Energia in Movimento
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Libertà

settembre19

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A volte mi prendo delle piccole libertà, di non prendere abitudini, di non preparare le cose, come sapete, perché tanto il momento prima è diverso dal momento dopo, allora quello che penso nel pomeriggio potrebbe essere cambiato la sera, potrei aver cambiato pensiero o atteggiamento mentale.
I nostri atteggiamenti mentali cambiano in continuazione ma noi ce ne accorgiamo nei tempi lunghi non ce ne accorgiamo nel breve periodo, di quanto e come stiamo cambiando.
Più siamo liberi e più il cambiamento è rapido.
Bella parola la libertà, ma cos’è?
Io penso che la libertà sia qualcosa che ci appartenga per nascita, per diritto, comunque l’abbiamo.

E’ come se, una mattina, ci svegliassimo, però restassimo con gli occhi chiusi e andassimo in giro a cercare il giorno. Quando si fa giorno? Chi mi ha rubato il giorno?
Andiamo in giro a chiedere alla gente dov’è il giorno? Ma lo chiediamo a chi ha agli occhi più chiusi dei nostri e non riesce a vedere la luce.
Questo succede perché stiamo con gli occhi chiusi, finché arriva qualcuno che ti bussa sulla spalla e ti dice di aprire gli occhi.
Apri gli occhi e ti accorgi del giorno, ti accorgi di essere libero.
Ma come, io per tutta la vita ho cercato questa cosa e ce l’ho sempre avuta?
La vita è fatta così. I doni che noi abbiamo per nascita, per diritto, sono talmente evidenti, talmente gratuiti che non ce ne accorgiamo perché pensiamo sempre di doverci conquistare tutto, di dover lottare per tutto, mentre la libertà è qualcosa che noi abbiamo, che possediamo tutti da sempre e senza la quale non riusciremmo neanche a pensare, noi crediamo di pensare, ma se non siamo liberi non pensiamo, sembra paradossale ma di solito quello che noi chiamiamo pensiero è un modo di reagire agli eventi, è qualcosa che non costruisce niente, soltanto reagisce ad un evento e quello non è pensare.
Pensare è qualcosa di creativo, di costruttivo, esiste solo se c’è la libertà, esiste solo se sono sganciato da tutto quello che già conosco, da tutto quello che mi hanno inculcato, dalle abitudini e allora posso veramente pensare.
Pensare nel senso di portare qualcosa di nuovo, noi restiamo affascinati dai pensieri liberi, ogni tanto ci capita di leggere delle cose e di restare affascinati da qualcuno che riesce ad esprimere in maniera semplice  quello che anche noi sentiamo, è tutto lì, allora perché noi non eravamo riusciti ad esprimerlo?
Perché lui ha trovato un momento di libertà e lo ha comunicato, noi questo momento di libertà non lo avevamo trovato quindi non eravamo riusciti ad esprimere quello che veramente sentivamo, e se non c’è libertà non c’è neanche creatività, se non c’è libertà non possiamo fare altro che ripetere le cose già viste, già conosciute, già fatte perché non abbiamo la libertà di uscire dai canoni, non ce la concediamo, non riusciamo neanche a fare delle buone terapie senza la libertà.

Senza la libertà noi non ci permettiamo di pensare noi stessi onnipotenti.
Ma onnipotente è Dio? Noi pensiamo così quando non siamo liberi, quando siamo liberi noi pensiamo di essere onnipotenti. Io dico delle cose che sembrano strane, ma se noi non pensiamo di essere onnipotenti, che terapie facciamo?
È chiaro che il discorso di essere onnipotenti va capito.
Ci hanno detto che Dio è onnipotente. Noi pensiamo che chi è onnipotente può fare tutto, certo ma può fare tutto nell’ambito delle leggi che lui stesso ha stabilito e che è il primo ad osservare, che sono le leggi naturali.
Nell’ambito delle leggi naturali, noi siamo onnipotenti, ma dobbiamo avere la libertà per concepire questo, per accettare questo nostro pensiero senza pensare di essere presuntuosi, senza pensare di essere blasfemi, senza pensare di offendere Dio, perché esistono tanti discorsi strani nella mente degli esseri umani.
Quando abbiamo la coscienza della nostra onnipotenza, niente ci è impossibile purché rientri nell’ordine del creato, ma quando siamo veramente liberi l’ordine del creato riusciamo a percepirlo, le leggi vere del creato, che non sono quelle che hanno scritto gli uomini, le leggi che regolano tutto, nella libertà noi riusciamo a coglierle, a starci dentro e utilizzarle per il bene nostro e per il bene degli altri, per la nostra felicità, perché se non siamo liberi non siamo neanche felici.

La libertà è quella cosa che non dobbiamo fare niente per averla.
Se noi passiamo tutta la vita a cercare qualcosa che già abbiamo non la troveremo mai.
La cerchiamo sempre da qualche altra parte, ogni cosa che io faccio per andare in qualsiasi luogo che non sia me stesso, mi allontano da me, dalla libertà, dalla felicità.
L’unico luogo, l’unico viaggio importante da fare è dentro me stesso, ma qui torniamo al discorso che per fare questo bisogna essere liberi.
Bisogna essere liberi di accogliere tutto quello che è il nostro vero essere senza giudizio, senza paragonarlo a niente, senza contrapporlo a niente, come esseri assoluti perfetti, e questa è libertà.
Nel momento in cui facciamo questo il nostro livello di coscienza si eleva, la nostra percezione della realtà cambia totalmente, e anche la nostra percezione dell’altro, perché permettiamo all’altro di essere libero e lo aiutiamo ad aprire gli occhi, a scoprire che libero e chi è onnipotente e che a questo punto può decidere della propria vita, non aspettare che qualcun altro lo faccia per lui mettendolo in una gabbia.
È chiaro che le gabbie che ci hanno costruito intorno ci fanno pensare di non essere liberi, mentre invece lo siamo e nel momento in cui abbiamo questa coscienza, le prigioni, le gabbie, scompaiono.

Alcune volte io vado alla ricerca del significato delle parole, perché spesso nel significato  e nella radice delle parole c’è il senso di quello che veramente si vuole esprimere.
La parola cattivo, che deriva dal latino “captivus”, la cattività è la prigionia.
Il cattivo è uno che non è libero, è un prigioniero, quindi vedete come la libertà e la cattività siano proprio gli estremi, chi non è libero diventa cattivo, chi è libero sta dalla parte opposta dell’essere cattivo, e in questa situazione diventa un saggio, diventa un maestro nella sua quotidianità, trova il suo maestro interiore, riesce a fare cose nella maniera più semplice e più giusta.
Questo accade dopo aver fatto un passo che, una volta fatto, porta delle conseguenze meravigliose.

Io faccio dei discorsi che a volte non sembrano strettamente inerenti alla pranoterapia e a quello che faremo tra poco, ma non esiste l’essere terapeuti senza un percorso interiore vero.
Percorso interiore che ci porti verso quello che vi sto dicendo sulla libertà e la creatività.
Da questo ce ne accorgiamo quanto siamo liberi, da come pensiamo, e come noi pensiamo, come noi vediamo la realtà riusciamo a trasformarla facendo un cambiamento anche della materia.
Questo lo vediamo in terapia, quando noi facciamo un lavoro a livello energetico, il campo energetico reagisce molto rapidamente, facciamo un lavoro sul chakra, un chakra spostato, un chakra deformato si rimette nel suo assetto giusto, questo non vuol dire che il paziente in quel momento sia guarito, questa trasformazione energetica dovrà diventare qualcosa di concreto nel suo corpo, nella sua mente, nella sua interiorità, quindi quello che facciamo a livello energetico diventa qualcosa che cambia la sua vita nella realtà, non è che cambia solo il modo di vedere la propria vita, nel tempo cambia anche la sua vita.
Questo è un aspetto importantissimo, nell’immediato riusciamo a vedere i nostri drammi con un maggiore distacco e una maggiore serenità, nei tempi più lunghi mettiamo là dentro l’energia giusta  perché le cose realmente cambino , realmente la nostra vita diventi più leggera, più vivibile, più degna di essere vissuta, cominciando a cambiare l’atteggiamento mentale.
L’atteggiamento mentale lo cambio solamente se ho libertà di farlo, se mi concedo la libertà di farlo.
Nel momento in cui noi siamo terapeuti facciamo delle esperienze meravigliose, io dico per me ma poi ascolto le esperienze degli altri, facciamo esperienza di libertà di felicità di appagamento in quel momento della nostra vita, esperienza di unione, esperienza di spiritualità, di estasi cioè tutte quelle cose che molte persone cercano nella propria vita e non riescono a trovare, noi possiamo trovare tutto in una terapia.
Questo è l’aspetto meraviglioso di quello che faccio e di quello che sto cercando di realizzare con voi.
In quel momento si realizza veramente il nostro essere, che è un essere libero, un essere felice, un essere al quale piace vivere.
A te cosa piace? A me piace vivere. Che cosa può piacere di più che vivere come vivi?
Noi questo lo sperimentiamo nel momento della terapia, lo sperimentiamo insieme al nostro paziente che in quel momento capisce che si può vivere in maniera diversa, che esiste qualche altra cosa che può esistere la felicità se ne esiste un attimo, che può esistere l’unione se esiste un attimo di unione, insieme a noi sperimenta cose che non ha mai provato in tutta la sua vita, questa è la vera guarigione.

Un mio paziente veniva per un mal di schiena e dopo una serie di terapie il mal di schiena l’aveva di meno ma non gli interessava comunque più perché aveva trovato altre cose dentro di sé, mi diceva che non gli interessava più del mal di schiena.
Aveva trovato cose molto importanti nella propria vita per cui il mal di schiena diventava a quel punto una cosa assolutamente trascurabile.
Noi ci soffermiamo sulla nostra malattia, sui nostri dolori, sulle nostre invalidità nel momento in cui la nostra vita non è appagante, ma se la nostra vita è felice a volte neanche ce ne accorgiamo del dolore fisico, se noi viviamo in unione con gli altri, in unione con il creato, si, possiamo avere anche qualche male fisico, ma ha un’incidenza molto poco importante nella nostra vita e quello che noi facciamo in terapia è anche questo, aiutare i nostri pazienti a cambiare quello che si chiama lo stato d’animo.
In genere escono dalla terapia che sorridono, se sono entrati che piangevano, escono con una speranza, avendo compreso che hanno delle possibilità, che la vita gli propone tante cose che non pensavano neanche esistessero, questo è, come la penso io, essere veramente terapeuti, altrimenti va benissimo anche far passare i dolori, va benissimo far passare un mal di testa o una sciatica, è bellissimo, però quello per me è soltanto il primo passo, è soltanto un’esperienza che ci fa prendere coscienza che esiste qualche altra cosa, che noi abbiamo delle possibilità che non pensavamo di avere ma è soltanto il primo passo, è soltanto il punto di partenza di un percorso che, non so in quante vite, ci porterà ad essere dei guaritori spirituali.
Noi non siamo, almeno io, non mi sento in questo momento un guaritore spirituale.
Purtroppo molte forme di guarigione che vengono pubblicizzate, vengono spacciate per  tecniche di guarigione spirituale, sicuramente queste persone non sanno neanche cosa voglia dire guarigione spirituale e spacciano quello che fanno per guarigione spirituale, ma assolutamente non ci siamo.
Fermo restando che a volte noi riusciamo ad entrare in una vibrazione tale da arrivare a degli altissimi livelli con il nostro paziente e ottenere delle guarigioni immediate, istantanee, da patologie che il paziente si portava avanti da anni, questo succede quando io sono talmente libero che non penso di avere confini, non penso di avere dei limiti, non penso che possa esistere una patologia che non possa affrontare con successo, questo è anche un modo di essere liberi, e non è assolutamente presunzione.
Tutto questo nell’ambito, sempre, di quelle che sono le leggi naturali di quello che sono il destino e la realtà del nostro paziente, in quell’ambito noi siamo onnipotenti, ricordiamocelo sempre quando siamo davanti al nostro paziente.

scritto da: Carlo Renzi

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