Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Ozio

settembre23



Nel nostro Centro facciamo qualcosa che da un certo punto di vista ha le caratteristiche dell’ozio.
L’ozio è inteso in un senso un po’ particolare. Si dice: “l’ozio è il padre dei vizi”, io nei momenti di ozio non mi sono preso nessun vizio però, comunque, c’è un certo atteggiamento nei confronti del NON fare qualcosa che sia produttivo in termini economici o qualcosa di simile.

È come se fosse perdere del tempo per fare cose che non abbiano poi un fine soprattutto dal punto di vista economico o dell’immagine o di qualche altra cosa simile.
Quello che io penso invece è che proprio in questi momenti si riesce a tirar fuori il meglio di noi stessi, cioè nei momenti in cui non c’è nessun altro fine che proprio il piacere di fare cose che ci piacciono, farle nel modo in cui ci piace, in un ambente, in una situazione in cui nessuno giudica l’altro o nessuno dovrebbe giudicare l’altro, in una situazione, per così dire, protetta, in cui in genere tutto quello che viene è bene accetto. In questo modo si può riuscire a tirar fuori quello che di solito non si riesce ad “esprimere” non “esprimere” a parole ma “esprimere” proprio con gli atteggiamenti, con l’atteggiamento di pensiero perché quello che secondo me inquina più di ogni altra cosa sono i pensieri e non i gas emessi dalle automobili o dagli impianti di riscaldamento o cose del genere, ci fa stare male lo spandere intorno a noi certi tipi di forme pensiero e il fatto di acchiapparsi certi tipi di forme pensiero. Per cui succede che le nostre aure si ingrigiscono, perdono luminosità e con l’andar del tempo questo genera la malattia. Allora nei momenti in cui ci liberiamo per qualche ora da tutti quelli che sono certi tipi di obblighi che spesso gli altri ci hanno buttato addosso, riusciamo a purificare le nostre auree cioè a renderle nuovamente limpide e splendenti. Questo è qualcosa che con il tempo produce benessere, ci protegge dalle malattie, ci fa ammalare di meno, ci fa stare meglio con noi stessi e con gli altri, ci fa dormire meglio, avere una vita più appagante e ci attira le cose migliori per noi.
Il meccanismo è sempre lo stesso del simile che attira il simile, un’aura luminosa attirerà luce, un’aura oscura attirerà oscurità. Sappiamo bene come, quando entriamo nel meccanismo dei pensieri negativi, ci capitano cose che vanno sempre più a nutrire questi pensieri negativi.
Le cose accadono, ma accadono anche perché noi le facciamo accadere, perché il nostro atteggiamento ci attira certi tipi di energia che poi diventano l’incidente, la malattia, la disgrazia.
Un’aura luminosa attirerà tutto quello che è buono per noi, gli incontri giusti con le persone giuste, il libro giusto da leggere, i pensieri che ci fanno star bene, che ci fanno alzare la mattina con l’entusiasmo e la voglia di vivere una nuova giornata che può essere molto bella, molto ricca, molto generosa con noi. Allora, regaliamoci dei momenti di ozio creativo in cui ci teniamo questa possibilità di cercare di essere noi stessi perché il nostro percorso non è altro che un percorso volto verso noi stessi.
Non dobbiamo cercare qualche altra cosa se non noi stessi e tutti i problemi nascono dal voler essere qualche altra cosa.
Il più grosso motivo di stress è voler aderire a certi modelli, voler essere come gli altri vogliono che noi siamo. Questo viene ritenuto, non da me, in genere ritenuto dagli psicologi il più grosso motivo di stress.
In questa sede non c’è nessun modello al quale aderire, infatti, prima dicevo, questi incontri che facciamo, questo nostro modo di fare pranoterapia, ognuno se lo vive a modo proprio, ognuno ha delle proprie tecniche, ha un proprio approccio con i pazienti diverso uno dall’altro, è quello che ho sempre voluto fare, da sei anni che propongo questi incontri, è di lasciar libero ognuno di esprimere se stesso, la più ampia libertà possibile, allora succedono delle belle cose.
Come scuola noi proponiamo abbastanza poche tecniche, più che altro cerchiamo di dare dei concetti, dare degli atteggiamenti di fondo, di pensiero, l’atteggiamento negativo nei confronti, ad esempio, dell’ozio, esiste perché è la nostra mente che non vuole stare in ozio, la nostra mente che è la sede dei nostri pensieri, ma anche delle nostre angosce, delle nostre paure, dei nostri disagi, nel momento in cui le togliamo il pensiero è come se la uccidessimo, allora si ribella. Questo è il motivo principale per cui è difficile stare in meditazione, cioè stare nell’assenza di pensiero, stare nel vuoto dei pensieri la mente si ribella, però è proprio lì, è proprio in quelle situazioni che sta la vera conoscenza, nel momento in cui non ci sono più tante congetture, tante forme pensiero e tanti schemi mentali arriva quello che ci serve, cioè la vera conoscenza che è il sapere attimo per attimo quello che ci serve di sapere né un attimo prima, né un attimo dopo. Un attimo prima quella realtà non è quella, un attimo dopo non sarà più quella. Quindi “sapere nell’attimo in cui ci serve di sapere” e questo è un concetto che ci mette paura, noi vogliamo sapere prima, ma prima non possiamo sapere niente perché la realtà di un attimo dopo ci si presenterà diversa da qualsiasi realtà abbiamo potuto immaginare. Così succede quando ci prepariamo ad un incontro, “se mi dice questo, gli dico quello e così via”, poi è tutto diverso.
La nostra mente cerca sempre delle sicurezze, allora disabituare la mente a fare questo è un lavoro lungo, ma proprio perché è un lavoro lungo, prima o poi va cominciato, fino ad essere noi padroni della nostra mente, non permetterle di portarci dove vuole.
Torno al concetto che dicevo dell’ozio in questo senso, l’ozio nel senso dell’assenza di pensiero, per creare lo spazio per capire i messaggi giusti che in quel momento non ci accorgiamo che stanno arrivando, però poi rimangono dentro di noi, ci arriva un qualcosa che resta dentro di noi non filtrata dalla nostra mente e che viene fuori al momento giusto, quando ci serve.
Bisogna cercare questi momenti di assenza di pensiero, di vuoto mentale, per far entrare queste conoscenze.
È come per il concetto della meditazione, sono attimi, non si riesce a stare in questa condizione per cinque minuti, ci sembra un tempo breve, però cinque minuti di assenza di pensiero è un tempo enorme, in effetti, basta meno di un secondo perché si faccia lo spazio che fa si che comincino ad entrare dentro di noi dei messaggi che saranno il nostro vero tesoro, il nostro vero bagaglio e che al momento opportuno verranno fuori.

 

scritto da: Carlo Renzi

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