Energia in Movimento
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Babbo Natale …

gennaio17

Alcuni giorni fa in prossimità delle feste natalizie facevo questa riflessione: molti bambini, anche in una fascia d’età in cui diventano molto critici nei confronti degli adulti, e non più propensi a credere a tutto passivamente, credono ancora a Babbo Natale.
Sicuramente c’è un meccanismo che scatta in ognuno di noi, tutti noi ci abbiamo creduto, poi riflettevo sul fatto che, tutti noi, ancora ci crediamo.

Se consideriamo quello che può essere nella mente del bambino l’immagine di babbo Natale, un personaggio rassicurante e che porta dei doni se chi sa è comportato bene, in fondo gli conviene crederci.
È quello che tutto sommato facciamo tutti noi e anche adesso da adulti, anche parlando di grossi credi, nel senso il credere in un Dio.
Se credi in Dio è perché pensi e che possa portare dei doni, perché pensi che, comunque, ti porti dei vantaggi altrimenti saremmo stupidi a credere in un qualcosa che ci danneggi, cioè noi tendiamo a credere in qualcosa, qualcuno, un’entità che in qualche modo ci aiuti nella nostra vita e così allo stesso modo chi non crede in Dio pensa che non credere in Dio gli porti dei vantaggi.
Questa cosa mi faceva riflettere su certi nostri meccanismi che applichiamo a tutti gli aspetti della nostra vita, questo fatto del credere o non credere, poi finiamo sempre per credere o non credere sulla base del fatto che credere o non credere possa portare dei vantaggi nella nostra vita.

All’inizio di questo mio percorso con la pranoterapia, incontravo gente che diceva: “io alla pranoterapia non ci credo”, le prime volte mi sentivo un punto nell’orgoglio e cercavo di dimostrare, ma questo è successo le prime volte, dopo di che la mia risposta è sempre stata: “ Non ci credi? Sicuramente pensi di avere un vantaggio nel non crederci, io da quando ho cominciato a credere in quello che faccio, in quello che pratico, appunto nella pranoterapia, ne ho avuto dei vantaggi e ho cominciato a proporla come una possibilità in più per stare bene e per avere qualcosa di bello, di positivo, nella nostra vita.
Da quando non mi sono più preoccupato di dover dimostrare, nessuno ha più chiesto niente.
Se sappiamo osservare come avvengono le cose, quando cambiamo il nostro atteggiamento cambiamo la realtà intorno a noi. Per cui sono ormai anni che nessuno viene a dirmi: “non ci credo”.
Ritengo ognuno libero di credere o non credere a quello che vuole. Da quando è cambiato il mio atteggiamento, nel senso che non mi interessa di dimostrare niente a nessuno, non mi capita più di doverla dimostrare.

In realtà, però, anche in questo caso io credo in qualcosa che mi dà dei vantaggi, mi porta dei doni.
Questa dualità ci accompagna, chi crede non è nella verità, chi non crede non è nella verità, probabilmente saremo nella verità quando non ci sarà più il credere o il non credere. Ci sarà solo ciò che è per quello che è. Questa è una condizione che io non conosco e che non so neanche razionalizzare, mi è estranea, io vivo ancora nel credere e non credere, però immagino, presumo, che ci sarà una situazione in cui credere e non credere scomparirà, come anche scomparirà il bello il brutto, il buono e il cattivo, il dualismo dalla nostra vita.
Parlo di altri stati di coscienza, che io non conosco, posso solo presumere che esistano.
Stati di coscienza in cui la realtà, è così com’è e ne abbiamo la conoscenza immediata, che non passa per la razionalità, che non passa per tutto quello che oggi ci serve per conoscere, a questo punto il credere o non credere non avrà più senso.
A volte noi probabilmente entriamo in questa dimensione, poi, però, la nostra mente è così abile da confonderci, subito dopo le idee. Questa condizione, quest’atteggiamento interiore è caratterizzato da una sensazione di particolare benessere che proviamo, a volte, facendo terapia, che proviamo a volte, quando riusciamo a trovare un’armonia particolare con noi stessi, quando usciamo fuori dai criteri di giudizio, perché poi è il criterio di giudizio che, in qualche modo, inquina la nostra vita, voler essere noi i giudici della realtà, in effetti non c’è da fare nessun giudizio su una realtà che è quello che è. La realtà è neutra, non ha aggettivi, siamo noi che glieli applichiamo.
Nel momento in cui riusciremo a considerare ciò che è senza aggettivi, saremo nella verità.

Questa è una condizione che a me sfugge nella quale cerco di entrare, nella quale probabilmente entriamo in qualche istante in cui siamo in meditazione, però, poi, la nostra mente razionale immediatamente ci confonde.
Comunque, tornando a Babbo Natale, mi sono reso conto che nella mia vita ce ne ho tanti di “Babbo Natale” molte cose in cui credo perché, comunque, mi portano dei doni, perché se mi comporto bene, e non è un giudizio morale, se seguo certi dettami, certe regole. Quando pratico la pranoterapia, se la pratico secondo quello che veramente sento, tirando fuori il guaritore che è in me, il terapeuta che è in me, è estremamente appagante in questo senso mi porta dei doni.
Non è un giudizio morale, se mi comporto bene significa che riesco a tirar fuori da me quello che c’è di vero di armonico e trasmetterlo all’altro e avere dall’altro una risposta che è altrettanto vera ed armonica.
Questo sappiamo che nella nostra pratica succede e sono dei momenti particolarmente appaganti, in cui sicuramente usciamo fuori da ogni criterio di giudizio e da ogni contrapposizione di bianco e nero, di bello e brutto, nella nostra vita sicuramente esistono questi momenti, quando non saranno più momenti, ma sarà un nostro modo di essere, vivremo una vita completamente diversa. Questa è la condizione di quelli che vengono chiamati maestri, risvegliati, illuminati, sono stati chiamati in tanti modi nella storia, stare in quello stato di coscienza in cui non c’è giudizio, non c’è critica, non ci sono aggettivi da sovrapporre la realtà che ci si presenta.

scritto da: Carlo Renzi

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