Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Il nostro talismano

settembre18

Tutti noi sappiamo o pensiamo di sapere cosa sia un talismano.
Per talismano si intende un portafortuna, qualcosa che ci protegga, qualcosa che serva a farci andare bene una certa cosa.

I talismani sappiamo che vengono costruiti, preparati, energizzati in vari modi, a volte, nella mentalità di alcuni, dovrebbero servire a sostituire l’impegno personale per raggiungere un determinato fine, ci si attacca a queste cose, a questi talismani.
L’origine di questo termine viene dal greco, dalla parola TELESMA e Ermete Trismegisto, il tre volte grandissimo, già nel III sec. a. C. usava questa parola, telesma, per definire la “forza forte di tutte le forze”, che letteralmente è un assurdo, che vuol dire la “forza forte di tutte le forze”? cerchiamo di capirne il senso, voleva indicare la forza più forte che ci potesse essere.
Lui la definiva figlia che ha come padre il sole, come madre la luna, che è vissuta nel ventre del vento ed è alimentata dalla terra. In una parola tutto questo viene anche definito “PRANA”.
Quindi noi che cosa abbiamo nelle mani? Questo grande talismano che è il prana!
Un talismano che ha il potere di guarire, di rigenerare dalle piante agli animali a noi, esseri umani, abbiamo questa grande forza, non abbiamo bisogno di altri talismani, di amuleti, di oggetti a cui attaccarci se sappiamo utilizzare bene questa grande ricchezza che abbiamo, propria, tra le mani.
Noi che facciamo pranoterapia usiamo molto le mani, e la mano, le cinque dita sono correlate al n° 5, il pentacolo che è un grosso simbolo esoterico, nel 5 c’è la saggezza, la giustizia, c’è l’amore, la bontà, la verità, queste sono le caratteristiche della divinità che portano l’essere umano alla realizzazione, all’illuminazione in un percorso attraverso la pratica di queste virtù. Il 5 è il numero della gioia, della realizzazione, come ricordate nella Pentecoste. La Pentecoste è legata al numero cinque, quindi cinquanta giorni dopo Pasqua, i periodi che si susseguono fino a Pasqua sono di quaranta giorni, rappresentano il tempo dell’attesa, i cinquanta giorni rappresentano la realizzazione, la gioia, il compimento di qualcosa che si stava preparando, e noi abbiamo tutto questo nella nostra mano.
La mano di Dio sono i vari maestri, il Cristo, il Buddha, Ermete Trismegisto, Mosè, i santi di ogni religione, i grossi personaggi spirituali che sono santi su questa terra, sono la mano di Dio nel senso che consentono alla divinità di agire nel mondo materiale.
Oggi in questo percorso che facciamo stiamo cercando di diventare canali sempre più puri di questa grande energia che può fare cose meravigliose.
Nelle nostre mani abbiamo altresì uno strumento di conoscenza. Ciò che facciamo qui tutte le sere è andare a sentire come si muovono le energie intorno ai nostri pazienti.
Conoscere significa entrare dentro e farsi penetrare. In che modo si conosce? In che modo io conosco, ad esempio, un suono? Se lo faccio entrare nel mio orecchio, così conosco un odore, così conosco un sapore, i bambini mettono tutto in bocca perché questo è il loro modo di conoscere, si fanno proprio penetrare dall’oggetto per conoscerlo meglio, quindi conoscenza è questa capacità di farsi penetrare dalle vibrazioni che ci circondano e nello stesso tempo di avvolgerle.
L’orecchio si fa penetrare e nello stesso tempo avvolge il suono, abbiamo quindi questa capacità che è maschile e femminile, cioè la capacità emissiva maschile e la capacità recettiva femminile, ci alterniamo in queste due fasi, così, appunto, quando operiamo come pranoterapeuti andiamo a sentire il campo energetico dell’altro e quindi, in pratica, andiamo ad entrare dentro il campo energetico, nello stesso tempo ci facciamo avvolgere.
Successivamente ci facciamo penetrare ed avvolgere, stiamo in ascolto, e in questo meccanismo avviene qualcosa di meraviglioso nel senso che senza accorgercene – di queste cose ci accorge in tempi lunghi – noi cominciamo a sviluppare e mettere in armonia la nostra parte maschile e femminile, ciò è essenziale, è essenziale non negare nessuna delle nostre parti, sviluppare a tutti i livelli tutti i nostri chakra a livello di tutti i nostri tipi di sensazioni, così è importante far pace, mettere in armonia la nostra parte maschile e femminile per arrivare a conoscere.
Fra noi e la conoscenza c’è un solo grosso ostacolo, la paura, non esiste altro, se andiamo ad esaminare le situazioni, non esiste altro che la paura a impedirci di conoscere, non esiste altro che la nostra mente razionale che rifiuta certe cose perché ha paura di dire, di affermare, di farci rendere coscienti che in questo momento, mentre vi parlo, stiamo vedendo intorno ai corpi fisici di tutti noi dei colori, delle vibrazioni. Io sono sicuro che tutti le vediamo ma pochi hanno la percezione di questo, la nostra mente razionale fa presto a dire: ” non hai visto niente”.
Dobbiamo quindi far pace con tutte queste situazioni, imbrigliare la nostre mente perché ci obbedisca, e questo è un percorso che si può fare, sono cose che si possono imparare.
Comunque molte cose si possono imparare, molte più di quanto pensiamo di poter imparare.
Alcuni di voi, forse, qualche anno fa, non pensavano che la pranoterapia si potesse imparare, si possono imparare tante cose, a volte vi racconto di cose che fa Giulio, che non ha neanche due anni, io, in fin dei conti, non vi sto insegnando niente, vi sto soltanto dando degli spunti per ricordare quello che voi già avete fatto, già sapete fare, che avete come bagaglio vostro, personale. Questo è quello che dico durante i corsi che facciamo, fin dal primo livello, non posso insegnarvi la pranoterapia, posso solo cercare di spostare appena la vostra mente su un punto di vista tale da farvi vedere la realtà in maniera un poco diversa, non ci vuole molto, basta una piccola angolatura e cominciare a prendere coscienza di certe percezioni.
Dirlo sembra semplice, certe volte non lo è perché proprio la paura ci impedisce di andare oltre certi schemi quando non sappiamo cosa c’è al di là.
Allora questi incontri che facciamo servono anche a rassicurarvi sul fatto che c’è qualcuno che è andato già un po’ al di là e sta benissimo, cioè, non succede niente, o meglio, succede molto, ma non succede niente di brutto, succedono cose molto belle.

 

 

scritto da: Carlo Renzi

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