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La
nostra scuola
La
nostra scuola non ha grossi numeri da vantare, non ha grandi sale, non
ha uno stuolo di insegnanti.
Siamo un piccolo gruppo, ci riuniamo in un appartamento e, per ora, abbiamo
un solo insegnante.
Il nostro insegnante è un tipo strano, lui dice: "io sto qui,
nella mia casa, comunico ciò che ho da comunicare, chi è
interessato in qualche modo lo viene a sapere ed arriva".
Le porte sono sempre aperte, sia per chi entra che per chi esce.
Facciamo solo le domande essenziali a chi entra e chi esce non deve dare
spiegazioni. Unica regola: il rispetto per il luogo, le persone e l'attività
che si svolge.
Il nostro insegnante sembra non avere nessuna intenzione di fare proseliti,
anzi , a volte dice di non avere niente da insegnare, ritiene che imparare
sia molto più interessante che insegnare.
Ma allora cosa fa il nostro insegnante? Parla pochissimo di tecniche di
pranoterapia e dice cose del tipo: "la tecnica lega l'allievo all'insegnante,
il concetto lo emancipa".
Comincia allora a parlare di cose che sembra che con la pranoterapia non
abbiano niente a che fare, così gli allievi iniziano a tirar fuori
il meglio di se e inventano le tecniche, l'insegnante a questo punto sta
li, osserva e impara.
Entrare nella nostra scuola non è difficile, accogliamo tutti,
o quasi, siamo convinti che tutti, o quasi, abbiano moltissimo da esprimere,
il difficile è rimanerci.
È difficile restare in un gruppo al quale nessuno da regole ferree,
direttive, compiti da fare, risultati da ottenere, obiettivi da raggiungere,
dove non c'è l'immagine di un maestro, per lo più defunto,
da imitare. Non ci siamo abituati, non è mai stato così
in famiglia, a scuola, in chiesa, sul lavoro.
I gruppi gestiti da gerarchie, regole, meccanismi di premi o punizioni,
quelli si che funzionano, la gente fa la fila per entrare. Lo sanno bene
i preti, i politici, i militari, i datori di lavoro.
La molla che muove tutto questo, almeno per quanto riguarda i proseliti,
raramente è il denaro, è che di solito i percorsi difficili
affascinano, di regole e costrizioni sembra non se ne sappia fare a meno
ed obbedire è senz'altro più facile che assumersi delle
responsabilità.
Dall'altra parte i vertici sono formati da gente che cerca sempre potere,
quasi sempre anche soldi.
Spesso si è portati ad ammirare quei gruppi che rispettano scrupolosamente
delle regole molto rigide, si dice: "eh! Quelli si che ci credono,
mica come noi!"
È vero che all'apice dell'osservanza scrupolosa della regola c'è
la libertà, ma troppo spesso ci si soddisfa o almeno si crede di
soddisfarsi nell'osservanza della regola, vissuta non più come
mezzo ma come fine.
Se non esistono regole si potrebbe pensare che qui ognuno fa ciò
che gli passa per la testa, in effetti questa può essere l'impressione
che potremmo dare.
In realtà dopo circa quattro ore che si sta insieme, considerate
che i nostri incontri ufficialmente si svolgono dalle 21 alle 23, ma spesso
terminano intorno all'una, ci si rende conto che siamo andati tutti nella
stessa direzione del dare e ricevere con gioia, dello scambio a livello
di amore incondizionato, dell'incontro spirituale.
E la pranoterapia?
Questa per noi è pranoterapia, naturalmente nel frattempo abbiamo
fatto terapia, dalle nostre serate si esce tutti più sorridenti,
più sereni, più sani.
Vi assicuro che siamo molto seri in quello che facciamo, infatti ci divertiamo
molto!
La nostra presenza a "La vita è bella" è uno spazio
che apriamo per comunicare al mondo che esistiamo.
Anche questa è per noi un'occasione per proporre, alla nostra maniera,
qualcosa di molto serio.
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