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Guarire gli altri per migliorare se stessi
di Pietro Pucci

Un nuovo cammino alla ricerca della verità, l'esperienza di un uomo comune.

La curiosità di vedere come degli "apprendisti stregoni" riuscivano ad abbindolare la gente era troppo forte, ma nel mio subconscio c'era anche la consapevolezza che avrei forse perso un occasione per capire di più il comportamento umano; per questi motivi nel 1993 comincio l'avventura con la Pranoterapia attraverso gli amici di quello che si sarebbe poi chiamato "Centro Luce".
Da una parte lo scetticismo dall'altra la voglia di conoscere erano gli ingredienti della mia confusione nel sentire testimonianze, esperienze e "tecniche" per guarire con le mani.
Quale nesso con il pensiero scientifico occidentale potevano avere le pratiche pranoterapeutiche?
Quali risposte potevano dare alle cose che vedevo, la fisica, la chimica, la "cosiddetta scienza" appresa durante i lunghi anni passati nelle aule d'ingegneria?
Qual è il meccanismo che alla fine porta comunque al risultato?
Ancora oggi ritornano frequenti queste domande anche alla luce di esperienze dirette che confermano quanto sia inutile e certamente poco importante ricercare comunque una giustificazione scientifica agli effetti che si ottengono con la pranoterapia.
Quale migliore messaggio se non le proprie esperienze posso cercare di trasmettere a coloro che magari come me desiderano saperne di più? Voglio riportarne due, per me molto significative, sia perché furono tra le prime, sia perché l'esito andò oltre le mie più ottimistiche previsioni.
Di solito si comincia sempre con i parenti e con i più cari amici perché forse ci si vergogna di meno.

- Erpes Zoster più conosciuto come lo sfogo di S. Antonio in terza giornata dall'inizio della classica manifestazione cutanea accompagnata da forti fitte localizzate nella parte interessata: una sola seduta di applicazione delle tecniche di pranoterapia ed il giorno successivo erano scomparsi sia i dolori sia, quasi totalmente, la manifestazione cutanea.

- Forti emicranie continuative da circa trenta anni, lievi cenni di miglioramento solo sotto l'effetto di forti farmaci lenitivi del dolore con inevitabili intossicazioni ed, alcune volte, con effetti collaterali non banali: due settimane di incontri di circa 30 minuti ciascuno in giorni alterni hanno avuto come risultato un mese di pace senza dolori e senza il bisogno di ingerire farmaci.
Molte altre esperienze a volte anche con insuccesso hanno contribuito a che non mi limitassi alla sola analisi speculativa pseudoscientifica dei fatti ma ricercassi in altre motivazioni l'effetto positivo che vedevo concretizzarsi sulle persone che poi inevitabilmente diventavano amiche. L'analisi delle esperienze dirette ed alcune letture tra cui il classico "Mani di Luce" della D.ssa Brennan piuttosto che "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" (testimonianze della vita trascorsa con Gourdgjieff scritte dal suo allievo Ouspenskj matematico e filosofo russo dei primi del secolo) alla fine suggeriscono forse una risposta all'unico elemento che accomuna tutte le esperienze:
"Noi siamo esseri che vivono in un sistema che è in continuo cambiamento ma allo stesso tempo in un equilibrio instabile universale le cui leggi sono sotto i nostri occhi ma lo stato "dormiente" nel quale operiamo ci impedisce di riconoscerne i messaggi".
Perché di solito pensiamo agli altri vedendone l'insieme composto solo di un corpo e di una mente?
Abbiamo mai provato a cercare di capire la parte più immateriale del prossimo come i sentimenti e l'anima di qualunque forma essa crediamo sia fatta?
Quanto può influire su di noi sentire vicino una persona che sa ascoltare i nostri problemi e che riconosce anche il nostro linguaggio ermetico quando vogliamo comunicare con i comportamenti o con i fatti e non con la parola?
Tutto questo è ciò che credo tangibilmente impara chi percorre la strada della pranoterapia.
L'analisi critica che provo a fare ogni volta che cerco di aiutare qualcuno dimostra che la mente ed i sentimenti, attraverso canali diretti come le mani, influiscono in modo straordinario sul processo della malattia stessa.
Non è solo la conferma che la volontà ci fa compiere azioni ritenute impossibili, ma la certezza che l'amore per chi in quel momento ti chiede aiuto e comprensione può scatenare un processo di autoguarigione impressionante.
A questo punto ti accorgi che qualsiasi spiegazione scientifica, non appaga più la tua curiosità e forse è addirittura inutile ed insignificante; sei inevitabilmente portato a ricercare altre interpretazioni che sono forse oggetto di materia più spirituale che scientifica.
Praticando la terapia pranoterapica con la convinzione che forse puoi aiutare altri a superare momenti difficili che non sempre si evidenziano con una malattia, ritrovi il valore di te stesso; certo non in una gratificazione personale che è sempre in agguato, soprattutto nei primi periodi perché ti fa sentire importante (questo è, a mio avviso, oggi il peggior nemico del medico tradizionale), ma nei sentimenti e nel rispetto degli altri. Per me è stato ritornare a credere in DIO dopo tanti anni di "attesa" dedicata alla ricerca di un appagamento più materiale che spirituale. Cito l'esperienza sentita casualmente in televisione che dovrebbe farci riflettere, di un medico (di cui non ricordo il nome) candidato al premio Nobel per la medicina:

"Ho provato su due gruppi di pazienti, affetti dalla stessa malattia curati con la stessa terapia e posti in luoghi distanti tra loro, l'effetto della preghiera. Solo uno dì quei gruppi era stato oggetto di preghiere, da parte di alcuni fedeli, per un periodo di circa tre mesi. ll risultato: i pazienti "sotto" l'influenza delle preghiere sono guariti in un tempo inferiore del 50% rispetto al tempo occorso all'altro gruppo di pazienti"

Quasi quotidianamente veniamo a conoscenza di guarigioni cosiddette "inspiegabili" se viste sotto la sola ottica scientifica del pensiero occidentale dell'analisi dei fatti; però il vero fatto è che spiegazioni o no accadono e mi auguro continueranno ad accadere.
Ho accennato più volte ad un tentativo di ricercare una razionale spiegazione "tecnica" del perché la pranoterapia agisce con effetti a volta illuminanti su patologie che hanno una forte componente psicosomatica; l'argomento rischia di essere noioso e poco interessante ci sarà l'occasione per scambiare opinioni ed esperienze con te e con coloro che come te credono e soprattutto agiscono attraverso il possesso di una grande virtù: l'umiltà.

N.d.R.: Pietro Pucci è stato il primo allievo dei corsi di pranoterapia del "Centro Luce"

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