Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Lasciamoci condurre dalla vita

novembre21

Ho soggiornato 5 giorni a spese dello stato, non in galera, ma sempre a spese dello stato,sono stato in ospedale.
Mi sono reso conto che la vita ti porta dove non vuoi andare, però, in quel momento, ci devi andare.
Sono cose strane, che ancora non riesco a capire bene, però so che avvengono.

Io sarei voluto stare da tutt’altra parte, oltretutto mai avrei pensato di andare all’ospedale Villa San Pietro, è stato il mio medico che mi ha detto di andare lì, vedrai, ti fanno entrare subito, sono arrivato al pronto soccorso alle 17 e in reparto alle 2 di notte, alla faccia del “subito”.
Però, la cosa interessante è stata che il mio vicino di letto era uno chef, che oltretutto aveva frequentato per parecchi anni un gruppo di guarigione.
Abbiamo parlato di cucina, di chakra, di energia, di pranoterapia.

D :”Allora eri nel posto giusto”
E’ questo che sto dicendo, la vita ti porta nel posto giusto.

Un giorno è successo questo: A pranzo io mangiavo minestrina e lui pollo arrosto con patate.
Ha mangiato un quarto di pollo arrosto dopo 5 giorni che non mangiava e gli si è messo sullo stomaco, non andava ne giù ne su, soffriva, poveraccio, diceva: “Datemi qualche cosa per digerire”, ma le infermiere dicevano:”Senza l’ordine del medico non possiamo darle niente”, e lui: “Datemi almeno il bicarbonato” e loro: “ Non possiamo”.
A quel punto ho deciso di fargli terapia
Ero bloccato dalla flebo, gli ho detto:” Non mi posso nemmeno alzare, però ti guardo, tu stai tranquillo.
Ad un certo punto ha cominciato a dire: “ Sento una cosa che mi svuota andando in giù”, poi mi dice: “ Tranquillo, io queste cose le conosco”
Dopo 6/7 minuti stava meglio.
Passano 5 minuti e servono la cena, lui cena.
Il prosciutto che aveva appena mangiato, però, evidentemente, litiga col pollo che stava cercando di essere digerito e lui ricomincia a lamentarsi.
A quel punto ho fatto in modo che vomitasse tutto e abbiamo risolto.
Finito il combattimento mi confida che per 15 anni aveva frequentato un gruppo di guarigione, poi la persona che lo guidava era morta ed ora erano 10 anni che non faceva più niente.
Però, mi disse, adesso che ho incontrato te voglio ricominciare, appena potrò essere autonomo vengo.

Questo per dire che la vita, a volte, ci porta proprio dove non pensavamo, anzi, non volevamo, andare.
Io non volevo andare in ospedale, poi proprio in quello, oltretutto in un reparto che non era il mio, perchè l’unico posto disponibile era in ortopedia.

Mentre ero lì pensavo: “Appena torno a casa faccio i tagliolini al limone”.
Arrivato a casa, faccio i tagliolini, poi mi accorgo che non avevo neanche un limone, ero sicuro di averne tre prima del ricovero, evidentemente ricordavo male.
Non ci sono i limoni, adesso che faccio?
Mi rendo conto che come avviene in cucina avviene nella vita, quando manca un ingrediente devi creare!
Ti manca un ingrediente che ritieni essenziale, che fai? O rinunci o ti inventi qualcosa.
M’ero inventato qualcosa che per Silvia era eccessivo e me l’ha bocciata, a volte i creativi sono degli incompresi!
Ho ripiegato su qualcosa di più semplice.
Questo episodio mi ha portato a riflettere sul fatto che se manca un ingrediente devi tirar fuori la creatività.
Se tutto andasse sempre liscio non avremmo bisogno di inventarci niente, ci si atrofizzerebbe il cervello, ma anche la nostra interiorità.
La sensazione che manchi sempre qualcosa non è rara, che manchi sempre qualcosa alla nostra felicità, che manchi sempre qualcosa al nostro modo di amare ecc…
Questo “mancare sempre qualcosa” è l’elemento che ci stimola a essere creativi, a ricercare,a stravolgere gli schemi, se ti manca il limone non puoi fare i tagliolini al limone, la ricetta la devi buttare.
A quel punto hai l’occasione per fare qualcosa di nuovo, senza nessuno schema, senza nessuno che ti abbia preceduto in quella cosa.
Ci rendiamo conto se siamo o no capaci.
Se non rinunciamo ci rendiamo conto che siamo capaci.
Nel momento in cui ci troviamo di fronte a una prova, sicuramente abbiamo i mezzi per superarla.
Il segreto è sempre lo stesso: Crederci.
Nel momento in cui ci crediamo qualcosa di buono riusciamo a realizzare.
Probabilmente riusciamo a fare anche qualcosa di nuovo.
Se non facessimo mai niente di nuovo noi e l’umanità resteremmo al punto in cui siamo.
Io ringrazio le tradizioni, ringrazio chi mi ha preceduto, la storia, la storia della mia famiglia, però quello che voglio conservare è la tradizione spirituale, la tradizione dei sentimenti, la tradizione più profonda, non la materialità della tradizione che è legata alle epoche, alle latitudini, a tante cose che devono necessariamente cambiare giorno per giorno.
L’importante è conservare quello che c’è di forte, di potente, il nocciolo, il cuore della tradizione.
Spesso l’errore è legarsi alla forma della tradizione perdendone la sostanza.
Nel momento in cui perdiamo la sostanza, la forma diventa un ostacolo, perchè spesso non è attuale, è fuori luogo, non serve a nessuno.
Allora conserviamo la sostanza della tradizione mutandone continuamente la forma in rapporto a quelle che sono le condizioni che mutano in continuazione.

Quando ci manca qualcosa e riusciamo, comunque a trovare una soluzione è un momento molto appagante, in qualunque situazione, anche quella banalissima di cucinare un piatto di pasta.
Perchè vi dico: “Qualsiasi tipo di terapia vi si proponga affrontatela, non abbiate timore, siete in grado di farlo, inventate, siate creativi”.
Pensate che vi manchi qualcosa perchè io di quella particolare terapia non vi ho parlato?
Io non riesco a dirvi tutto.
Essere creativi vuol dire arricchire il vostro percorso e quello di noi tutti.
Che noia fare sempre le stesse cose con gli stessi ingredienti.
Per questo vi dico: “ Non vi copiate, non copiate me, esprimete la vostra creatività,siate sempre nuovi, portate a tutti qualcosa di nuovo”.
Tornando al discorso fatto all’inizio, quest’esperienza, la vita che ti porta dove non vorresti andare, in fondo, per me, è stata rassicurante.
Se, improvvisamente, dovessi trovarmi in una situazione che non conosco, che non mi piace, che non vorrei, molto probabilmente può esserci qualcosa di grande e bello per me se ci entro dentro e me la vivo.
Dovunque la vita mi possa portare, probabilmente è un luogo più bello di quello che penso che sia.

scritto da: Carlo Renzi

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