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Perché le tre scimmiette? Perché SQUITCH?

Permettetemi  di prendere il discorso un po' alla lontana.
Noi ci rapportiamo con la realtà esterna attraverso i cinque sensi, ed è attraverso essi che proviamo piacere, con il gusto ed il tatto soprattutto. Il piacere del cibo, il piacere del contatto fisico e sessuale. La vista,  l'udito, l'olfatto, hanno in genere un ruolo secondario in rapporto al piacere; naturalmente non sempre, si possono provare sensazioni sublimi alla vista di un dipinto, di uno spettacolo naturale, nell'ascoltare musica, nell'essere immersi nei profumi della natura, ma per quello che è il livello di evoluzione dell'uomo i piaceri più ricercati sono quelli del cibo e del sesso, legati, appunto, al gusto e al tatto. Nonostante l'enorme possibilità che abbiamo di gustare, toccare, vedere, udire, odorare, ci manca sempre qualcosa. A nulla vale procurare per i nostri sensi sempre nuove e abbondanti esperienze.
Quello che stiamo cercando i nostri sensi non possono darcelo. Essi non sono altro che strumenti dei quali l'anima è stata fornita per fare esperienza in questa dimensione. Sono strumenti, appunto, e come tali vanno utilizzati. Strumenti attraverso i quali possiamo fare esperienze molto piacevoli, nulla di male in questo, è anche per questo che ci sono stati donati, nulla di male, soprattutto, se, attraverso l'esperienza, riusciamo a capire che quello che veramente cerchiamo, i cinque sensi non possono darcelo.
I nostri sensi normalmente assorbono tutta la nostra energia, quanto più riusciremo a farli tacere, tanta più energia andrà ad alimentare altri centri, a risvegliare altri tipi di sensazioni, che ci metteranno in contatto con i mondi superiori, fino a portarci a vivere in comunione totale con il Divino.
Le grandi possibilità dell'anima non possono risvegliarsi con un'esistenza rivolta troppo all'esterno. Quello che si fa quando si medita è sopire le funzioni dei sensi per permettere all'anima di esprimersi. Si cerca, infatti, per quanto possibile, un luogo tranquillo, si chiudono gli occhi, si sta in silenzio. In questa condizione le energie non più richiamate dai nostri sensi, vanno a risvegliare altre capacità.
Arriviamo così al significato del logo, le  tre  scimmiette che chiudono vista, udito e parola  per dare spazio all'uomo interiore, per poter riuscire ad afferrare quel  qualcosa che sempre ci sfugge, quel qualcosa che manca per la nostra felicità, quel qualcosa che, quando ci sembra di averlo afferrato, fa "SQUITCH" e ci sfugge di mano.
SQUITCH, per noi, indica, appunto, quel qualcosa di ancora inafferrabile, ma che prima o poi riusciremo a tenere saldamente in mano.
Fa "SQUITCH" e ci sfugge di mano la saponetta che cerchiamo di afferrare con troppa forza, non riusciremo nel nostro intento finché, alla eccessiva e irruente forza, non sostituiremo una presa calma e amorevole.
Realizzare l'amore, la calma interiore, afferrare quel qualcosa o quel molto che ancora ci sfugge, passo dopo passo, senza voltarsi mai indietro, a volte in compagnia, a volte soli con noi stessi, a volte cadendo, per scoprire che abbiamo in noi la forza per rialzarci, a volte fermandoci per aspettare chi è caduto, ma trattenendoci dal risollevarlo - come fa il genitore col bambino che ha inciampato - perché possa prendere coscienza della propria forza.
E' questo l'obiettivo che ci proponiamo, forse potrà sembrare troppo ambizioso o, addirittura utopico, ma ritengo sia l'unico per il quale valga la pena impegnare la propria vita.

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