Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

L’autoterapia

settembre18
autoterapiaStasera volevo parlare dell’autoterapia, è anche argomento dei corsi, negli incontri che facciamo di 1°, 2° e 3° livello cerco di dare delle tecniche, dei principi base che riguardano l’autoterapia, però, a volte, non voglio dire spesso, dobbiamo verificare che, comunque, la terapia che facciamo su noi stessi non ha una grossa efficacia, questa almeno è la mia esperienza.
Visto che non mi piace insegnare tecniche che non risultano efficaci, cerchiamo di capire qual è il meccanismo di queste cose.
Se, ad esempio, prendiamo una distorsione e subito facciamo autoterapia, ho potuto sperimentare che questa risulta molto efficace, se urto un gomito, un ginocchio e così via, la terapia fatta immediatamente, anche una semplice pulizia, è veramente molto efficace.
Se andiamo su altri tipi di disturbi la faccenda si complica, ad esempio per un mal di testa, un mal di stomaco o di denti, il risultato spesso non è soddisfacente, se però ci affidiamo ad un altro pranoterapeuta vediamo che la situazione spesso si risolve. Vediamo perché. Torniamo a quelli che sono i meccanismi della malattia, noi diciamo che la malattia nasce da uno squilibrio energetico che si manifesta sulla base di quelli che sono i nostri atteggiamenti, i nostri pensieri, la nostra esperienza ed il nostro modo di elaborare l’esperienza. Questo vuol dire che in una certa parte dei nostri corpi sottili si crea qualcosa che disturba, che genera disagio, un qualcosa che si blocca. Noi ci accorgiamo di questo quando, poi, diventa male fisico.
Sugli altri, di solito, riusciamo ad accorgerci di qualcosa che si sta preparando, questo ci capita spesso, e non solo a noi che pratichiamo da qualche anno, ma addirittura anche durante l’incontro di primo livello, gli allievi si accorgono di qualcosa che ancora non è avvertito sul corpo fisico, ma che esiste sui corpi sottili.
Quando cominciamo a lavorare sugli altri corpi sottili, andiamo a sentire qualcosa che può stare sul corpo mentale o sull’emozionale, lo sentiamo sugli altri, però, non riusciamo a sentirlo su noi stessi, se noi avessimo la percezione di questa cosa sulla nostra aura, saremo in grado di prevenire eventuali disturbi fisici che il blocco energetico potrebbe causarci a distanza di tempo.
Un accorgimento che può aiutarci è quello di far attenzione ai nostri pensieri, cioè cominciare ad individuare, intanto, quali sono quei pensieri che ci tolgono energia, i pensieri che non ci servono e che sicuramente tolgono energia.
Un pensiero che non ci serve è un pensiero che non può avere un’attuazione, per attuazione non intendo soltanto qualcosa di pratico, di materiale, esistono dei pensieri che pur non avendo, per la loro caratteristica, possibilità di attuazione materiale, sono comunque buoni per noi su altri piani di coscienza. Ci sono pensieri che addirittura stanno lì a non produrre niente e per esistere hanno bisogno di energia.
Il pensiero è qualcosa di molto concreto, molto reale, che ha bisogno, comunque, di essere nutrito per esistere e prende quell’energia che a noi serve invece per cose più importanti.
Allora, visto che è obiettivamente difficile andare ad individuare un blocco che si è manifestato ad esempio sul mio terzo corpo sottile, comincio ad osservare i miei pensieri, comincio anche a rendermi conto se una data situazione ha modificato il mio stato d’animo.
Questo lo abbiamo sempre avvertito prima ancora di cominciare a fare questi discorsi, prima ancora di conoscere la pranoterapia, lo sappiamo che certe situazioni modificano il nostro stato d’animo e questo è un modo di considerare le cose, tradotto in termini energetici, certe situazioni vanno a creare uno squilibrio nel mio campo energetico, cioè non è più soltanto un discorso di modifica del mio stato d’animo, mi mettono di cattivo umore, ma creano un blocco nel mio campo energetico.
Indubbiamente le difficoltà esistono, le cose che non ci piace fare, e comunque dobbiamo fare, esistono per tutti, però è inutile cominciare a pensare tre giorni prima a quel qualcosa che devo fare ma non mi piace fare, così facendo, questo pensiero per tre giorni mi succhia energia e quando arriva il momento dell’azione sono distrutto.
Le situazioni noi le viviamo soprattutto a livello energetico e ce le prepariamo a livello energetico. Quando si deve affrontare una situazione che ci crea disagio, anziché pensarla, visualizziamola, è diverso, ci mettiamo nella scena e ci poniamo da vincitori. Se proprio non possiamo fare a meno di averla nella mente, almeno costruiamocela come più ci fa comodo, a quel punto, se abbiamo fatto un buon lavoro, la situazione reale sarà molto vicina a quella visualizzata, questo può andar bene!
Se pensiamo a quante volte ci siamo preoccupati per qualcosa che non è mai accaduto, se fosse accaduto sempre tutto quello per cui ci siamo preoccupati, adesso saremmo tutti morti, almeno una volta nella vita abbiamo pensato di avere una malattia che ci potesse far morire!
Preparando energeticamente la situazione partiamo con qualche punto di vantaggio.
Anziché pensare, pensare …, vediamoci là, può essere anche rilassante.
Questo è un modo per prevenire tanti mali.
In una famiglia in cui non c’è armonia, c’è sicuramente qualcuno che si ammala in continuazione.
Vediamo un altro aspetto, sappiamo che comunque la malattia vuol mandarci un messaggio ed allora, a volte, è più facile capire il messaggio che la malattia sta dando al nostro paziente, piuttosto che quello che sta dando a noi. Parlando ieri sera di questo con Silvia, lei mi diceva: “si può anche capire il messaggio, ma certe volte si preferisce tenere la malattia, un mal di testa ad esempio, se il cambiamento che ci si impone è troppo difficoltoso”. Ci sono quindi questi aspetti che contrastano con il riuscire a fare su di noi una buona terapia.
Altra considerazione da fare è che quando si ha un dolore fisico ci si rilassa difficilmente, allora cerchiamo, prima di tutto, prima di ogni altro atteggiamento terapeutico, di fare qualcosa per rilassarci, qualunque sia il nostro problema, del resto come primo passo, quello che chiediamo al nostro paziente, quello che cerchiamo di fare sul nostro paziente è proprio rilassarlo. Vi è capitato certamente, soprattutto con pazienti che vengono per la prima volta, sui quali prima di un quarto d’ora, venti minuti, è inutile iniziare il trattamento, poi, le volte successive, quando ormai hanno preso fiducia, hanno capito quello che succede, dopo pochi secondi si rilassano, anzi il fatto stesso che vengono da noi a fare terapia, già li fa rilassare, perché vengono volentieri, stanno facendo qualcosa di buono per loro e si sentono quindi a proprio agio. La stessa cosa dobbiamo fare con noi stessi, prima di cominciare a trattarci, cerchiamo quel momento in cui siamo rilassati e abbiamo ritrovato una certa serenità interiore, a questo punto possiamo applicare qualsiasi tecnica, con le visualizzazioni, con la gestualità, con i colori, con il respiro, con quello che volete, però, prima, come facciamo con il nostro paziente, prepariamo il terreno.
Dobbiamo prima di tutto individuare i nostri blocchi. Come facciamo? Rilassiamoci e cominciamo a vedere l’energia che dall’alto scende dentro di noi, se stiamo concentrati su questo, ad un certo punto, ci rendiamo conto se l’energia comincia a bloccarsi, ad accumularsi. Allora facciamo scorrere lentamente l’energia, aiutiamoci anche con il gesto, le nostre mani che scorrono dalla testa verso i piedi, così facendo se c’è qualcosa che non va ce ne accorgiamo e lavoriamo per liberare quel blocco.
Se c’è qualcosa che non gira come dovrebbe nella nostra vita, prima o poi diventa male fisico. Cerchiamo allora di fare pace con tutti i contrasti. Quando abbiamo la sensazione che qualcosa, come una nuvoletta grigia, si è stabilito sui nostri corpi sottili, facciamoci una bella doccia di luce.
Non trascuriamo i nostri contrasti, cerchiamo in tutti i modi di risolverli!
scritto da: Carlo Renzi

Email will not be published

Website example

Your Comment: