Il
termine pranoterapia è parola composta da "prana" e "terapia".
Prana è un termine sanscrito che significa forza, luce.
Questa è
la definizione che possiamo trovare in qualsiasi buon vocabolario, ma credo che
per molti sia poco soddisfacente.
Esaminiamo allora, un po' più a fondo,
il significato di "prana" e di "terapia".
Prana, come
abbiamo detto è forza, luce, se consideriamo questi termini nel loro significato
spirituale, ci rendiamo immediatamente conto che entriamo in un argomento di enorme
portata.
La luce, nella tradizione ebraica, cristiana e non solo, è
il primo atto della creazione. "Sia la luce" e dalla luce tutto derivò.
La forza, o energia creatrice, ha un analogo significato.
In un unico concetto
"prana" è l'energia che, assumendo forme diverse, ha dato origine
all'universo.
È ciò che il Cristianesimo chiama Spirito Santo,
che i cinesi chiamano Chi, è l'energia vitale, senza la quale nulla esisterebbe.
Quanto più si penetra la vera natura di questa energia, tanto più
si è capaci di utilizzarla per il proprio e l'altrui bene.
Coloro che
intraprendono un viaggio spirituale, gradualmente entrano in contatto sempre più
intimo con tale energia, acquisendo la capacità di trarne i maggiori benefici,
da qui le guarigioni, a volte, ritenute miracolose.
Mi spiego meglio: in un
percorso in cui si riesca ad entrare sempre più in armonia con le piante,
gli animali, gli esseri umani, in definitiva con tutto il creato, si finisce per
comprendere le leggi che tutto regolano e per sapere come muoversi all'interno
di esse. Non siamo qui per cambiare le leggi perfette che regolano l'universo,
ma per capirle ed, armonizzandoci con loro, raggiungere la nostra realizzazione.
A questo punto il discorso può diventare di vastità enorme.
Questa energia sacra è donata a tutti in quantità infinita, ma pochi
sono coloro che sanno farne buon uso.
La quasi totalità del genere
umano, non comprendendola, finisce per accumularla, tenerla bloccata da qualche
parte del proprio campo energetico e non permettendole di scorrere, crea le proprie
malattie.
L'energia è sacra, è divina, ci viene donata per il
nostro benessere fisico, mentale e spirituale, che si realizza solo se noi le
permettiamo di agire, è l'elemento necessario perché qualunque cosa
possa avvenire, qualunque cosa vuol dire, tutto ciò che accade nell'universo.
Tutto è mosso dalla stessa energia.
Così, nel nostro ambito,
è la stessa energia che mantiene lo stato di benessere, ma che può
anche causare la malattia.
A questo punto interviene il pranoterapeuta, colui
cioè, che è in grado di gestire questa energia.
Ora esaminiamo
l'altra parte del termine pranoterapia, la "terapia".
Per terapia
possiamo intendere qualsiasi intervento,o insieme di interventi, che abbiano come
fine la guarigione.
Per la medicina tradizionale il paziente si intende guarito
quando la patologia trattata e risolta, non si ripresenti per almeno un anno.
Se ci atteniamo a questa definizione, ci rendiamo facilmente conto, di quanto
la cosiddetta "guarigione" sia estremamente rara.
Sappiamo quanto
spesso si definisca un male "cronico, noi pranoterapeuti consideriamo cronici
gli atteggiamenti mentali che perpetuano lo stato di malattia.
Per la pranoterapia
non esiste il concetto di male incurabile o inguaribile. Nessun processo patologico
è irreversibile, nel rispetto, ovviamente, delle leggi naturali e del percorso
di ognuno.
Il pranoterapeuta è in grado di affrontare e risolvere qualsiasi
patologia, la scala di gravità delle malattie stilata da altre discipline
terapeutiche, non riguarda la pranoterapia.
A livello energetico il blocco
che ha causato, ad esempio, un cancro, no è più difficile da rimuovere
di quello che ha generato una sciatalgia.
Ciò che è più
difficilmente superabile è la diversa motivazione che ha portato il paziente
a procurarsi un male che può togliergli la vita, piuttosto che un disturbo
fisico che lo limiti nei movimenti.
Ora qui entriamo in argomenti che potrebbero
sembrare estranei alla pranoterapia, ma, compito del pranoterapeuta, è
quello di rimuovere i blocchi energetici, andandone a rimuovere la causa.
Non si tratta solo di eliminare un sintomo, ma la motivazione profonda che ha
generato il blocco energetico e, quindi, la malattia.
Il pranoterapeuta, all'inizio
del proprio cammino spesso funziona come un ottimo antalgico ed è felice,
naturalmente, di riuscire a far passare un mal di testa, una lombalgia, una colica
ecc.
Anche i suoi pazienti sono contenti di aver trovato un rimedio non invasivo
e privo di effetti collaterali.
Col tempo non si accontenta più di
venire considerato come una compressa, oltretutto si accorge che i suoi pazienti
tornano da lui sempre con gli stessi problemi.
Comincia a desiderare di andare
oltre, fino alla motivazione prima della malattia.
A questo punto il paziente
non può rimanere un passivo fruitore di un rimedio, deve cominciare a collaborare.
Il pranoterapeuta diventa un indagatore della mente umana, dove si annidano le
nostre motivazioni. Lo fa con metodica diversa dallo psicologo o da chiunque si
occupi di queste cose.
Attraverso un'indagine energetica ed un contatto profondo
con l'aura del paziente può ottenere delle utili informazioni su quelli
che sono stati gli atteggiamenti mentali che hanno generato la malattia.
A
questo punto, lavorando sui centri energetici (chakra) e sui corpi sottili, può
agire sulle motivazioni profonde, sulle cause vere della malattia.
La guarigione
diventa un percorso per il quale il terapeuta guida il paziente ed insieme salgono
un gradino della scala della propria evoluzione.
La malattia, così
considerata, è benedetta come occasione di crescita.
La pranoterapia,
può, a buon diritto, essere annoverata tra le terapie spirituali, la guarigione
del corpo che avviene in virtù della guarigione dell'anima, o comunque,
della nostra essenza spirituale, con qualsiasi nome la si voglia chiamare.
Tutto ciò presuppone un percorso del pranoterapeuta volto ad abbandonare
il proprio ego, cioè il desiderio di potere, di lucro, la propria vanità.
Al pranoterapeuta si presentano a volte persone disperate, disposte a tutto pur
di risolvere i propri mali, la disperazione le rende deboli e spesso preda di
chi è pronto ad approfittare.
Il vero pranoterapeuta è colui
che, prima di ogni cosa, dà al suo paziente quell'amore la cui mancanza
ha generato la malattia, poiché, in ultima analisi, questa energia di cui
parliamo altro non è che una briciola dell'amore divino.
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