SQUITCHHome page

Così nel piccolo così nel grande

Tutto quello che chiamiamo mondo animato sia vegetale che animale, nasce dal seme.
Cos'è il seme?
È quella piccolissima parte di un tutto del quale riproduce perfettamente le caratteristiche.
Il seme di una quercia ha in sé quel codice che non potrà farlo diventare altro che quercia.
Il seme umano non potrà che far nascere un essere umano.
Un seme spirituale farà nascere un essere spirituale.
Tutti, grossomodo, sappiamo cosa c'è da fare per piantare un seme.
Si prepara il terreno, si tolgono, cioè, le erbacce, si ara e, solo dopo che il terreno è pronto, nella stagione giusta, si getta il seme.
Per farlo crescere lo si nutre, lo si concima, lo si annaffia e lo si affida al calore del sole.
Il sole e l'acqua lo faranno crescere e lo porteranno a maturazione.
Col seme dell'uomo avviene la stessa cosa.
Il terreno, la donna, deve essere adatto e nel giusto periodo, il periodo fecondo, poi il feto sarà nutrito, coccolato fin dal seno della madre, quando nascerà avrà ancora più bisogno di cure finché, dopo anni, giungerà alla maturità.
Nel mondo spirituale avviene la stessa cosa.
Il seme sarà gettato nel momento giusto, se avremo preparato il terreno, a questo punto non dobbiamo essere impazienti, il seminatore sa quando gettare il seme, alla stagione giusta il seme sarà gettato, è importante, allora, che trovi terreno fertile e non la strada o i rovi.
Poi questo seme spirituale sarà affidato all'acqua viva e generatrice dell'energia universale ed al sole dell'amore divino.
Cos'è questo seme spirituale? E' la parte procreatrice del Divino, nel cristianesimo è lo Spirito Santo.
Il seme, portato dal vento, darà frutti proprio lì, nel terreno già preparato.
Il vento spira dove vuole e non si sa da dove venga ne dove vada. Noi non lo sappiamo, ma il vento lo sa, il Creatore del vento lo sa.
Non sapere può crearci l'ansia dell'attesa, dell'aver fatto un lavoro inutile di preparazione per raccogliere un seme che non arriva.
Stiamo tranquilli, niente avviene a caso, al momento giusto arriverà il seme e certamente ce ne accorgeremo. Il seme poi andrà allevato con buoni pensieri, protetto dagli uccelli del male che vorrebbero nutrirsene.
Non potremo evitare che crescano attorno le erbacce (la zizzania), ma noi preoccupiamoci di far crescere la pianta, ed essa crescerà forte nonostante gli attacchi del male.
Ci vorrà tempo perché giunga a maturazione, non dobbiamo avere fretta, soprattutto per quel che riguarda lo spirito, il tempo è sempre quello giusto.
Intanto godiamo della piantina che sta crescendo, godiamo il mutare dei suoi colori, il suo profumo, il suo protendere verso l'alto.
Questa che abbiamo illustrato non è soltanto una similitudine, non è soltanto un espediente per parlare in modo semplice di realtà spirituale, c'è un senso più profondo, è quello che ci fa comprendere come la legge che è stata messa nella materia non è diversa da quella che governa lo spirito.
Ermete Trismegisto diceva: "così nel piccolo, così nel grande, così in alto, così in basso".
Gli illuminati non avevano bisogno di strumenti per comprendere il moto dei pianeti.
Avevano capito che l'invisibile o l'estremamente lontano non è diverso dal visibile o dall'estremamente vicino. Conoscendo il visibile riuscivano a conoscere l'invisibile, conoscendo il vicino conoscevano il lontano.
La realtà tangibile, quindi, sottoposta alla stessa legge della realtà intangibile.
La realtà spirituale sottoposta alla stessa legge della realtà materiale.
Noi sempre, o spesso, consideriamo la realtà materiale fine a se stessa e scollegata dal suo senso profondo di linguaggio divino reso comprensibile all'uomo.
L'uomo è diventato bravo a misurare la materia, a pesarla, a creare strumenti per indagarla ma ha perso il contatto vero, il dialogo con la natura, con la creazione, col Creatore e, quindi, con il principio di tutto.
La scienza spezzetta la realtà, ne osserva i mutamenti, per ogni osservazione cerca di trarre una legge senza riuscire a comprendere l'unica legge che muove tutto.
La realtà materiale è la natura comprensibile del Divino, la rivelazione di Dio al mondo.
Cioè Dio che per parlare all'uomo si è messo il velo della materia.
Dietro il velo della realtà materiale c'è la realtà spirituale.
Il credere senza vedere di cui parla Cristo a S. Tommaso non è la credenza ottusa, cieca, per mezzo di quella che, impropriamente, è detta fede, ma il vedere la realtà spirituale, non, quindi, con gli occhi fisici, ma con gli occhi spirituali.
L'occhio spirituale è quello che viene chiamato terzo occhio che rimane chiuso finché non si è pronti a contattare i mondi superiori dello Spirito.
Il grosso problema è voler considerare la realtà sensibile come tutta la realtà e non come il libro dal quale possiamo apprendere ciò che regola la nostra vera esistenza, l'esistenza spirituale.
Da qui il modo distorto di vedere la realtà, quel libro che non sappiamo più leggere.
E' come se di un testo noi ci limitassimo a considerare parola per parola, alcune comprendendole, altre no, ma soprattutto senza riuscire a collegare il soggetto al verbo, all'aggettivo, e così via.
Un libro letto in questo modo dopo un pò ci fa scoppiare la testa, ci da' un senso di angoscia, di rifiuto, di nausea.
In effetti non riusciamo a capire niente o quasi di ciò che accade dentro e fuori dì noi, laddove per capire intendo comprendere il senso della realtà in rapporto ad un ordine ed una legge universali, ordine e legge che siamo qui per conoscere e capire, non per modificare.
Perché il dolore?, la morte?, la guerra?, la violenza?
La nostra scienza al massimo potrà spiegarci come avviene, mai perché avviene, solo al di là del velo c'è la risposta a tutti i nostri perché.

torna su