Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

La scienza del gorilla

novembre9

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Energia in movimento –  La scienza del gorilla

 Chi ha inventato il punto deve essere uno simile a quello che ha inventato lo zero … avete paura che ricomincio con lo zero eh!

Uno inventa il punto è poi dice che non esiste, cioè è astratto, non ha dimensione. Ma che capoccia ci vuole per inventare una cosa del genere?
Esiste ma non esiste e poi fa esistere tante cose.
– La geometria euclidea dice che il punto è un pensiero primitivo, è qualcosa che esiste dentro di noi –
Il punto è un elemento esoterico, geniale. A chi ha inventato il punto e lo zero dovrebbero dare il Nobel alla memoria.
Come fai a dare un nome a qualcosa così evanescente, che non vedi, come lo zero e come il punto, e poi da questo nascono tante cose che in realtà poi esistono, sono utilissime, però tutto nasce da lì. Certe cose, veramente, sono una sensazione, sono una vibrazione, dalla vibrazione nasce il tutto.
 Oggi parlavo con Silvia di una cosa che c’entra con la vibrazione, non c’entra con il punto o con lo zero. Parlavo di alcuni gorilla che per curare la malaria, prima si mangiano una pianta e poi l’argilla e curano la malaria in questo modo. Alcuni scienziati hanno scoperto, cioè, lo hanno scoperto i gorilla e la scienza non ha fatto altro che scoprire che quando l’argilla viene a contatto con questa pianta si realizza una reazione chimica che produce una sostanza che cura la malaria.

Quindi, addirittura, questi gorilla non solo hanno intuito che qualcosa gli poteva far bene, ma che due cose insieme, abbinate, potevano essere efficaci.

In questo stanno molto oltre la scienza, perché poi la scienza si è chiesta “come mai avviene questa cosa?” osservando il comportamento dei gorilla che ci sono arrivati prima.
Ma come ci arrivano? Certo con l’intuito, l’intuizione, l’istinto e tutte queste cose che si dicono e diciamo degli animali ma, sicuramente, almeno dal mio punto di vista, percepiscono la vibrazione dell’argilla e la vibrazione della pianta, della quale adesso non mi ricordo il nome, e cogliendo la vibrazione capiscono che quelle due vibrazioni, messe insieme, possono riportare alla normalità la loro vibrazione che si è alterata per la malaria.
Credo che alla radice ci sia questo, questa sensibilità che hanno gli animali, quello che noi chiamiamo istinto di riuscire ad autocurarsi.

Gli animali che vivono con noi hanno poca possibilità, perché non hanno una giungla a disposizione, una prateria o una grossa quantità di erbe delle quali nutrirsi o utilizzare per star bene, per cui poi finiscono per essere curati da noi, in una maniera che si distacca dal modo naturale con il quale, istintivamente, vorrebbero curarsi.
Penso, che se lo può fare un cane, un gatto, un gorilla, sicuramente posso farlo anche io, sicuramente da qualche parte di me c’è questa conoscenza, c’è questa capacità di percepire le vibrazioni in questo modo.

Noi, in una certa misura, facciamo questo quando parliamo di radioestesia, cioè quando usiamo il pendolo.
Alcuni di voi ancora non sono stati educati a questo però sicuramente ne avete sentito parlare o forse, qualcuno, anche se non lo ha ricevuto da me, pratica la radioestesia, non è qualcosa che ho inventato io.
Tramite la radioestesia, appunto l’uso del pendolo, noi riusciamo a mettere in evidenza delle vibrazioni, ma delle vibrazioni non nel senso della vibrazione del pendolo, a percepire delle vibrazioni che arrivano, nel caso nostro, dal campo energetico del paziente e dare un significato a queste vibrazioni.

Allo stesso modo, lo dico nel mio corso, possiamo percepire la vibrazione di un alimento e renderci conto se siamo più o meno intolleranti, possiamo farlo per noi e per il nostro paziente. Possiamo abbinare dei rimedi fitoterapici, delle erbe al paziente. Possiamo abbinare dei minerali, e questo, usando il tramite di questo strumentino che non è altro che un trucco per entrare in contatto con la nostra capacità di percepire le vibrazioni.

Questo è quello che fanno i gorilla senza usare il pendolo, perché il gorilla non conosce la radiestesia.
Poi magari un giorno troveranno un gorilla che sta usando il pendolo … però loro non lo usano perché non gli serve, loro arrivano ad avere questa conoscenza per un fatto naturale e tutto questo, in noi, da secoli, da millenni, è stato inibito.

Stiamo andando, lo sappiamo, sempre di più verso una società tecnologica, ma anche le terapie, anche le arti terapeutiche stanno andando sempre più verso la tecnologia.

Non parliamo soltanto della medicina tradizionale che si affida quasi esclusivamente agli strumenti e non più alla capacità dell’essere umano, medico, di recepire dal paziente la patologia. Una volta, in medicina, si parlava di occhio clinico, ormai nessuno sa più cosa sia, tranne rari casi, ci si affida sempre di più ai macchinari.
Sapete che c’è questa tendenza ad affidarsi ai macchinari anche per quanto riguarda le terapie energetiche, è una cosa che io veramente detesto, studiare dei macchinari che possano fare quello che stiamo imparando a fare in pranoterapia senza usare macchinari.

C’è lo strumento che fotografa l’aura, quelle sono delle cose per me assurde, terribili, perché tutti noi possiamo arrivare a vedere l’aura ed interpretarla, ma se ci mettiamo di mezzo uno strumento non ci arriviamo più perché ci affidiamo allo strumento.
Tutti noi possiamo percepire oltre quelli che sono i nostri cinque sensi, così come li conosciamo, ma se ci affidiamo agli strumenti, questo non avverrà mai.
Quindi il percorso nostro e diventare come i gorilla, come un gatto, come un cane, come un cavallo e riscoprire quella sensibilità, quella capacità di percepire oltre che per questi animali, soprattutto quando vivono in libertà, è naturale, va a finire che per noi esseri umani, la parola naturale, perderà di significato perché sempre meno atti, sempre meno cose che facciamo sono “naturali”.

Qui stiamo cercando di fare un cammino a ritroso, di riscoprire la nostra naturalità, di tornare ad essere dei primitivi in questo senso, di tornare a scoprire un rapporto con l’erba, con la pianta, con la natura, con tutto il creato che sia terapeutico per noi, e da noi verso il creato, cioè una sinergia, uno scambio di potere curativo, uno scambio di benefici che noi possiamo avere con il creato.
Ma questo possiamo farlo soltanto quando facciamo una vita naturale.
La parola “naturale” affascina sempre di più perché è praticata sempre di meno, altrimenti non esisterebbe neanche come concetto, se noi vivessimo proprio in maniera naturale, non avremmo bisogno di definirlo.

Io a volte dico con Silvia (che è molto più giovane di me, e di un’altra epoca) o con Giulio, quando io ero bambino il biologico non esisteva, chi aveva mai sentito parlare di biologico? Non aveva senso, era tutto biologico.
Quando si è cominciato a parlare del biologico è perché si stava coltivando in maniera innaturale, in maniera non biologica, ma prima non aveva senso parlarne, c’era quello e basta, ed era tutto biologico.
C’era la mela col verme, quando si trovava il verme si diceva: “se ci vive bene lui non farà sicuramente male”. Dopo di che le mele col verme venivano buttate via dalla generazione successiva: “c’è il verme, che schifo!”

Nel momento in cui noi ridiventiamo naturali, tanto più riusciamo a percepire l’aura, riusciamo a percepire l’universo ma in maniera molto semplice, quando la percezione è semplice, immediata, li stiamo nella vibrazione della natura, e parlo della vibrazione che ci arriva, in questo caso, dal nostro paziente.

Ogni tanto, qui dentro, è bene parlare di pranoterapia, è questo che facciamo, sennò sembra che faccio discorsi che non c’entrano niente, ma per me la pranoterapia comprende talmente tutto che qualsiasi discorso c’entra.
A volte non è così chiaro per tutti, come tutto possa rientrarci, nel senso che, comunque, tutto è energia, che comunque tutto è un rapporto con l’energia e con la vibrazione dell’energia, che la vera conoscenza sta proprio lì, nel percepire la vibrazione che mi arriva dall’oggetto, che mi arriva dalla pianta, che mi arriva dalla persona.
Quello è il livello della vera conoscenza, tutto il resto sono sovrapposizioni mentali, allora i gorilla o altri animali che non hanno le queste sovrapposizioni mentali, mangiano la pianta, mangiano l’argilla e guariscono, non si stanno a preoccupare di altro.
I gorilla dicono: “adesso la confezioniamo e la vendiamo agli umani che non capiscono niente e ci facciamo un business!”
Per fortuna ancora i gorilla non pensano così, sennò potrebbero anche mettere su un’industria farmaceutica naturale, ci vendono i rimedi,  noi li ringraziamo perché non siamo capaci, andrebbe a finire così.
Nelle nostre terapie ce ne rendiamo conto, quanto più siamo semplici, quanto più ci lasciamo andare al flusso dell’energia, tanto più entriamo in quel canale che è quello proprio dell’energia che fluisce naturalmente, tanto più siamo, innanzitutto, felici, cioè stiamo bene, perché nel momento in cui io sto facendo terapia e mi accorgo che sto bene, che qualcosa è scattato dentro di me, che mi ha portato in una dimensione diversa dove sto veramente bene, in quel momento sia io che il mio paziente stiamo nel flusso naturale dell’energia e avvengono delle cose meravigliose.

 

scritto da: Carlo Renzi

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