Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Decidere per vivere

novembre4

Quando decidiamo, le cose avvengono.
Il bello della vita è che puoi decidere di non soffrire per certe cose, puoi decidere che hai diritto di essere amato, una volta che è chiaro questo, che ti spetta e che la vita non è sofferenza, che se soffri è perché qualcuno ti sta ingannando, le cose cambiano, cominciate a fare la prova.

Se volete eliminare dalla vostra vita tutta la sofferenza … forse tutta insieme è troppa, ma se cominciate a decidere di non soffrire più per una qualsiasi cosa, cominciate a sperimentare che non soffrite più per quel tipo di situazione, a volte le soluzioni sono talmente semplici che non crediamo che possa essere così. Poi potete decidere di non soffrire per qualche altra cosa fino alle cose veramente più grosse, le sofferenze più grandi che esistono, decidere di non soffrire anche per quelle.
Noi diamo per scontato che si debba soffrire per certe cose, non è così, chi l’ha detto?
Dal decidere di non soffrire possiamo decidere che la nostra vita è gioia e che meritiamo di vivere una vita di gioia e di felicità, noi abbiamo dalla nostra vita quello che crediamo di meritare.
Hai creduto di non meritare l’amore ed infatti non l’avevi, è giusta la domanda: ”quando hai deciso che ti spettava?”.
Nel momento in cui decidi che anche tu ne hai diritto, ti arriva.
Non devi neanche stare a pensare come e perché, ma se io penso di non meritarlo anche se il dono è lì davanti a me, ritengo che sia per un altro.
“Ti pare che proprio questo è per me?” Non lo prendo e continuo a cercare la sofferenza da qualche altra parte o se conosco un rapporto d’amore che possa essere con mio padre, mia madre, i miei nonni che è mischiato alla sofferenza, sarò portato a trasferirlo anche in un rapporto di coppia, chiamerò amore solo quello che porta con sé la sofferenza e questo è un altro inganno, sono due cose che stanno agli antipodi.
Quando c’è amore non c’è sofferenza.
È un discorso che ci porta ad essere semplici, oltretutto, a non complicarci la vita e a non cadere più negli inganni.
Spesso noi diciamo che non siamo amati perché abbiamo un’idea sola dell’amore e probabilmente sbagliata, non consideriamo che può avere una infinità di facce diverse, riconosciamo per amore solo quello che c’è stato proposto come tale.
Nel rapporto di coppia, e non solo, si cade nel grosso inganno che se non c’è gelosia non c’è amore, è il contrario, se c’è gelosia non puoi amare.
“Ma se tu non sei geloso vuol dire che non tieni a me”, “sono geloso perché ti amo” questi sono i discorsi che sentiamo fare di solito, sono due termini in antitesi, finché sei geloso non puoi amare e se in te c’è anche un minimo di gelosia il tuo amore non è puro, perché la gelosia è molto simile al possesso.
Possesso, gelosia e amore non vanno d’accordo.
Cerchiamo soltanto di essere semplici, capire di cosa stiamo parlando e non prenderci più in giro.
La nostra vita può così assumere dei connotati completamente diversi e ci arriva quello che è giusto che ci arrivi. Giusto per noi, ma quello che arriva a me è diverso da quello che arriva ad altri, perché devo cercare quello che altri hanno avuto? Se mi arrivasse non mi servirebbe.
È per qualcun altro, la vita, l’universo, Dio, chiamatelo come volete, l’ha strutturato per qualcun altro.
Mi può piacere ma applicato ad altri, applicato a me potrebbe essere un disastro, qui rientra anche il discorso dell’invidia, noi invidiamo delle persone che, probabilmente, sono più infelici di noi, l’invidia è relativa ai nostri bisogni, spesso presunti, alla nostra vita che non è appagante, allora pensiamo che se avessimo quello che vediamo che qualcun altro ha, saremmo felici, come se quella persona che stiamo invidiando fosse felice. Trova una persona felice e cerca di capire cosa c’è dentro di lei, magari ti accorgi che non è felice perché ha soldi, una bella casa, ecc, potrebbe anche averle queste cose ma ti rendi conto che non è felice per questo, la felicità sta da un’altra parte.
A volte siamo portati ad imitare la vita di chi non è felice, siamo stati educati così, siamo stati educati da genitori infelici che ci hanno proposto gli stessi valori che hanno reso infelici loro, ma non perché fossero cattivi e ci volessero infelici, ma perché conoscevano solo quelli, che avrebbero potuto fare?
Abbiamo avuto genitori infelici che ci hanno trasmesso il modo di essere infelici. Questo non vuol dire colpevolizzare i nostri genitori. Loro dicono: ”io ho vissuto così, vivendo così vi ho fatto crescere, studiare, vi ho dato una casa, va bene così”.
I genitori sembra che non siano interessati a sapere se sei felice ti chiedono: “come vai a scuola? Hai bisogno di una camicia? Ti servono i soldi per uscire con gli amici? ….”
Quante volte ci hanno chiesto: “sei felice?”.
È una domanda pericolosa, c’è chi non solo non lo chiede, ma fa addirittura la considerazione opposta: “Con la vita che fai, le persone che frequenti, non puoi essere felice!” neanche lo chiedono, lo danno per scontato.
Non ci liberiamo di questi meccanismi finché non ce ne facciamo una risata e smettiamo di voler cambiare i meccanismi dei nostri genitori.
Quelli sono i loro meccanismi e va bene così.
Tenete presente poi che se glieli cambiate, vi assumete la responsabilità di dover sostenere il loro cambiamento.
Se Gesù diceva: “non si può mettere del vino nuovo in otri vecchi” c’era un motivo, non perché non volesse dare il messaggio a persone che ormai erano chiuse in una struttura estremamente rigida, ma perché era inutile, addirittura poteva far loro del male. E lui che era il Messia diceva: “vino nuovo in otri nuovi”.
Tutti noi siamo costantemente alla ricerca di un equilibrio e, così, i nostri genitori anziani.
Sono 80 anni che mia madre cerca un equilibrio non glielo posso alterare, ha fatto una fatica per, comunque, continuare a vivere o sopravvivere, chi sono io per sconvolgerle la vita se lei non me lo chiede?
Fondamentalmente i genitori non credono di poter imparare dai figli, io a mio figlio posso insegnare tante cose, ma posso insegnare tante cose soprattutto nella pratica della vita, ad esempio, come si prepara un piatto di pasta.
Se lo osservo e osservo come instaura le sue relazioni posso imparare tantissimo da lui. Se ammetto questo ho una grande occasione in più per imparare, perché la vita mi ha dato questa opportunità, di avere un figlio nel momento in cui ho questa consapevolezza e l’umiltà di dire: “posso imparare da un bambino di 8 anni”.
Questa è una grande ricchezza, un grande dono ed è uno scambio, lui insegna delle cose a me e io insegno delle cose a lui. Certo, a lui mancano alcune nozioni pratiche, più passa il tempo più potrò insegnare solo quelle.
Lui mi insegna le cose importanti, lui nasce oggi, nasce con una evoluzione superiore alla mia, sta più avanti già dal momento in cui è nato.
Le energie che girano oggi sono diverse da quelle di 60 anni fa quando sono nato io.
Lui nasce che ha già risolto dei nodi sui quali io ho dovuto lavorare, sta a me non riannodarlo.
Quello che loro vengono ad insegnarci è un modo gioioso, curioso, di accogliere la vita, sempre pronti ad apprendere, a scoprire il nuovo con pochissimi schemi mentali.
È il percorso che io cerco di fare insieme a voi.
Noi sappiamo che se ogni cosa che facciamo la facciamo con gioia, con il cuore leggero, ci riesce meglio, il lavoro, i rapporti con gli altri, le amicizie, tutto ci riesce meglio.
Noi qui facciamo terapie, se riusciamo a mettere la gioia del cuore nelle terapie che facciamo, le nostre terapie diventano “miracolose”. Diventano un dono di allegria, pace, serenità.
Noi desideriamo sentirci amati, ma quello che veramente fa stare bene è amare, se ami veramente, senza possesso, senza gelosia, quello che succede dall’altra parte non ti interessa.

Domanda di E.: “Questo succede nella misura in cui sei corrisposto?”
No, non c’entra niente, l’essere corrisposto appartiene al tuo ego.
Quello di cui parlavo è l’amore totale dove non c’è il desiderio che venga ricambiato, è un dono che si fa con la gioia di farlo, quello che ti ritorna, ti ritorna da cento parti diverse, non è un problema. Come l’amore che diamo ai nostri figli.

Considerazione di F.: “Però ci vuole tanto lavoro”
Si, ma la ricompensa è enorme.
Noi facciamo tanti lavori che ci danno ricompense molto meno importanti. Perché, andare tutti i giorni in ufficio non è pesante?

Considerazione di E.: “Il lavoro più importante è quello che facciamo su noi stessi”.
Si, ma è quello che facciamo meno di tutti. Lavorando su te stesso, lavori per un obbiettivo grande, che è il più grande al quale puoi aspirare nella tua vita e che, soprattutto, non farà, poi, dipendere la tua felicità dagli altri. Veramente, allora, puoi passare attraverso tutto e rimanere incontaminato.

Qui scopriamo, poi, un’altra cosa meravigliosa che è il gioco di cominciare a sperimentare le energie.
Se volete, potete inventarvi dei giochi bellissimi, vi dico cose che potrebbero sembrare anche stupide ma che, vi assicuro, non lo sono. Potrete cominciare a percepire le energie di un albero, quello è il primo passo, avete fatto una cosa semplicissima, avete dato una connotazione ad una percezione che hanno tutti quelli che passano davanti a un albero ma che di solito non capiscono, voi cominciate a comprenderla, a capire che ciò che vi viene da quell’albero è diverso da quello che vi viene dall’altro, ognuno ha un linguaggio diverso, come le persone, come gli animali. Poi, ti puoi scegliere un albero che può diventare il tuo confidente, quello con cui ti senti più affine, perché non tutti sono uguali. Puoi iniziare una storia d’amore con un albero, ci puoi anche giocare, ti fai una pallina di energia e la scambi con l’albero, ci giochi a ping pong, senti che ti rimanda l’energia caricata della sua e ritorna nel tuo solare.

Potete inventarvi tanti giochi, entrare in un rapporto con la natura, con l’albero o con un sasso del tutto speciale e che è tutto vostro. Scoprite che quello che non si vede è molto di più di quello che si vede e a volte anche più importante. Poi comincerete a sentire il suono di ciò che non si vede e l’odore di ciò che non si ode. Arrivano queste percezioni in più che vanno oltre i sensi fisici, scoprite che esiste tanto mondo e quando qualcuno vi parlerà di gnomi e di fate forse comincerete a credere che esistono e a parlarci.
Vi accorgerete che dentro l’albero con cui avete cominciato a giocare, abita uno gnomo che può diventare vostro amico. Ci parlate e vi dice un sacco di cose che voi sapete e che non pensate neanche che siano importanti, oppure le sapete ma sono offuscate da tante altre cose che vi hanno detto essere quelle importanti nella vita.
Lo gnomo sa quali sono quelle veramente importanti e ve le comunica allora passate in questo modo del tempo che vi dà molto di più che stare con una donna o un uomo gelosi.
Scoprite che l’albero non è geloso se vi rivolgete ad un altro albero, anche se amate dieci alberi contemporaneamente.
Non ci limitiamo a vivere soltanto quello che ci hanno insegnato che va vissuto, liberiamo la nostra creatività, la nostra fantasia, cominciamo a seguire le nostre percezioni, scopriamo un mondo che è pronto a riempirci di doni che sono proprio quelli giusti per noi, non come quelli che, a volte, ci fanno a Natale, non è un’altra cravatta, è quello che veramente ci manca.
Quello che veramente ci manca è quello che ci arricchisce.
Ti sentivi povero perché ti mancava quell’elemento essenziale. Nel momento che sei “veramente ricco” ti accorgi che l’invidia, la gelosia, la possessività scompaiono perché la tua vita è appagante, allora tutto quello che apparteneva all’inganno, immediatamente si dissolve e sei in grado di amare in maniera totale.
Questo non è un sogno, non è una favola, è la realtà, è che spesso preferiamo vivere un incubo.

scritto da: Carlo Renzi

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