Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Pranoterapia

aprile1

Pranoterapia, un cammino spirituale

Il termine pranoterapia è parola composta da “prana” e “terapia”.

Prana è un termine sanscrito che significa forza, luce.
Questa è la definizione che possiamo trovare in qualsiasi buon vocabolario, ma credo che per molti sia poco soddisfacente.
Esaminiamo allora, un po’ più a fondo, il significato di “prana” e di “terapia”.
Prana, come abbiamo detto è forza, luce, se consideriamo questi termini nel loro significato spirituale, ci rendiamo immediatamente conto che entriamo in un argomento di enorme portata.
La luce, nella tradizione ebraica, cristiana e non solo, è il primo atto della creazione. “Sia la luce” e dalla luce tutto derivò.
La forza, o energia creatrice, ha un analogo significato.

In un unico concetto “prana” è l’energia che, assumendo forme diverse, ha dato origine all’universo.
È ciò che il Cristianesimo chiama Spirito Santo, che i cinesi chiamano Chi, è l’energia vitale, senza la quale nulla esisterebbe.
Quanto più si penetra la vera natura di questa energia, tanto più si è capaci di utilizzarla per il proprio e l’altrui bene.
Coloro che intraprendono un viaggio spirituale, gradualmente entrano in contatto sempre più intimo con tale energia, acquisendo la capacità di trarne i maggiori benefici, da qui le guarigioni, a volte, ritenute miracolose.
Mi spiego meglio: in un percorso in cui si riesca ad entrare sempre più in armonia con le piante, gli animali, gli esseri umani, in definitiva con tutto il creato, si finisce per comprendere le leggi che tutto regolano e per sapere come muoversi all’interno di esse. Non siamo qui per cambiare le leggi perfette che regolano l’universo, ma per capirle ed, armonizzandoci con loro, raggiungere la nostra realizzazione.
A questo punto il discorso può diventare di vastità enorme.
Questa energia sacra è donata a tutti in quantità infinita, ma pochi sono coloro che sanno farne buon uso.
La quasi totalità del genere umano, non comprendendola, finisce per accumularla, tenerla bloccata da qualche parte del proprio campo energetico e non permettendole di scorrere, crea le proprie malattie.
L’energia è sacra, è divina, ci viene donata per il nostro benessere fisico, mentale e spirituale, che si realizza solo se noi le permettiamo di agire, è l’elemento necessario perché qualunque cosa possa avvenire, qualunque cosa vuol dire, tutto ciò che accade nell’universo. Tutto è mosso dalla stessa energia.
Così, nel nostro ambito, è la stessa energia che mantiene lo stato di benessere, ma che può anche causare la malattia.
A questo punto interviene il pranoterapeuta, colui cioè, che è in grado di gestire questa energia.
Ora esaminiamo l’altra parte del termine pranoterapia, la “terapia”.
Per terapia possiamo intendere qualsiasi intervento, o insieme di interventi, che abbiano come fine la guarigione.
Per la medicina tradizionale il paziente si intende guarito quando la patologia trattata e risolta, non si ripresenti per almeno un anno. Se ci atteniamo a questa definizione, ci rendiamo facilmente conto, di quanto la cosiddetta “guarigione” sia estremamente rara.
Sappiamo quanto spesso si definisca un male “cronico, noi pranoterapeuti consideriamo cronici gli atteggiamenti mentali che perpetuano lo stato di malattia.
Per la pranoterapia non esiste il concetto di male incurabile o inguaribile. Nessun processo patologico è irreversibile, nel rispetto, ovviamente, delle leggi naturali e del percorso di ognuno.
Il pranoterapeuta è in grado di affrontare e risolvere qualsiasi patologia, la scala di gravità delle malattie stilata da altre discipline terapeutiche, non riguarda la pranoterapia.
A livello energetico il blocco che ha causato, ad esempio, un cancro, no è più difficile da rimuovere di quello che ha generato una sciatalgia.
Ciò che è più difficilmente superabile è la diversa motivazione che ha portato il paziente a procurarsi un male che può togliergli la vita, piuttosto che un disturbo fisico che lo limiti nei movimenti.
Ora qui entriamo in argomenti che potrebbero sembrare estranei alla pranoterapia, ma, compito del pranoterapeuta, è quello di rimuovere i blocchi energetici, andandone a rimuovere la causa.
Non si tratta solo di eliminare un sintomo, ma la motivazione profonda che ha generato il blocco energetico e, quindi, la malattia.
Il pranoterapeuta, all’inizio del proprio cammino spesso funziona come un ottimo antalgico ed è felice, naturalmente, di riuscire a far passare un mal di testa, una lombalgia, una colica ecc.
Anche i suoi pazienti sono contenti di aver trovato un rimedio non invasivo e privo di effetti collaterali.
Col tempo non si accontenta più di venire considerato come una compressa, oltretutto si accorge che i suoi pazienti tornano da lui sempre con gli stessi problemi.
Comincia a desiderare di andare oltre, fino alla motivazione prima della malattia.
A questo punto il paziente non può rimanere un passivo fruitore di un rimedio, deve cominciare a collaborare.
Il pranoterapeuta diventa un indagatore della mente umana, dove si annidano le nostre motivazioni. Lo fa con metodica diversa dallo psicologo o da chiunque si occupi di queste cose.
Attraverso un’indagine energetica ed un contatto profondo con l’aura del paziente può ottenere delle utili informazioni su quelli che sono stati gli atteggiamenti mentali che hanno generato la malattia.
A questo punto, lavorando sui centri energetici (chakra) e sui corpi sottili, può agire sulle motivazioni profonde, sulle cause vere della malattia.
La guarigione diventa un percorso per il quale il terapeuta guida il paziente ed insieme salgono un gradino della scala della propria evoluzione.
La malattia, così considerata, è benedetta come occasione di crescita.
La pranoterapia, può, a buon diritto, essere annoverata tra le terapie spirituali, la guarigione del corpo che avviene in virtù della guarigione dell’anima, o comunque, della nostra essenza spirituale, con qualsiasi nome la si voglia chiamare.
Tutto ciò presuppone un percorso del pranoterapeuta volto ad abbandonare il proprio ego, cioè il desiderio di potere, di lucro, la propria vanità.
Al pranoterapeuta si presentano a volte persone disperate, disposte a tutto pur di risolvere i propri mali, la disperazione le rende deboli e spesso preda di chi è pronto ad approfittare.
Il vero pranoterapeuta è colui che, prima di ogni cosa, dà al suo paziente quell’amore la cui mancanza ha generato la malattia, poiché, in ultima analisi, questa energia di cui parliamo altro non è che una briciola dell’amore divino.

scritto da: Carlo Renzi >

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