Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Connessioni

ottobre17

Sappiamo che il corpo eterico ci segnala la quantità di energia fisica, nelle persone che stanno molto male o che rischiano di morire, questo eterico si assottiglia moltissimo fino ad essere completamente assorbito dal corpo fisico, a quel punto il corpo fisico muore.
Anche voi che avete appena iniziato imparerete quanto è utile testare la quantità di energia che c’è intorno ad ognuno di voi e quanto da questo poi si possano trarre delle utili conclusioni.

In fondo dobbiamo considerare una cosa, che dico spesso, noi sappiamo che dentro di noi c’è un meccanismo di guarigione, è semplice, ci facciamo una ferita e quella di solito guarisce da sola a meno che non ci facciamo un taglio di venti centimetri ma le normali ferite, le scottature, una semplice scottatura, guariscono da sole perché il nostro corpo mette in atto tutta quella serie di meccanismi per riparare la pelle, e li mette in atto cominciando a mandare dei messaggio, cioè la pelle ferita manda un messaggio che fa accorrere globuli bianchi e piastrine che vanno a fermare il sangue e poi le cellule si riproducono più velocemente in quella zona perché devono ricostruire la pelle, sono tutti messaggi che vengono inviati alle strutture idonee a far si che la situazione ritorni in equilibrio, quindi c’è questo tendere sempre all’equilibrio che è naturale.
Adesso ho fatto un semplice esempio di una ferita ma questo come meccanismo si può estendere a ogni forma patologica per cui il corpo tende sempre ad andare verso l’equilibrio. Anche un raffreddore o un mal di gola, spesso passano senza che noi facciamo nessun tipo di intervento, dopo 2 o 3 giorni la cosa evolve positivamente e noi guariamo senza aver preso farmaci o senza aver fatto nessun tipo di intervento e abbiamo lasciato che il corpo ritrovasse il suo equilibrio e in certi casi meno disturbiamo questo meccanismo e prima il nostro corpo riesce a trovare l’equilibrio.
Quando mi è capitato di parlare di farmaci, ho detto, il farmaco, a volte fa proprio questo, confonde i meccanismi di autoguarigione per cui il corpo non sa più come comportarsi. Non sempre però si arriva alla guarigione, vuol dire che a volte questa trasmissione di messaggi per qualche motivo si inceppa e noi interveniamo proprio lì.
Quando noi parliamo di blocco energetico intendiamo anche questo. La scienza ci dice che c’è una comunicazione a livello ormonale, a livello nervoso, ecc, noi sappiamo che c’è una comunicazione energetica, se c’è quello che noi abbiamo definito il blocco energetico, il messaggio non passa, non arriva dove deve arrivare e la patologia non evolve positivamente.
Quello che noi facciamo in pranoterapia è eliminare il blocco energetico, allora la comunicazione riprende e il paziente guarisce e questo avviene anche nell’arco di pochi minuti, perché ripristiniamo un meccanismo naturale che in continuazione lavora a nostro favore. Questo è modo più semplice di portare alla guarigione il nostro paziente o portare a guarigione noi stessi: disturbare il meno possibile certi meccanismi.
Noi consideriamo i centri energetici, i chakra, e li andiamo ad esaminare, li tocchiamo, ne verifichiamo tanti aspetti, rotazione, forma, dimensione, centratura e facciamo la diagnosi sul chakra. Un aspetto interessante però è capire se i chakra stanno comunicando tra loro o no. Questo forse è qualcosa che anche noi che pratichiamo da qualche anno, non sempre consideriamo, e allora se mente e cuore non comunicano, cioè quarto chakra e sesto chakra non comunicano siamo nei guai, se le emozioni del terzo chakra ignorano quello che vuole suggerire il quarto o il quinto o il sesto, anche li le cosa non vanno bene. Se il secondo chakra non riesce a comunicare con il quarto e quindi il sesso non si unisce all’amore, anche li sorgono dei problemi.
Come facciamo a verificare se questi chakra comunicano? Un modo è quello del paziente che lamenta un certo tipo di disagio e noi da quello possiamo anche dedurre che certe comunicazioni non funzionano però non è proprio il nostro modo.
Quando vi dico di non fidarvi del paziente, non è perché il paziente sia bugiardo, ma perché il paziente si fa un idea di se stesso e dei propri atteggiamenti a volte fasulla, parla di un’immagine di stesso, non parla della propria realtà, parla di quello che lui crede di se stesso, perché se si vedesse nel modo corretto, probabilmente non avrebbe bisogno di noi, allora viene a proporci un’immagine di se stesso.
Questo, vi dicevo, è un modo di considerare le cose che può essere più di altre discipline, non so, forse della psicanalisi o di chi esamina i comportamenti o di chi fa dei test, noi abbiamo un tipo di indagine che è energetica.
Ora questo che vi faccio è un discorso che va anche oltre quello che io propongo al terzo livello quindi abbiate un attimo di pazienza, vi serve per esperienza e anche per capire qual è il nostro percorso.
Come si fa a capire se i chakra comunicano tra di loro?
Non è che non ve lo voglia dire, è che in questo momento non mi è del tutto chiaro, in effetti, io ho certe risposte, ed è un qualcosa che in questo momento sto proponendo a voi che state più avanti come tempi, sperimentate, cercate, tirate fuori il vostro intuito, la vostra creatività e cerchiamo di trovare un modo per verificare queste connessioni tra i chakra e questa comunicazione se c’è, se non c’è, perché non c’è, e vedrete che cominciamo ad entrare veramente in un ambito nuovo di conoscenza, è qualcosa di diverso da quello che abbiamo fatto fino ad adesso.
Come si fa, tecnicamente, anche se io ce l’ho abbastanza chiaro e già qualcosa faccio in questa direzione, preferisco non dirlo, voi mi conoscete, non perché io mi voglia tenere qualcosa per me e non comunicarla a voi, così ho più potere, sarebbe stupido, ma perché i vostri metodi di indagine potrebbero essere diversi e migliori dei miei, in questo modo abbiamo un lavoro da fare tutti quanti, almeno noi che lavoriamo da tempo sui chakra, e di confrontarci su quelli che sono i risultati delle nostre indagini e sulle metodiche adottate. Se qualcuno di voi, che pratica da più tempo, riesce a capire o intuire qualcosa di questo, poi cerchi di trasferirlo come insegnamento per tutti quanti, che è poi la cosa che sto cercando di fare io ormai da quando mi è stato chiesto di insegnare cioè da circa quindici anni.
Faccio un’osservazione, seguo il mio istinto, il mio intuito e poi mi chiedo come posso fare per trasferirlo agli altri, perché anche altri possano seguire questa strada. Questo è un motivo ulteriore di riflessione, è un cercare di capire un po’ di più quello che facciamo perché la finalità è quella poi ti trasferirlo a qualcun altro che ne possa trarre giovamento e traendone giovamento come terapeuta poi, trasferisca questo ai suoi pazienti e in questo modo si cresce tutti insieme.
Quando cominciamo ad esplorare degli ambiti nuovi, è bene farlo da diversi punti di vista, perché non si tratta di andare ad esplorare con la mano il corpo eterico, ma è trovare una strada che non trovate su nessun libro, che io non vi sto insegnando, è proprio il tirar fuori qualcosa di nuovo di cui abbiamo i concetti, le capacità e i metodi di indagine, poi man mano ci confrontiamo su questo perché comincio a ritenerlo un discorso veramente molto importante ed aggiungerà molto a quello che è la nostra capacità di renderci conto delle situazioni.
Noi fino ad adesso effettivamente abbiamo considerato i vari centri energetici come delle unità a se stanti anche se poi sappiamo che sono intercomunicanti, lo sappiamo bene, sappiamo tutto di queste cose però poi nella terapia siamo vittime delle abitudini, di fare le terapie sempre nello stesso modo e quindi di considerare a se ogni struttura energetica.
Se i chakra non comunicano il mio paziente ha delle emozioni che lo portano dove lui non vuole andare, dove la testa dice che non dovrebbe andare o il cuore dice qualcosa di diverso, vedete come le problematiche poi vengono fuori.
Questa è una riflessione di questi giorni perché mi sono trovato a contatto con situazioni in cui sono entrato in questi meccanismi, però ci sono appena entrato e mi sono reso conto che effettivamente, nel momento in cui mi sembra di aver conosciuto molto di questa faccenda, forse mi mancano le cose essenziali.
A volte succede che ci sembra di essere arrivati a un punto quasi definitivo, poi accade qualcosa che ci fa capire che c’è un campo da esplorare che è molto più vasto di quello che abbiamo conosciuto fino ad ora, e chissà quante cose possono venir fuori.
Da qui l’importanza di fare un lavoro in gruppo e di confrontarci.

Domanda: Può essere che la connessione fra i chakra si trovi nel corpo emozionale?
Ridurre questa ricerca solo allo spazio emozionale è poco. Rischiamo ancora di andare a focalizzarci soltanto su un aspetto che per quanto importante può essere solo uno dei tanti.
L’emozionale sta comunicando col mentale? Il mentale sta comunicando con tutto il resto? Questo ci dobbiamo chiedere.
Dobbiamo fare un lavoro tutti insieme e poi comunicarlo agli altri.
Io parlo di meccanismi che sono comuni a tutti, anche alle piante, una pianta non potrebbe vivere se non ci fosse questa comunicazione dalle radici fino all’ultima foglia.
Le abitudini sono utilissime ma sono anche una trappola, io mi abituo a fare le cose in un certo modo perché così è più comodo. Non spreco energie perché è già tutto verificato, so che così funziona e applico questo meccanismo ogni volta che posso. Solo che questo va a inibire certe mie capacità anche a livello di corteccia cerebrale perché si potenziano certi aspetti e altri non vengono stimolati. In pranoterapia, paradossalmente, noi rischiamo di fare la stessa cosa, fossilizzarci sempre sul nostro solito meccanismo di fare le terapie, anche se il nostro solito meccanismo ci da risultati.
Certo che ci da risultati ma se cadiamo in questa trappola, noi potremmo avere risultati dieci volte superiori e non lo sapremo mai.
E’ impegnativo uscire da certe modalità e andare a ricercarne delle altre rischiando anche, però per me è l’unico modo di crescere in queste cose che facciamo.

scritto da: Carlo Renzi

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