Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

A tavola con un vecchio amico

ottobre12

La lista degli alimenti nocivi si allunga sempre di più, ogni giorno se ne sente una nuova, non è mai una buona nuova. Allora ci rifugiamo nelle varie diete vegetariana, macrobiotica, crudista, ayurvedica, nella ricerca degli alimenti naturali, delle coltivazioni biologiche che confusione!
… mangiare sano è diventato complicatissimo.

Non possiamo fare l’analisi chimica di tutto ciò che troviamo nel piatto, oltretutto quello che oggi riteniamo innocuo, domani ci dicono che è peggio del peggior veleno. È vero, non possiamo analizzare tutti gli elementi che ingeriamo, possiamo però fare molto di più.
Cerchiamo di andare indietro nel tempo, anche se non possiamo ricordarcelo, sappiamo che quando avevamo poche ore di vita, istintivamente ci attaccammo al seno di nostra madre e ci alimentammo per la prima volta, nessuno ce lo aveva insegnato, ma ad occhi chiusi trovammo quello che era il cibo migliore per noi.
Oggi a trenta, quaranta, cinquanta anni facciamo una cosa assurda: cominciamo ad interrogare libri, trasmissioni televisive, dietologi per sapere cosa mangiare e come, per cercare di imparare quello che a poche ore di vita sapevamo benissimo. Scopriamo che il nostro modo di alimentarci ci ha fatto salire di peso o ci ha fatto alzare i trigliceridi, l’azotemia o la pressione, scopriamo di non saper fare una cosa basilare: MANGIARE.
Sembra assurdo! Come ci siamo potuti ridurre così? Cos’è successo da quel primo magnifico momento in cui tutto era semplice e naturale? È successo che qualcuno, dopo qualche giorno, ha cominciato a dire che un tale alimento era migliore per noi, che dovevamo mangiare quella determinata quantità, a quel determinato orario, se cercavamo di far capire, a modo nostro, che il nostro corpo ci stava chiedendo qualcosa di diverso erano urla, punizioni, ecc. . così, a poco a poco, l’istinto veniva messo a tacere, a completare l’opera ci pensava poi la pubblicità televisiva che ci proponeva intrugli assurdi consumati con felicità e soddisfazione dagli attori dello spot.
Oggi che cerchiamo di percorrere la strada a ritroso, spesso non sappiamo da che parte cominciare, il difenile, l’ormone, l’anticrittogamico sono sempre in agguato, ci muoviamo in un terreno minato!
Cosa possiamo fare? una cosa semplicissima, i nostri istinti sono solo sopiti, non sono morti, basta risvegliarli.
Non ascoltandoli abbiamo permesso che si assopissero, ascoltandoli possiamo risvegliarli.
Riflettiamo un attimo, è successo sicuramente a tutti, davanti ad un determinato cibo, di avvertire una sottilissima sensazione di rifiuto, queste sensazioni sono più evidenti nel corso di malattie anche banali, durante le quali l’appetito è scarso e la preferenza va a cibi semplici e per così dire “leggeri”, il nostro organismo per poter fronteggiare meglio la malattia, per non sprecare energie nel metabolismo, ci chiede la quantità minima necessaria nella forma più facilmente assimilabile.
Quell’istinto che ci ha guidato alla prima poppata è ancora vivo in noi anche se la sua voce è ancora molto sottile, ma se gli daremo ascolto prenderà sempre più forza e non avremo più bisogno di schemi alimentari, diete particolari ed altre gabbie simili, il nostro istinto ha la capacita de renderci liberi.
Se la prossima volta che avremo la sensazione che possiamo tradurre “questo cibo oggi non é per me”, riusciremo a rifiutare il piatto, successivamente la voce si farà più forte, l’istinto, se sa di essere ascoltato, si fa più audace e avremo ritrovato un prezioso “vecchio amico”.

scritto da: Carlo Renzi

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