Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Pranoterapia e libertà

ottobre7


Quello che noi facciamo qui è pranoterapia, però premetto è la mia, la nostra pranoterapia, perché quando si dice pranoterapia siamo in un campo vastissimo, ognuno la interpreta come vuole, forse non c’è neanche chi ha ragione e chi ha torto o chi fa la cosa giusta o la cosa sbagliata, essendo una disciplina non codificata, proprio come concetto, non ha delle regole scritte.
Intorno alla pranoterapia si dicono tante cose, non è così strutturata come possono essere altre discipline terapeutiche, e ne conosciamo parecchie dove esistono dei testi comunemente accettati, dove esistono delle tecniche che tutti quelli che seguono una certa disciplina terapeutica mettono in atto, in pranoterapia non è così, il risvolto negativo è che ognuno che si sveglia la mattina può dire la sua, e c’è gente che gli va appresso e ci crede.

Questo può essere il risvolto negativo di una disciplina che non ha regole, il risvolto positivo è quello che facciamo noi qui, cioè una disciplina che non ha regole è una disciplina che può reinventare se stessa ogni giorno, può essere nuova ogni giorno, il mio insegnamento è mutevole, è sempre diverso, come cambio io cambia il mio insegnamento e non ho da fare riferimento a delle regole, non ho da trasgredire niente.

Non tradisco nessun insegnante perché nessuno mi ha trasmesso l’insegnamento che io propongo e da questo punto di vista io sono libero di modificarlo quando voglio e questo è qualcosa che somiglia molto alla libertà, dico somiglia perché probabilmente se ho sperimentato la libertà ho sperimentato dei piccoli momenti di libertà, perché il concetto di libertà non credo ancora di averlo vissuto, sto cercando di viverlo.
Libertà può voler dire la capacità di accogliere un’idea nuova anche se contrasta con tutte le idee che io avevo precedentemente però mi piace, mi affascina, la sento vibrare in armonia con me e allora l’accolgo, questa è libertà.
Non siamo nella libertà nel momento in cui venendo a contatto con l’idea nuova, che mi piace, un percorso che vorrei intraprendere, c’è qualcosa dentro di me che dice che non mi conviene, c’è il pericolo che poi mi criticano, potrei avere difficoltà a relazionarmi con le persone con le quali mi relaziono di solito, oppure che questo non appartiene alle mie tradizioni, alla mia famiglia, al mio modo di pensare.
Perché voglio intraprendere qualcosa di così diverso?
Questa è la voce interiore che sentiamo sempre quando ci si presenta qualcosa di diverso, libertà vuol dire mettere a tacere questa voce e dire no, mi piace, penso che sia qualcosa per me, per questo mio momento, faccio questa scelta.
Questo è scegliere il libertà.

Questo tipo di libertà io posso dire di averlo vissuto, ma non è una mia costante, non è una costante della mia vita però so cosa vuol dire e so la gioia che può dare nel momento in cui accolgo un’idea, uno stile di vita, un modo di essere che sento proprio preciso per come sono fatto io dentro, e poi quello che va bene per me non è detto che possa andar bene per tutti, è logico, però quello è il mio momento di libertà e le scelte che facciamo in libertà sono quelle che ci portano verso la felicità, ci portano verso la realizzazione di noi stessi, ci possono portare in paradiso, ci possono portare nell’estasi, ci possono portare nel godimento totale del creato.

Quando facciamo scelte in piena libertà, qualunque esse siano, se poi veniamo criticati non ce ne importa niente perché stiamo così bene che delle critiche neanche ce ne accorgiamo e non perdiamo tempo a difendere le nostre idee, le nostre posizioni.
Quando  mi metto a difendere un’idea è perché non sono io che ho quell’idea ma è l’idea sta possedendo me, altrimenti me la godo e basta, non mi interessa di difenderla e non mi interessa neanche di fare proseliti.
Non mi interessa che la mia idea venga diffusa nel mondo, però forse ci sarà qualcuno che vedendo il mio stato di benessere si incuriosisce e cerca di entrare in questo vortice di energia benefica.
Nel momento in cui ci mettiamo a difendere l’idea è come difendere un territorio, difendere qualcosa che pensiamo di possedere e che invece ci sta possedendo e non siamo più nella libertà.

Quello che si fa, almeno qui dentro, in pranoterapia, è proprio liberarci da tanti schemi, di liberarci da tante gabbie, di fare qualcosa che veramente sentiamo di fare.
Quello che noi facciamo lo facciamo per il piacere di farlo e finché abbiamo il piacere di farlo.
Io farò pranoterapia, curerò gli altri con la pranoterapia, insegnerò la pranoterapia finché avrò il piacere di farlo e avrò intorno gente che condivide il mio stesso piacere.
Questa è la mia principale ricompensa.
Nel momento in cui questo non dovesse più succedere mi metterò a fare altre cose che mi possano dare un analogo piacere e spero di trovarle ma non difenderò questa mia attività nel momento in cui non mi dovesse dare più la stessa gioia con lo stesso pagamento. Non ne parlerò più, non la insegnerò più, non avrebbe senso.
Questo è lo spirito con cui faccio questa cosa ed è lo stesso per coloro che si sono avvicinati a me nel corso di questi anni e praticano la pranoterapia.
Questo modo diventa prima di tutto una terapia per noi stessi, perché nel momento in cui io riesco a cogliere questi attimi di libertà, questo modo così libero di essere, io lo posso trasferire nella vita di tutti i giorni e cercare nelle attività di tutti i giorni un appagamento analogo perché noi non sappiamo quanto la nostra vita possa essere appagante finché non lo sperimentiamo, finché non usciamo dai soliti schemi, dai soliti schemi del dovere, del farlo per far piacere a qualcun altro, del farlo perché altrimenti qualcuno ci rimane male, sono delle trappole terribili, perché poi si mascherano da atteggiamenti positivi.
Il mio comportamento che fa del bene agli altri, fa stare bene anche gli altri, è quello mio vero cioè è quando esprimo veramente me stesso, non quando faccio delle cose per qualcun altro.

Più di una volta mi sono trovato a dire ai miei pazienti: “fammi un elenco delle cose che nella giornata fai per te e quelle che fai per accontentare gli altri”, ammesso che si riesca ad accontentare gli altri,cosa che di solito neanche succede, ci si dà da fare pensando che qualcun altro voglia certe cose da te, diventiamo complicatissimi, la nostra vita diventa complicatissima.
Nel momento in cui facciamo veramente quello che sentiamo vibrarci dentro positivamente, che è veramente la cosa giusta per noi, forse, in un primo momento, le persone che ci conoscono rimarranno spiazzate, ci criticheranno, ci prenderanno in giro però alla fine, ci cominceranno ad osservare con occhi diversi, cominceranno a notarci cambiati, più sorridenti, più in pace con noi stessi.
La serenità, quella che noi chiamiamo energeticamente la centratura, un’aura luminosa, attrae, noi lo sappiamo benissimo nella nostra vita, non c’è bisogno di essere pranoterapeuti per capire questo, noi siamo attratti dalle persone che emanano luce e siamo respinti dalle persone che emanano oscurità.

Noi qui facciamo un percorso che ci porta ad essere degli emanatori di luce, ma non perché siamo più bravi degli altri o chissà quanto siamo altruisti, è perché siamo veramente egoisti, perché vogliamo stare bene, e vogliamo stare bene nonostante tutto, nonostante quello che dicono di noi, nonostante che gli altri ci vorrebbero in un modo diverso, noi vogliamo stare bene e nel momento in cui riusciamo a fare questo siamo degli esseri in luce cioè emaniamo luce e la luce è guarigione.

Noi siamo pranoterapeuti nel senso stretto del termine, un’ora al giorno, due ore al giorno, non lo so dipende dalle terapie che facciamo, però 24 ore su 24 possiamo fare terapia a chiunque ci sta intorno espandendo luce, espandendo serenità, pace, amore.
Questo è l’aspetto vero, importante di quello che facciamo qui.
E questo a cominciare dalla nostra famiglia, dal nostro ambiente di lavoro, dalla nostra comunità, dalla nostra città, queste cose si estendono, se ci fossero tantissimi gruppi che fanno quello che facciamo noi, non perché siamo più bravi ma perché siamo più sanamente egoisti, questa luce si spanderebbe per tutta la terra con una rapidità incredibile e cambierebbe le cose, cambierebbe anche la materia, perché la vibrazione, l’energia, è qualcosa che la maggior parte delle persone non vedono, non toccano, poi si impara a vederla e a toccarla, però agisce sulla materia, modifica la materia, modifica il modo di pensare, modifica gli atteggiamenti delle persone e questo è quello che noi cerchiamo di fare al di là proprio del fatto pratico, stretto dell’essere pranoterapeuti che è soltanto un punto di partenza.

scritto da: Carlo Renzi

Email will not be published

Website example

Your Comment: