazione quando ha sonno ecc. Col
passare del tempo diventiamo sempre meno capaci di contattare per via diretta
i nostri istinti, si frappongono gli schemi, le regole di questa società,
che vanno senza dubbio rispettate, quando non contrastano con la nostra coscienza,
ma alle quali non dobbiamo permettere di farci dimenticare i grandi doni, gli
istinti, appunto, che abbiamo ricevuto. Quello che soprattutto abbiamo dimenticato
è perché ci siano stati dati.
Abbiamo visto che l'istinto di
sopravvivenza ci consente di conservare e far crescere la nostra struttura fisica,
sappiamo che quello sessuale ci consente di riprodurre tale struttura. Così
come esistono istinti che ci fanno crescere e riprodurre sul piano fisico, ne
esistono altri che ci fanno crescere e riprodurre sul piano spirituale.
Torniamo
così alle osservazioni fatte all'inizio, perché ci è stato
donato l'istinto di aiutare gli altri? "Per aiutare gli altri" verrebbe
da rispondere, "per sopperire ai loro bisogni essenziali", certo, ma
non solo, se fosse solo questo cadremo presto nello scoraggiamento, sappiamo benissimo
che per quanti sforzi si possano fare, per quanto impegno possiamo profondere,
per quanto ci vengano donate grandi anime che dedicano la loro vita ai più
bisognosi, ottenendo anche dei risultati straordinari, quello che resta da fare
è infinitamente di più. C'è allora sicuramente qualcos'altro
che fa sì che milioni di persone dedichino parte del loro tempo, dei loro
beni, delle loro energie all'aiuto dei propri simili. Ho detto milioni perché
sono sicuro che la realtà è ben diversa da quella che i mezzi d'informazione
ci propongono.
Impariamo a guardare nella giusta direzione e vedremo un'infinità
di gesti d'amore. Consciamente o, più spesso, inconsciamente, sappiamo
che aiutare gli altri disinteressatamente non è un fine, ma un mezzo, il
vero fine è la nostra purificazione. Allora come l'istinto di conservazione
ci è dato per conservare e far crescere il corpo fisico, così l'amore
istintivo ci è dato per purificare la nostra anima attraverso quella che
è la via più diretta, l'aiuto agli altri, ed in questo modo crescere
nella nostra statura spirituale. Per "accumulare tesori nei cieli",
per accumulare, cioè quello che può diventare proprietà della
nostra anima, quello che resterà nostro anche dopo la morte fisica, tutto
quello che deriverà da ogni nostro atto d'amore, per contattare e ascoltare
il nostro istinto così come si manifesta, dobbiamo mettere a tacere il
nostro ego e la nostra razionalità. È un lavoro, un impegno, a volte
una battaglia contro una parte di noi, perché non esiste lotta che non
avvenga in primo luogo dentro di noi, non esistono nemici al di fuori di noi,
ma soltanto proiezioni all'esterno, di situazioni irrisolte, divisioni, inimicizie,
all'interno di noi stessi. E' una battaglia contro tutti quegli ostacoli che impediscono
alla nostra parte divina di manifestarsi in tutto il suo splendore, parte divina
che è talmente rispettosa del nostro essere che non si manifesta se noi
non gli diamo il permesso. Quest'istinto d'amore è l'unica vera guida verso
la nostra vera dimora.
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