Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Fare terapia alla terra

ottobre3


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Energia in movimento – Fare terapia alla terra

Io tempo fa dissi: “vorrei cercare di capire come funziona energeticamente la terra”.
Ma non andandolo a leggere su Internet, sui libri, trovare un mio metodo, un modo per individuare i centri energetici della terra.
Come facciamo noi di solito, facendo proprio le nostre verifiche, e non fidandoci di quello che hanno fatto gli altri che ci può servire come spunto, come riflessione, però poi lo andiamo a verificare.
Questa è una cosa che mi ero ripromesso, non so da che parte cominciare però è una di quelle cose che prima o poi farò.
Poi che facciamo? Terapia alla terra? A quel punto il discorso diventa parecchio impegnativo.
La terra può essere considerata alla stregua di un nostro paziente, come i nostri pazienti lamentano alcuni tipi di malattie, di fastidi, di dolori, la terra soffre per la guerra, per le ingiustizie e per tutto quello che deriva dalla guerra, dalle ingiustizie, la fame, la povertà, lo sfruttamento, la schiavitù.
Questi sono i mali della terra.
Diventare terapeuta della terra potrebbe essere una cosa sicuramente interessante, sicuramente utile, sicuramente impegnativa.
Parlare del rapporto con i pazienti è abbastanza semplice, abbiamo tutti o quasi tutti parecchia esperienza, io ho circa trent’anni di esperienza di rapporto con i pazienti come pranoterapeuta.
Quando fate terapia cercate di non coinvolgervi con le problematiche del paziente, con le angosce dei vostri pazienti, nello stesso tempo però non vi attaccate al risultato, tirate fuori da voi quello che spontaneamente viene fuori, date il meglio che sapete dare in quel momento e non preoccupatevi di altro.

Questa è la linea che noi cerchiamo di seguire, abbiamo sperimentato come l’eccessivo coinvolgimento con il paziente possa bloccare la nostra energia, possa essere di ostacolo alla terapia, abbiamo sperimentato anche come attaccarci al risultato possa essere un ostacolo, e come in tutto questo, il nostro ego, possa essere il nemico numero uno.

Se noi ci mettiamo a curare la terra, l’umanità, il mondo, coinvolgendoci con i drammi e raffrontiamo quello che vorremmo fare con la terra, con il mondo, con l’umanità, a quello che facciamo con il paziente, i conti non tornano.

C’è un concetto particolare, un concetto strano che è quello dell’equidistanza, cioè non sto né dalla parte dell’ingiustizia, né dalla parte della giustizia, ma non sto neanche in mezzo. Sto in quel punto equidistante come il centro di un cerchio, dove comunque c’è stabilità, come l’occhio di un ciclone, quel centro che fa girare la ruota, e quel centro è equidistante dalla circonferenza.
Questo è il discorso della verità che sta nel mezzo, cioè la verità non sta nel mezzo tra la giustizia e l’ingiustizia, non è un po’ di giustizia e un po’ di ingiustizia, è un altro concetto che per noi che siamo così legati alla materialità delle cose è complicato da cogliere, però è quel punto nel quale non c’è contrasto, e nel momento in cui non c’è contrasto tra la giustizia e l’ingiustizia, io posso dare il meglio di me.
Questo è un discorso assurdo per chi vive nel mondo del peso, delle misure, del giudizio, della contrapposizione  come viviamo noi nella maggior parte del nostro tempo.

Oltretutto siamo nel centro, quel centro che è un punto, ma un punto è qualcosa di evanescente, qualcosa che non esiste, il punto è un concetto, qualcosa di astratto, però non nello stesso tempo esiste, e allora come facciamo a stare in una dimensione che esiste e non esiste? Come possiamo esistere e non insistere allo stesso momento?
La realtà è che noi possiamo vivere in più dimensioni, possiamo esistere nella materia e stare in un’altra dimensione, dove l’ingiustizia non crea angoscia, la giustizia non è un nostro obiettivo, ma dove possiamo manovrare le energie perché le cose vadano secondo la natura, secondo le leggi universali che non sono né giuste né ingiuste, né belle né brutte, esistono e basta.
Comunque tutto tende all’equilibrio.
Noi lo vediamo quando lavoriamo sui chakra, mettere in equilibrio un chakra non è complicato, lo abbiamo detto spesso e lo abbiamo sperimentato spesso, una persona che è in equilibrio attrae e fa si che gli altri vadano nel loro equilibrio, e quindi tutto tende all’equilibrio, al benessere, alla situazione migliore.
Tutti aspirano alla situazione migliore, magari illudendosi che questa sia un qualcosa che poi non è, però questa è la tendenza dell’universo, di tendere all’equilibrio.
Nel momento in cui noi ci sganciamo dall’angoscia dell’ingiustizia, dal desiderio della giustizia, dal volere raggiungere un obiettivo, che sono tutte cose legate alla materia anche se le applichiamo a un ideale, anche se le applichiamo a qualcosa di bellissimo, nel momento in cui riusciamo a sganciarci da tutto questo, siamo in quel centro, in quel punto che fa girare tutto.
Questo nelle nostre terapie lo sperimentiamo, noi sperimentiamo questa situazione in cui riusciamo a sganciarci da tutto, dal giudizio, dal volere ottenere un risultato e dall’ego che ci spinge a far vedere quanto siamo bravi, noi in terapia sperimentiamo che possiamo sganciarci da tutto questo,  in quel momento riusciamo a muovere le cose nel migliore dei modi e tutto come per magia, ma non è magia, come per miracolo, ma non è miracolo, va verso l’equilibrio.

Quando parliamo di libertà, di giustizia, di pace, riuscire ad essere quel centro dal quale possiamo muovere le energie in modo tale che le cose vadano come devono andare non come noi vogliamo che vadano.
Anche con il nostro paziente noi facciamo in modo di togliere tutti gli ostacoli perché le cose possono andare come è giusto che vadano, come è nell’ordine naturale delle cose. Se non ci stanno andando è perché ci sono dei blocchi.
Le stesse cose avvengono a livello dell’umanità, quello che avviene nella mia stanza, nel mio studio con il mio paziente, e siamo due persone rispetto al miliardi che formano l’umanità, quello che avviene fra noi avviene con gli stessi meccanismi per tutta l’umanità e per tutto il mondo.
Noi possiamo anche essere terapeuti della terra, senza muoverci di qua.
Però senza odiare l’ingiustizia e desiderare la giustizia, questo è il modo comune con il quale si cercano di perseguire gli obiettivi.
Cerchiamo di stare in quel punto, in quell’attimo, in quel centro dal quale possiamo canalizzare quel tipo di energia perché, le cose, possano andare come devono andare.

scritto da: Carlo Renzi

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