Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Insegnare con amore

ottobre3

Il mio pensiero cambia, ma non rinnego niente di quello che ho detto negli anni perché l’ho detto in assoluta sincerità, però se la mia visione delle cose a distanza anche di tre mesi, sei mesi, un anno è diversa la espongo in maniera diversa. Questo non vuol dire che quello che ho detto l’abbia detto con superficialità o non l’avessi sperimentato, perché esiste lo sperimentare, ma esiste anche il modo di interpretare quello che si vive e si sperimenta.
In questo caso io trasferisco a voi la mia esperienza, come sono in grado di trasmetterla.


Considerate che non è sempre semplice trasformare in insegnamento e comunicare quello che spesso è istintivo e fare in modo che anche per voi diventi istintivo superando l’inganno della mente.
Andando avanti nel mio personale percorso la mente cerco di metterla sempre più da parte o almeno utilizzarla la per quello che mi serve e non farmene utilizzare. Allora sperando di avere con l’andar del tempo una visione delle cose sempre più chiara e più aderente alla realtà anche il trasferire l’esperienza diventa più aderente a quello che è realmente l’esperienza. Il mio insegnamento l’ho basato sempre in gran parte sulla mia esperienza, certo poi anche i libri che ho letto e le cose lette sui libri che ho voluto sperimentare, però vi porto il mio percorso, la mia vita di pranoterapeuta unita all’insegnamento che ho ricevuto dalle persone che in questi anni si sono accompagnate a me, insegnamento che costantemente ricevo partecipando al gruppo con voi, tutto questo lo trasferisco nell’insegnamento che per questo motivo è in continuo cambiamento ed evoluzione. La mia difficoltà è stata quella di essere stato solo all’inizio di questo percorso, di non avere avuto nessuno con cui confrontarmi, però è stata anche la mia fortuna perché nel tempo mi sono trovato a strutturare un insegnamento che in gran parte ho inventato io, non ho debiti di riconoscenza verso insegnanti, maestri o tradizioni che non posso trasgredire.
Io me stesso lo trasgrediscono quando mi pare, mi do il permesso da solo, non devo andare da qualcuno a dire che le cose le vedo diversamente e cercare di modificare un insegnamento o una tradizione, nel caso mio tutto questo non esiste.
Lo spirito è sempre quello di portare ciò che sperimento in maniera quanto più possibile vicino alla realtà. Comunque, alla base di quello che si insegna, secondo me c’è innanzitutto l’amore di chi insegna per quello che sta insegnando.
Se io non amassi la pranoterapia non potrei farvela amare, o amare le persone che si affidano a noi per l’insegnamento. Quello che traspare principalmente dalle parole dei maestri, al di là delle parole stesse quello che si percepisce è l’amore, non parlo di me, parlo dei maestri che possono essere Gesù, Yogananda, Buddha, Gandhi. Il denominatore comune è l’amore, espresso ognuno secondo la propria cultura e la propria epoca, amore che poi si è manifestato in parole, rituali, insegnamenti, apparentemente diversi ma che avevano la stessa sostanza.
Quando si riesce a far questo tutto diventa semplice, perché si va a cogliere quello che è l’essenza e l’aspirazione di ognuno di noi: amare quello che si fa.
Quando chi insegna, insegna per mestiere, si annoia a fare quello che fa, si percepisce e dall’altra parte diventa faticoso apprendere, invece chi si appassiona a ciò che insegna trasmette questa passione, questo entusiasmo, la voglia di imparare di più, di trasmettere ad altri, perché in tutto quello che facciamo ci vuole alla base una sostanza, una materia forte che illumina tutto. Questa materia è l’amore, una volta che c’è possiamo insegnare qualsiasi cosa, possiamo fare qualsiasi tipo di discorso e i frutti arrivano per noi e per gli altri.
Nel momento in cui l’insegnamento diventa un sentirsi superiore agli altri, una ricerca di potere, soldi, prestigio, tutto diventa più faticoso molto meno gratificante.
Io sono uno che a parole gratifica poco perché non vi vengo a dire: – quanto sei bravo-, o faccio complimenti, non è nel mio carattere, ma sinceramente voi da questo percorso che stiamo facendo insieme di gratificazioni, soddisfazioni, appagamenti, ne avete. Quello che posso dirvi io potrebbe avere poco senso è una cosa del momento: – Carlo mi ha detto che sono stata brava-, ma finisce lì, mentre quello che voi siete, che riuscite a portare, che rende la vostra vita appagante, quello lo avete sempre con voi 24 ore su 24. Questo è l’aspetto importante di quello che facciamo, non è tanto il complimento.
C’è chi è più espansivo e chi meno, ma credo che questo non sia fondamentale se le cose si fanno come dicevo prima con una sostanza vera, forte, che è quella dell’amore.
Comunque sia va tutto bene e le soddisfazioni arrivano e arriva anche il giusto rapporto con quelle cose che a volte mi vengono chieste, i soldi, lo scambio, ma quando noi mettiamo amore in quello che facciamo anche il discorso dei soldi cambia totalmente aspetto e diventa estremamente più semplice nel momento in cui, in coscienza, nella serenità interiore, siamo certi che non lo stiamo facendo approfittando del bisogno dell’altro, allora proporre e accettare uno scambio diventa una logica conseguenza.
Tutto deve avere uno scorrere fluido, nel momento in cui vediamo che qualcosa s’intoppa riflettiamo un momento su noi stessi, cosa abbiamo messo in mezzo che ha fatto bloccare l’ingranaggio? Il nostro ego, la nostra voglia di sentirci bravi, di avere un ringraziamento, il voler avere potere sull’altro? Sono tantissime le trappole. Se si inceppa questo meccanismo che fa girare tutto bene è perché s’è inserito quel granellino che ha fatto inceppare l’ingranaggio, dobbiamo trovarlo e ripulirlo. Questo è l’insegnamento per noi nel momento in cui si sembra che dall’altro non sia venuto il giusto ringraziamento, la giusta considerazione di ciò che abbiamo fatto, andiamo a vedere che cosa veramente ci ha infastidito, che cosa andavamo cercando, perché quando agisco con apertura totale, amore totale, non m’interessa quello che succede dall’altra parte e godo di quello che succede dentro di me, poi la realtà dell’altro è la realtà dell’altro.
Ognuno ha un modo di esprimere la gratitudine, a volte sembra un’espressione un poco inadeguata per quello che abbiamo fatto. Dico questo perché nel corso degli anni ho vissuto queste cose, le ho viste vivere da altri del gruppo, poi però tutto passa e rimane un grosso insegnamento per noi nel momento in cui riusciamo a superare tutti questi intoppi, questi sassolini che si mettono negli ingranaggi
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scritto da: Carlo Renzi

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