Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Credere e amare

aprile23

 

 ” Agire senza credere e amare quello che si sta facendo è la radice di tutti i mali “

Stasera il posto dove mi siedo di solito è occupato. Oggi cambio prospettiva.
Ogni tanto fa bene cambiare prospettiva. Fino a che non riusciremo ad avere la prospettiva da sopra, da sotto, da intorno, da fuori, alleniamoci a cambiare punto di vista. Quando poi li avremo acquisiti tutti non avremo più bisogno di cambiare. Una volta che siamo in grado di vedere le cose da tutti i punti di vista contemporaneamente non avremo più una visione parziale delle cose e conosceremo la verità.
Tempo fa dissi: sembra che noi conosciamo solo il 5 % dell’Universo, e abbiamo la presunzione di voler spiegare tutto, forse conosciamo il 5% di noi stessi, il 5% di tutto quello che diciamo di conoscere. Qualche volta c’è qualcuno che ha delle intuizioni, se è una persona sganciata dai meccanismi della scienza non gli interessa dimostrare le sue intuizioni. Se io intuisco qualcosa che è anche contrario al modo di pensare comune, per come sono fatto io, non mi sento in dovere di dimostrarlo, ne di sostenerlo in maniera particolare, me lo godo. Il bello della conoscenza è anche questo, che ce la possiamo godere e quando ho una intuizione che mi apre uno spiraglio nuovo, mi fa vedere una luce nuova, io sono contento e me la godo, poi la  comunico, ma senza sprecare energia per dimostrarlo.

Lo scienziato potrebbe avere anche delle intuizioni meravigliose, però se non riesce a dimostrarle è come se non avesse intuito niente, perché è prigioniero dei meccanismi della scienza.
Noi cerchiamo di liberarci di tutto questo e quindi pratichiamo le nostre intuizioni, quello che intuisco lo metto in pratica. Questo vale per quello che facciamo in pranoterapia, ma per me vale in ogni aspetto della nostra vita.
Impariamo la capacità di sganciarci dal modo di pensare comune, che è quel modo di pensare che  ci induce a voler dimostrare, a voler avere ragione, a convincere gli altri. Io ormai sono anni che non mi preoccupo più di convincere nessuno e non immaginate quanto sia bello!
E’ una cosa meravigliosa uscire da questa trappola del voler convincere gli altri delle proprie idee, delle proprie intuizioni, del proprio insegnamento.
Il mio insegnamento oggi, e da anni ormai, è questo, noi finiamo per fare una Pranoterapia che è molto diversa da quella che di solito si fa e da quello che si intende per Pranoterapia.
I nostri “strumenti” sono diversi da quelli che esistono nella letteratura, nella tradizione, e funzionano perché non gli abbiamo dato una regola né li abbiamo agganciati a qualcosa, se l’abbiamo fatto è stato tanto per giocare, ma funzionano perché noi facciamo quello che facciamo con amore e credendoci e basta. E’ questa la chiave di tutto, credere in quello che facciamo  e metterci amore, non ci sono tanti segreti ne teorie complicate.
Credere in quello che si fa e amarlo sono due cose che sembrano difficili e complicate ma non è così.
L’opposto è la radice dei nostri mali, dei nostri problemi, il non credere in quello che facciamo e il non metterci amore, questa è la radice delle malattie, noi qui facciamo l’opposto se vogliamo guarire noi stessi e guarire gli altri: crediamo e amiamo.

Quello di cui parlo non è il credere e l’amare delle religioni, quella è tutta un’altra storia.
Se io intuisco qualcosa e sono sicuro che in questo momento è così,  insegno qualcosa di diverso.
Se io insegnassi come l’anno scorso voi mi dovreste dire: “non ti sei accorto che insegni come l’anno scorso? Non ti sei accorto che è passato un anno e qualcosa è cambiato?”. Quante cose sono cambiate? Tutti gli aspetti dell’esistenza, dalla nostra, personale, a quella della società, dell’universo.
Quello che era verità un anno fa è diverso da quello che è verità oggi.
La verità cambia? Certo, niente è statico, tutto è in movimento, anche la verità è in movimento è in continua evoluzione.
Quando qualcosa non cambia più, è morta.
Anche i sassi cambiano.
Voi, mi riferisco a voi che avete appena iniziato questo percorso, imparerete anche a parlare con i sassi, e quello che vi dice un sasso oggi è diverso da quello che vi dirà un sasso tra un anno.
Anche i messaggi che ci arrivano sono quelli adatti a questo momento.
Se io ho intuito qualcosa di bello un anno fa, oggi forse non mi serve più, non serve a me e non serve a voi, inutile che mi ci attacco perché un anno fa è stato bello o ha prodotto effetti positivi, forse adesso non serve più, applicato oggi, non forse serve più.
Questo è il problema di molti insegnamenti, che sono sempre uguali nonostante le cose cambino, nonostante l’universo sia in continua mutazione.
Quello che cerco di trasmettervi, l’invito che vi faccio è di uscire dagli schemi, dalle regole, dalla voglia di voler dimostrare, usciamo dal volerci sentire bravi in quello che facciamo. Sono tutte cose che non c’entrano con quello che facciamo. Il nostro appagamento è qualcosa di diverso dal sentirci bravi per un risultato o perché qualcuno ci dice che siamo bravi, è qualcosa di diverso che non è legato al mio apprezzamento nei vostri confronti, ne al fatto che una terapia sia stata efficace o no. È quello che accade durante una terapia che ci appaga, che ci fa crescere, perché se questo non succede abbiamo perso tempo.
Ogni terapia è in grado di farci crescere, al momento non ce ne accorgiamo, come non ci accorgiamo giorno per giorno che l’albero qui davanti sta crescendo, eppure rispetto alla stagione precedente è cresciuto tanto, me ne accorgo dopo 6 mesi, dopo un anno. E così è per quello che facciamo noi, ogni terapia è in grado di farci crescere, se noi vogliamo e sappiamo cogliere il senso di questa cosa. Al momento potremmo non accorgercene, io parlo per me, spesso non me ne accorgo di quanto mi faccia crescere quell’ora che passo con il mio paziente, però poi a distanza di tempo le cose cambiano, e questo credo che coincida con la vostra esperienza, o almeno con quello che voi raccontate. Quando la sera vi dico – raccontate la vostra esperienza, può servire agli altri – la vostra esperienza è: che cosa ho capito, che cosa ho provato, come mi sento adesso rispetto a prima? Non perché la pranoterapia sia qualcosa di magico o abbia chissà quale potere, potremmo fare qualsiasi altra cosa, purché ci crediamo e la amiamo. Va bene tutto se riusciamo a fare questo, nel nostro caso facciamo pranoterapia,  non la ritengo una disciplina migliore ne peggiore delle altre, è quella che in questo momento della nostra vita ci viene dato di fare. Questo è il nostro percorso di adesso, il mio fra un  anno potrebbe non essere più questo o potrebbe essere questo per tutto il resto della mia vita e così per voi.

 

scritto da: Carlo Renzi

Email will not be published

Website example

Your Comment: