Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Dall’individuo al gruppo: un po’ di storia

ottobre15

Questa sera dirò due parole soprattutto per i nuovi che si sono aggiunti al gruppo, io di solito inizio questi incontri facendo una breve chiacchierata su argomenti che di solito arrivano all’ultimo momento anche in considerazione del tipo di gruppo che ho davanti. Queste serate hanno una struttura abbastanza semplice, dopo questa mia breve chiacchierata parleranno un po’ gli altri del gruppo, chi ha da comunicare qualcosa, chi ha da riferire un’esperienza e questi sono dei momenti utili per tutti perché ci arricchiscono e l’esperienza degli altri può essere sempre utile a tutti.
Noi che siamo qui pratichiamo tutti la pranoterapia però ognuno la vive a modo proprio secondo quello che è il proprio carattere, secondo quelli che sono i propri atteggiamenti mentali e quindi vengono fuori poi, esperienze ed atteggiamenti diversi nei modi di vivere questa medesima cosa, diversi gli uni dagli altri.
Tanto per presentarmi a voi che non mi conoscete, io pratico la pranoterapia da circa vent’anni e in questi ultimi anni, in particolare in questi ultimi dieci anni è cambiato molto il mio modo di praticarla, sono passato da una fase che era puramente istintiva e che, comunque, sta alla base di tutto, a una fase di ricerca per capire che cosa fosse quest’energia, se si può vedere, se si può toccare, in che modo circola dentro di noi, in che modo si muove l’energia e che funzione ha in rapporto alla nostra salute, al nostro star bene e anche al nostro star male. Quindi questo aspetto energetico della realtà della vita che fino ad una decina d’anni fa mi sfuggiva, anche se avvertivo, perché, istintivamente, ero portato a fare delle cose che facevano star bene gli altri, però nello stesso tempo non mi preoccupavo tanto di che cosa fosse quest’energia, neanche davo un nome a quello che facevo, istintivamente facevo delle cose, gli altri stavano bene e mi ringraziavano e sono andato avanti così nel mio percorso.
Nel tempo mi sono reso conto di una cosa, facevo passare un mal di testa però poi il mal di testa tornava, facevo passare un dolore al ginocchio ma più tardi questo tornava, allora mi sono posto questa domanda: “che cos’è veramente la guarigione? “.
Per guarigione si intende in genere la scomparsa del male, ma la scomparsa per lunghi periodi, diciamo lunghi periodi perché comunque nel momento in cui ricreiamo le situazioni che ci hanno portato a star male, il male potrebbe ripresentarsi però, almeno per definire un atto terapeutico, una guarigione, si considera almeno un anno di assenza di quel tipo di disturbo fisico.
Allora ho cominciato ad interessarmi, a cercare di capire cosa ci poteva essere dietro la malattia, qual’erano gli atteggiamenti che portavano ad ammalarsi e perpetuavano lo stato di malessere, quindi un rapporto più profondo con quello che era ormai diventato il mio lavoro di terapeuta. Cercare cioè di andare a rimuovere le cause scatenanti della malattia, quindi da qui, ho sviluppato l’interesse per tutto quello che è il modo di muoversi dell’energia, la struttura energetica, i chakra, i corpi sottili i canali energetici.
Tutto questo circa sei o sette anni fa, è cominciato a diventare insegnamento perché comunque, è stata una cosa abbastanza naturale, trovarsi intorno persone che chiedevano, l’esperienza che avevo da dare, ho cercato di darla, come ho potuto, poi man mano mi sono interessato sempre di più a questi argomenti fino a strutturare un tipo di insegnamento e la scuola.
Questo è, in sintesi, la mia storia per chi non mi conosce.
Poi ho anche scoperto l’importanza del gruppo, io sono una persona che istintivamente, per carattere, tende a stare molto da sola, tende a confrontarsi poco con gli altri, cerco i miei spazi per stare con i miei pensieri, con le mie sensazioni ma questo mio essere terapeuta mi ha naturalmente portato al contatto con gli altri, con la sofferenza degli altri, e poi l’insegnamento mi ha portato a vivere queste cose in gruppo e ho scoperto l’importanza del gruppo perché nel gruppo e c’è chi sa fare cose che io non so fare, e allora io do qualcosa ma ricevo qualcosa. Quando io chiedo a voi di riferirmi le esperienze, in quel momento mi metto nell’atteggiamento dell’allievo, di imparare da voi, perché comunque avete punti di vista che non sono esattamente uguali ai miei, che sono leggermente o molto diversi, non sono criticabili anzi, sono apprezzabili, da osservare e da comprendere e questo ci fa crescere.
Io istintivamente posso essere portato a convivere e lavorare con persone molto simili a me però magari loro sanno fare bene molte cose che io già so fare e non sanno fare cose che io non so fare e allora questo, per la crescita reciproca, è poco utile.
A volte, convivere con persone differenti da noi ci può insegnare molto, ma nello stesso tempo ci può creare difficoltà, qui sta l’importanza di capire e comprendere le persone differenti da noi, parliamo sempre in un ambito in cui tutti facciamo la stessa cosa, cioè la pranoterapia, che é un ambito in cui, tutto sommato, fondamentalmente abbiamo lo stesso atteggiamento interiore, però ci differenziamo nelle modalità, nelle capacità, e allora nell’accettare l’altro così come è c’è la base del nostro apprendere dall’altro, nell’umiltà di accettare l’altro come nostro insegnante anche se è qualcuno che è arrivato solo stasera perché può portare delle cose importanti per tutti.
Allora questo e l’invito che vi faccio all’inizio di quest’anno, mettiamo a servizio di tutti le nostre capacità e nello stesso tempo siamo aperti ad accogliere l’insegnamento che ci viene dall’altro e non pensate che io, perché sto in questo ruolo, e parlo, ne sappia di più di qualcuno di voi, non è così, io posso sapere di più di una certa cosa e qualcuno di voi può saperne di più di qualche altra, allora, come io mi metto nell’atteggiamento dell’allievo, ho imparato a fare questo perché ho visto che è molto bello e utile, invito tutti a farlo, cioè ad essere allievi e ad essere insegnanti e a vedere non soltanto me come insegnante ma ognuno del gruppo come proprio insegnante e allora veramente si cresce in armonia e si cresce bene tutti insieme.

scritto da: Carlo Renzi

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