Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Il dono

settembre21

Il donare, a volte, è una grossa difficoltà. Non sempre sappiamo in che modo porsi nel rapporto con il donare. C’è chi dona qualche piccola cosa, in previsione di un futuro bisogno, e accumula per l’eventuale bisogno.
Tutti noi, in una certa misura, ragioniamo in questo modo probabilmente.


Chi è in questo atteggiamento, spesso non è nel bisogno, ma è come se lo fosse, non è realmente nel bisogno però vive nel bisogno, i beni che possiede non gli servono per uscire dall’angoscia del bisogno, il suo donare non è un donare vero ma è un trattenere, è più quello che trattiene che quello che dona.
Questa sera, sono andato a dare un’occhiata al mio orto e sono tornato con una cesta di ortaggi, domani tornerò all’orto ed avrò altre cose da raccogliere. L’orto dona, ma dona per un suo movimento naturale, se la pianta delle zucchine frenasse questa sua funzione, morirebbe.
Dona per vivere, il meccanismo che è nella pianta delle zucchine, è lo stesso che è in noi. Il nostro donare in effetti, è un essere testimoni di quello che è il movimento della vita, cioè noi siamo un passaggio, funzioniamo da passaggio di certe cose che vengono poi irradiate e donate. Questo è il meccanismo naturale, più blocchiamo questo meccanismo, più ci allontaniamo dalla vita e ci avviciniamo alla morte.
Nella misura in cui riusciamo a donare in maniera naturale, in noi fluisce la vita, quando tratteniamo inizia la malattia.
Il dono è di varia natura, esiste il dono materiale, esiste il dono spirituale, esiste quello, che poi è quello che noi facciamo, di essere canali di questa energia che è il prana, e questa è un’altra forma del donare. Poi c’è chi dice “io vorrei donare ma solo a chi lo merita, a chi poi utilizza nel modo giusto le cose che io dono”, mi sembra che le piante dell’orto non si preoccupino di questo, mettono in atto un meccanismo naturale. Allora lasciamo andare anche noi quelli che sono i meccanismi naturali, ma questo perché così facendo ci avviciniamo a quella che è la nostra vera natura, questo ci fa vivere secondo quella che è la nostra vera vibrazione, ci fa essere in armonia con quello che ci circonda, ci fa stare meglio in salute, ci fa essere più felici, ci fa stare in un contatto più bello con la realtà che ci circonda, anche se poi lo scopo del donare, nella situazione ottimale, non è né quello di provare gioia nel donare, né quello di ricevere gratitudine, né quello di mettere in atto una virtù o cercare una virtù, cioè di fare una vita virtuosa.
Se ci sganciamo da tutti questi meccanismi, c’è il donare libero, c’è il donare che fluisce spontaneamente da noi e c’è il ritorno della gioia, c’è il ritorno di amore, c’è tutto un ritorno che ci ripaga enormemente.
Il nostro modo di dare, a volte, non è proprio completamente sano, poi ci meravigliamo che dall’altra parte non ci venga la giusta riconoscenza! Consideriamo che noi abbiamo una natura superiore e una natura inferiore, e questo lo avvertiamo dentro di noi.
C’è una parte di noi che ricerca la spiritualità, che ricerca l’amore, una parte di noi che comunque è attaccata ai beni materiali, che comunque cerca di accumulare, si preoccupa di quello che mangerà domani, o comunque, se non in questi termini, si preoccupa di avere dei mezzi di sussistenza, di crearsi delle sicurezze.
A volte capita, che la nostra natura inferiore e la nostra natura superiore, litighino.
Di solito, quello che noi facciamo per l’altro, lo rivolgiamo alla sua natura inferiore, aiutiamo a trovare lavoro, prestiamo dei soldi, diamo da mangiare a chi ne ha bisogno, il nostro rapporto con il dare all’altro, è a questo livello, cioè va a nutrire la natura inferiore.
La natura inferiore per sua natura è ingrata, nel momento che facciamo qualcosa come atto d’amore o diamo qualcosa a un livello spirituale, l’altro ci è grato per tutta la vita, ma non perché noi dobbiamo andare a cercare questa cosa o lo facciamo per questa cosa. Osserviamo questi meccanismi, nel momento in cui diamo alla natura superiore dell’altro, ci viene qualcosa di meraviglioso in cambio, non gli abbiamo né dato da mangiare, né dato soldi, né un vestito, gli abbiamo dato amore, comprensione o, con la nostra vita, gli abbiamo mostrato un percorso spirituale, queste persone ci saranno grate per tutta la vita. Torno a dire, non dico questo perché con questi meccanismi dobbiamo andare a cercare la gratitudine delle persone, ma perché scattano questi tipi di meccanismi quando ci rivolgiamo alla natura superiore, questo ci può far comprendere tante cose e tanti atteggiamenti da parte degli altri. Dicevo il meccanismo del dare è un meccanismo insito nella nostra natura, più ce ne allontaniamo più non viviamo da esseri umani quali siamo, più ci allontaniamo da questi meccanismi e più andiamo verso situazioni che ci oscurano, che oscurano la nostra aura e che comunque richiamano su di noi delle energie scure, che non ci fanno per niente bene.
Nel fluire spontaneo, naturale, di queste cose c’è luce nella nostra aura, come spesso dico, il simile attira il simile, luce attirerà altra luce, l’oscurità attirerà altra oscurità, la luce si nutre di altra luce, l’oscurità di altra oscurità, per cui cominciamo ad osservare come ci poniamo in questa situazione, nel meccanismo del dare e anche nel meccanismo del ricevere.
Anche questo non è facile, spesso noi, di fronte ad un dono del quale non capiamo la motivazione, restiamo perplessi. “chissà perché mi vuole regalare questa cosa, chissà che avrà in mente, chissà poi che vuole”, accettare il dono è il primo passo nella via dell’iniziazione, quello che si insegnava agli iniziati quando iniziavano un percorso esoterico era accettare il dono, e non crediate che sia cosa facile, accettare un dono che non richiede niente in cambio, altro discorso chiaro però, non accettare doni che comportino degli obblighi.
Molto spesso facciamo la seconda cosa, accettiamo dei doni che comportino degli obblighi, non accettiamo dei doni disinteressati perché temiamo che chissà quali cose si nascondino dietro.
Impariamo allora anche il meccanismo del ricevere, e quello che noi facciamo con la pratica della pranoterapia è un dare e un ricevere.
Anche qui voi date a chi vi chiede, a chi viene da voi a dire “ho bisogno di essere aiutato”, però certe volte mettiamo in atto anche quello che richiama la comprensione dell’altro, e cerchiamo di capire quanto, magari, l’altro, possa avere difficoltà a chiedere, e cerchiamo anche di aiutarlo a chiedere, anche se imparare a chiedere è un bel passo nella scala della propria evoluzione.
Riconoscere di essere in una situazione tale da dover chiedere aiuto, vuol dire affrontare il nostro orgoglio.
Vedete quanto, nel meccanismo del dare, del ricevere, del chiedere, ci siano tante sfaccettature e tante occasioni di crescita e di entrare anche in comunicazione, quanto più possibile piena, con l’altro.

 

scritto da: Carlo Renzi

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