Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

La gioia

ottobre21

Sul canale YouTube di Energia in movimento: La gioia

… qualcosa da dire la trovo sempre.

Un attimo fa riflettevo su un fatto, quando noi ci incontriamo qui siamo tutti allegri, sorridenti, anche perché siamo così nella maggior parte della nostra giornata, non è che qui stiamo facendo una finta, anche perché io, alcuni di voi, li conosco da un po’ di tempo, e so come sono cambiate le loro vite e quello che esprimono qui è veramente la loro vita.
Certo stando qui ci si rilassa, si sta bene insieme, si può esprimere se stessi in maniera molto libera, tutto questo fa bene, però il seme che viene gettato e che pian piano viene su e cresce è una cosa stranamente ormai rara, è una parola che oltretutto si sente pure poco: la gioia.

È un mistero la gioia, cominciamo a considerare che la maggior parte dell’umanità vive addirittura la spiritualità senza gioia. Questa è una cosa assurda.
La spiritualità dovrebbe essere il massimo della felicità, della gioia, dell’allegria, della bellezza di stare insieme, invece proprio lì, nella maggior parte dei casi, non c’è gioia.
Addirittura noi riusciamo a vivere un Dio noiosissimo, e da lì, poi, tutto quello che è meno della spiritualità, perché già l’amore è un tantinello sotto la spiritualità, l’amore senza gioia, le emozioni senza gioia, e poi la vita diventa una cosa piatta, senza senso, diventa un fare le cose automaticamente, una appresso all’altra, poi arrivare alla sera e andare a dormire.

A volte sento dire da amici: “Domani è sabato, non vado a lavorare, dormo”. Dormi? Domani è un giorno di festa approfitta, fai le cose che ti piacciono, che non puoi fare durante gli altri giorni perché devi lavorare. Dormire non è una cosa brutta, anzi fa bene dormire ma che sia una aspirazione mi fa pensare che ci sia qualcosa che non funziona. Io direi: “Mi alzo un’ora prima per fare cose che non posso fare quando ho impegni lavorativi”. In questo momento della mia vita non ho più impegni lavorativi preordinati, ho degli impegni che gestisco a mio piacimento, però, quando li avevo, aspettavo il sabato e la domenica ma per fare delle cose che mi potevano dare soddisfazione, leggere, passeggiare, correre ma non dormire.

Questo discorso della gioia è fondamentale nella vita degli esseri umani, ma probabilmente nell’azione o nel contatto con gli altri non c’è gioia altrimenti io mi alzerei un’ora prima, la mattina, per andare a provare questa gioia di passeggiare, di stare al contatto con la natura, di incontrare gente, non dormire!
Il fatto che non ci sia gioia in tanti aspetti della nostra vita e della vita delle persone che osserviamo, è spesso qualcosa di molto evidente.
Si sente dire: “Come si può provare gioia in questa situazione?” Provare gioia, essere felici, è indipendente dalle situazioni perché se io sono felice o provo gioia perché ho vinto una somma di denaro, quella gioia è collegata alla somma di denaro che ho vinto, una volta finito il denaro sono di nuovo infelice, quella non è felicità, non è gioia, non è allegria, quello è un identificarsi, in quel caso, con il denaro e in qualsiasi situazione io mi identifico, mi sto dando una fregatura perché comincio ad attaccarmi all’oggetto con il quale mi identifico, allora ho paura di perderlo, ho paura che non mi dia quello che spero mi possa dare, e poi comunque è effimero, è soggetto al logoramento, qualsiasi cosa sia, e questa è la realtà della maggior parte dell’umanità.
Si impegnano energie, tempo, denaro per accumulare cose che dopo poco tempo non hanno più senso e noi sappiamo di non possedere, sappiamo che è la casa che possiede noi, sappiamo che è la mia automobile che mi possiede, perché sono io che devo accudirla, sono io che devo sistemare la mia casa, sono io che devo spendere soldi per la mia casa e per la mia automobile. Non sono io che la possiedo è lei che possiede me.
Noi stiamo vivendo una vita al contrario e questo dipende da quanto ci identifichiamo con le cose, da quanto la nostra gioia sia legata a qualcosa di materiale. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non riusciamo a pensare la vita in maniera trascendente, anche nel momento in cui parliamo della trascendenza. Anche quando parliamo di spiritualità ne parliamo in maniera materiale perché non sappiamo scollegarci dalla materia. Non si riesce a concepire la felicità o la gioia, sganciate dalla materia, quando realmente è così.

Nel momento in cui io sono felice, sono nella gioia, e non so perché, non sono pazzo, ho sbloccato un meccanismo, ho sbloccato qualcosa, mi sono distaccato dal collegare la gioia col fatto che ci sia qualcuno che mi ama, possiedo una bella macchina, una bella casa, sono riuscito a scollegare la felicità da tutto questo. Allora veramente queste cose arrivano, ma finché le collego a qualcosa è un lavoro inutile, una fatica continua, una delusione continua e allora nella vita non c’è gioia, nella spiritualità non c’è gioia perché anche quello è un lavoro.
L’essere umano è riuscito a far diventare la spiritualità un lavoro, qualcosa di meritocratico, qualcosa che: “Devo essere bravo, devo raggiungere degli obiettivi”, la spiritualità e un altro lavoro.

Spesso non si riesce a cambiare i meccanismi, lo stesso meccanismo che utilizzo nel campo del lavoro, l’utilizzo in famiglia, lo utilizzo per quelle che chiamo “le cose oltre, le cose trascendenti, le cose spirituali”. Una volta che riusciamo a cambiare i meccanismi, li cambiamo nel nostro lavoro, nei rapporti in famiglia, nella spiritualità.
Allora la gioia può essere là dove prima non riuscivamo a trovarla.

Tutte queste cose, anche la libertà, stanno lì, da qualche parte e ci aspettano, non le dobbiamo rincorrere, sono loro che ci aspettano, la felicità ci sta aspettando, la gioia ci sta aspettando, non facciamole aspettare troppo, non è che si stufano di aspettare, ma è meglio per noi non farle aspettare.
Ci stanno ad aspettare, facciamoci vedere: “Grazie, sono arrivato, continuiamo da questo momento in poi a vivere questa vita insieme”.
Questo rende più facile tutto rende più facili i nostri rapporti, cambia le persone che ci stanno intorno e noi ce ne accorgiamo quando incontriamo una persona che ci appare felice, soddisfatta della propria vita. Ce ne accorgiamo perché ci trasmette qualcosa di molto bello.
Noi siamo anche dei terapeuti, ma un terapeuta che non vive la vita con gioia, non può trasmettere molto ai propri pazienti.
Per questo io dico, quello che facciamo qui è prima di tutto un percorso con noi stessi, un percorso che facciamo noi per noi, un percorso verso il nostro equilibrio, la nostra pace interiore, il nostro appagamento nella vita, la nostra gioia e la nostra felicità.

Dopo di che fare terapia è qualcosa di estremamente semplice, nel momento in cui abbiamo fatto terapia a noi stessi, abbiamo rimosso i blocchi che ci impediscono di essere felici, blocchi che ci impediscono di vivere la vita con gioia perché non sono altro che dei blocchi, delle forme pensiero, dei modi di pensare che ci sono stati trasmessi. Abbiamo nelle orecchie e nella nostra mente le parole dei nostri genitori, dei nostri nonni che ci hanno detto che la vita è sacrificio, che la vita è dolore.

La vita è un punto di vista, spostiamo il nostro punto di vista. Cominciamo a dire che la vita è gioia, trasmettiamo questo ai nostri pazienti e ai nostri figli, cominciamo a dire che la vita è serenità, pace, armonia. D’altra parte, se per una certa parte della mia vita ho creduto a certe cose, a chi mi diceva che la vita è sofferenza, sacrificio, che la vita è lavoro, se ho creduto a quello che era falso, perché non credere all’opposto, anche se fosse falso?

Ho verificato che quello che mi hanno detto è falso, almeno vivrei un falso che mi fa bene e poi può darsi pure che questa volta è vero e allora mi gioco questa carta. Comincio a vedere la vita da altro punto di vista e probabilmente stavolta vinco, molti anni fa stavo perdendo, stavo perdendo la vita, questo è successo due volte nella mia vita, dopo di che ho deciso di vedere tutto da un altro punto di vista, è tutto lì, cambiare il punto di vista. Dopo di che cambia anche la realtà, non che io mi illudo di vedere quello che non c’è, sposto di poco la mia visuale e le cose cambiano perché ho scoperto di avere il potere di far cambiare le cose, di modificare la realtà intorno a me dopo aver modificato quella dentro di me e quindi ho scoperto un potere e l’utilizzo.
Lo sto utilizzando, lo sto dicendo a voi, noi abbiamo il potere di cambiare la nostra vita, di renderla felice, gioiosa, piena, appagante, degna di essere vissuta.

scritto da: Carlo Renzi

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