Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Comunicare attraverso i chakra

dicembre1

Di solito comincio le nostre serate facendo un’introduzione che vorrebbe essere abbastanza seria e anche cercando di dire qualcosa che possa essere utile a qualcuno. Qualche volta rispondo alle domande che vengono formulate o che “non vengono formulate” e questa è una cosa un po’ più particolare perché mi capita di rispondere a domande non espresse, dire delle cose che vanno a chiarire una problematica di una persona del gruppo senza che questa l’abbia esposto.

Questo succede perché esiste una comunicazione verbale ma esiste anche una comunicazione non verbale che è quella più efficace. Noi siamo abituati a pensare che la più efficace sia quella verbale o quella scritta o quella che comunica attraverso l’immagine, la pubblicità e gli spettacoli che vediamo in televisione danno molta importanza all’immagine e al messaggio verbale.
Dare molta importanza a questi aspetti fa si che un po’ alla volta l’essere umano dimentichi delle altre capacità che sono enormi.
Capacità di comunicare oltre, oltre l’immagine, oltre la parola, oltre la frase scritta.
Noi stessi ci rendiamo conto che quando dobbiamo esprimere qualcosa di veramente importante non troviamo le parole giuste, e così quando dobbiamo scrivere o quando applichiamo il nostro pensiero a qualcosa che voglia esprimere la nostra interiorità, la nostra anima, la nostra spiritualità, ci troviamo molto spesso in difficoltà e quello che esprimiamo e quello che scriviamo spesso è insoddisfacente, è la massima espressione che ci può consentire la parola o lo scritto ma non è proprio quello che volevamo esprimere.
Quando faccio queste chiacchierate cerco di far riferimento ad esperienze che in qualche modo tutti abbiamo fatto prima o poi, di voler esprimere un qualcosa e non trovare le parole giuste e renderci conto che a volte, il silenzio è più espressivo. Nel silenzio noi mettiamo in atto, utilizziamo, quelle capacità di comunicare che non si servono, appunto, della parola, dell’immagine o dello scritto. Allora dobbiamo far si che questa capacità venga fuori nel miglior modo possibile e con la maggiore intensità possibile.
Un sentimento lo possiamo esprimere a parole, però un sentimento è qualcosa che, lo dice la parola stessa, si sente, ma non si sente con le orecchie, si sente da qualche altra parte.
Noi lavoriamo sui centri energetici, sui chakra, e possiamo anche dare una risposta molto precisa alla percezione dei sentimenti. Un sentimento dove si percepisce? Un’emozione dove si percepisce? Questo è alla base del nostro lavoro. Un’emozione la percepiamo a livello fisico, nel terzo chakra, un sentimento lo percepiamo nel quarto e allora se noi riflettiamo un attimo e torniamo con la mente a certe nostre esperienze, quando abbiamo vissuto un’esperienza d’amore l’abbiamo sentita qui nel cuore, nel petto, quando abbiamo vissuto un’emozione forte l’abbiamo sentita qui, nello stomaco.
Queste sono proprio sensazioni fisiche, l’elemento collegato al terzo chakra è il fuoco, quelli che stanno con me da più tempo forse questi discorsi li hanno sentiti, però giova ripeterli a tutti. Ad ogni centro energetico è collegato un elemento, e l’elemento del quarto chakra è l’aria. Queste cose non sono messe a caso, hanno un loro significato come tutti i simboli che stanno nei centri energetici, gli animali, le divinità, per noi forse è più facile cogliere il significato dell’animale che non quello della divinità perché questa appartiene ad una religiosità che è quella induista che è un po’ lontana dalla nostra cultura, però il simbolo legato all’animale è comune a molte culture, l’elefante rappresenta la memoria, il toro rappresenta la forza e questo è per tutte le culture, per tutte le tradizioni, e così anche altri elementi, la terra, l’acqua, l’aria il fuoco.
Come dicevo, nel terzo chakra abbiamo il fuoco, nel quarto l’aria, una forte emozione fa divampare il fuoco, sono anche espressioni che si usano comunemente – mi sento un fuoco dentro – il fuoco espande l’aria e la sensazione è quella che stringa la gola – mi sento il cuore in gola – vedete come gli elementi non sono messi a caso.
Queste sono le sensazioni fisiche che noi proviamo quando proviamo un’emozione, un sentimento e questo è così per i pensieri e per tutti gli aspetti della nostra vita che hanno una collocazione in ogni nostro centro energetico.
Se noi conosciamo certi meccanismi possiamo potenziare una certa forma di comunicazione, possiamo comunicare dei sentimenti e delle emozioni facendo funzionare un chakra, un centro energetico anziché spaccarci la testa a trovare le parole giuste.
Queste sono esperienze che noi qualche volta abbiamo fatto e, quando c’è la situazione giusta, io ripropongo al gruppo di comunicare attraverso i nostri centri energetici.
Dal terzo chakra posso comunicare un’emozione, dal quarto l’amore, il primo e il secondo comunicano altre cose e così il quinto e il sesto. In questo momento dell’umanità noi comunichiamo soprattutto con l’energia del terzo e quarto chakra perché questa umanità sta vivendo sull’energia del terzo e si sta spostando sull’energia del quarto, dico umanità in senso generale poi c’è chi ha realizzato già molto bene l’energia del quarto, del quinto ecc ed è arrivato all’illuminazione, questo c’è in tutte le epoche, in tutte le civiltà e in tutte le culture, ci sono i maestri, i mistici, gli illuminati, sono sempre stati dappertutto in tutte le epoche, per fortuna perché sono quelli che hanno dato una spinta notevole all’umanità, hanno fatto si che l’umanità facesse dei passi. Ad esempio, Mosè è simbolico, è uno che ha accelerato il percorso di un popolo e così Gesù ha accelerato il percorso del suo popolo. Quando arrivano questi personaggi che sanno comunicare oltre che con la parola, con un energia particolare, gli si riconosce un’autorità. Potevano anche dire le stesse cose che dicevano altri e che altri avevano detto prima di loro, però in questa loro parola mettevano un energia diversa ed è questo che li faceva diversi, quindi la loro parola arrivava. È la stessa cosa, ad un livello diverso ovviamente, che fa l’attore sul palcoscenico, c’è quello che recita e la sua recitazione arriva a tutta la platea e tutti sentono e vivono un’emozione e c’è quello che, pur recitando tecnicamente bene non fa arrivare nessuna emozione.
Non è tanto la tecnica e quello che dici, ma quello che ci metti dentro, come energia, che fa arrivare il messaggio.
Tanto più noi conosciamo questi meccanismi, tanto più entriamo dentro i nostri centri energetici.
Entrare dentro vuol dire conoscerli, toccarli, vederli, altrimenti non è una buona conoscenza. Io non dico cose strane, noi, qui, sappiamo che i chakra si possono toccare, vedere ed è questa la vera conoscenza di un qualcosa che tocchi, vedi e ci dialoghi, è la differenza che c’è tra visitare una città camminandoci dentro o leggerla sulla guida turistica, non posso dire di conoscere Londra perché ho letto la guida turistica, la conosco se ci vado, ci vivo e dialogo con la gente.
un centro energetico lo conosci se lo vivi, se riesci a dialogarci, se trovi il modo di far dialogare il tuo con quello del tuo paziente, e allora veramente hai la conoscenza di qualcosa.
Io cerco di darvi dei concetti, delle metodiche di base perché poi voi possiate andare avanti da soli.
Non vi fate limitare dal fatto che qualcuno possa dire: “oltre questo limite non possiamo conoscere”.
Oggi ho parlato di chakra e ve l’ho ripetuto anche altre volte, ci sono dei testi, anche ben fatti, che parlano di chakra, che dicono “i chakra non si toccano, non si vedono” ma non è così. Io ho cominciato a toccare e vedere i chakra e poi ho visto che anche altri facevano le stesse cose e che questa cosa la potevo insegnare, mi sono convinto che non erano mie fantasie, se ne può sentire l’odore, la vibrazione, questa è la conoscenza che noi cerchiamo.
C’è chi dice che certe cose sono fantasie, che l’energia non si tocca, non si vede, eppure quando noi facciamo il primo livello c’è già qualcuno che riesce a vedere e a toccare l’energia e sono cose talmente semplici che a volte veramente mi meraviglio come qualcuno possa dire che certe cose non esistono.
Io parlo comunque di persone che stanno nel nostro stesso campo di ricerca, certo non parlo di quelli che all’esterno criticano queste cose o addirittura ci prendono in giro, parlo di chi vive nel nostro stesso ambiente e che si autolimita.
Il nostro percorso è quello di eliminare i nostri limiti, è chiaro, non si eliminano da un giorno all’altro, però si spostano un po’ più in là fino ad eliminarsi. Io non avrei potuto conoscere ed insegnare tutto quello che conosco e insegno se mi fossi fatto limitare da quello che leggevo.
Quello che leggiamo, spesso, è una trappola perché siamo indotti a pensare che ciò che leggiamo sia tutto vero. Io ho pensato così per tanti anni, poi quando ho cominciato a capire che certe cose si potevano verificare ho iniziato a fare una selezione critica ed è quello che invito sempre voi a fare, siate positivamente critici quando leggete un testo, quando sentite dei discorsi altrimenti non si cresce, non beviamoci tutto quello che ci viene somministrato, cerchiamo di fare le nostre verifiche e contrapporre la nostra esperienza. Questo sicuramente l’ho già detto ma lo ripeto sempre volentieri perché è il fondamento di quello che facciamo ed è un modo di crescere tutti insieme e di portare anche qualcosa di più, di nuovo e di diverso in questo nostro campo, che per tanti motivi a volte viene criticato, contrastato e messo in un angolo, non perché voglia rivendicare chissà che, però noi possiamo acquisire delle conoscenze che sono veramente importanti e che possono dare una spiegazione a tante cose che altre discipline non si spiegano.
Continuiamo a fare questo anche se non sempre possiamo essere capiti, questo va messo in conto.
Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, quello che facciamo lo facciamo per noi, conoscere e sperimentare è affascinante.

scritto da: Carlo Renzi

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