Energia in Movimento
Sviluppo e approfondimento di studi naturistici ed esoterici

Prevenzione

settembre27


Sappiamo come spesso, nell’ambiente del farmaco, si parli di prevenzione in maniera abbastanza strana, quando cominci a fare prevenzione col farmaco, non è più prevenzione, quando hai bisogno del farmaco vuol dire che già stai nella patologia, puoi prevenire qualcosa che quella patologia ti può portare, puoi prevenire l’infarto, la frattura e così via, puoi prevenire tanti eventi, ma, comunque, quando usi il farmaco sei già andato qualche passo oltre.

Un aspetto interessante della pranoterapia è quello che ci consente di agire prima che il paziente debba usare un farmaco, prima che la patologia si manifesti a livello sintomatico, prima che, addirittura, sia rilevabile dai mezzi diagnostici.
La nostra esperienza ci dice che ogni volta che abbiamo riscontrato un blocco energetico e, quel tipo di blocco e la situazione non è stata sanata, prima o poi insorge un disturbo fisico, dire “prima o poi” può significare parlare di mesi o anche di anni, quindi noi possiamo, in anticipo di mesi o di anni, prevenire eliminando quel blocco che dopo mesi o anni potrebbe portare al male fisico.
Qui entriamo in un discorso particolarmente interessante che è quello di mantenere lo stato di salute, non soltanto intervenire quando si sta male. I primi approcci col pranoterapeuta da parte dei pazienti avvengono spesso quando c’è un male che altri approcci terapeutici non sono riusciti a risolvere, allora si va dal pranoterapeuta come “ultima speranza”, a quel punto se il pranoterapeuta sta su una certa linea, riesce a far capire al paziente quali sono i meccanismi che l’hanno portato ad ammalarsi e in che modo può evitare di riammalarsi, a quel punto il nostro paziente impara che è bene rivolgersi al pranoterapeuta anche se non c’è una patologia concomitante, quando si avverte che c’è qualcosa che non va, si avverte che c’è qualche disagio. Abbiamo i mezzi per rimettere le cose in ordine prima che avvenga qualcosa che è più difficile rimuovere o che comunque va a causare dei danni. Questo perché sappiamo che il male, prima di presentarsi sul corpo fisico, si presenta sui corpi sottili. È necessario chiarire meglio quest’ultimo concetto?
Domanda: praticamente stai dicendo che uno deve venire a curarsi quando sta bene, quando non ha sintomi?
Risposta: quello che noi facciamo qui il mercoledì sera è proprio questo. Vengono persone che dicono di star bene, dopo dieci, quindici minuti di trattamento, stanno meglio, questo vuol dire che degli squilibri, dei blocchi energetici c’erano, se non si ha una certa pratica e conoscenza di certe sensazioni non si riescono ad avvertire, ce ne accorgiamo quando, dopo un breve trattamento, stiamo meglio. Allora qualcosa è successo, c’era qualcosa che mi infastidiva e non me ne rendevo conto, purtroppo, noi ci abituiamo a certi livelli di malessere, dobbiamo scoprire che si può stare molto meglio e che quella situazione di benessere può essere mantenuta molto a lungo e imparare a cogliere i segnali, cioè che cos’è che causa i miei blocchi energetici, che cos’è che mi appesantisce, cos’è che non consente alle mie energie di scorrere come dovrebbero: i miei pensieri, i miei atteggiamenti di fronte alla vita, il mio modo di coinvolgermi o meno nelle situazioni, la quantità e qualità di amore che metto in quello che faccio.
La nostra salute ce la giochiamo su questi parametri.
La nostra malattia e la nostra salute nascono dal nostro modo di pensare, dal nostro modo di vivere, dal nostro modo di amare, allora quando cominciamo ad entrare in questi meccanismi ci accorgiamo che, fateci caso, anche se non ci si è mai soffermati, succede qualcosa che ci disturba, avvertiamo che c’è qualcosa in noi, a livello fisico, che viene disturbato, poi magari ci mettiamo a fare altre cose e non ci pensiamo più, però quell’evento può aver generato un blocco energetico, se questa situazione perdura, se quotidianamente ci troviamo di fronte a situazioni che non riusciamo ad armonizzare bene, prima o poi il blocco energetico diventa tale da generarci una malattia.
Il pranoterapeuta può eliminare questi blocchi e far capire alla gente perché si è verificata una certa situazione, in questo modo insegna al paziente a stare bene, a non avere più bisogno del terapeuta perché il vero successo del pranoterapeuta è proprio quando il paziente non ha più bisogno di lui, altrimenti si sposta solo l’oggetto della terapia, anziché prendere il farmaco, “prendo” il pranoterapeuta.
Il pranoterapeuta non va assolutamente “assunto” come si assume un farmaco, al più presto il paziente deve diventare autonomo, deve diventare terapeuta di se stesso, il pranoterapeuta deve fare attenzione a non creare dipendenze, quindi anche a limitare nel tempo il numero di incontri e terapie perché il paziente non cominci ad avere bisogno di quell’incontro. Un cammino verso la libertà è liberarsi dalle dipendenze, non possiamo guarire un male e creare delle dipendenze, è un male anche quello.
Questo può fare a pugni con il nostro ego, il nostro vero successo è quando il nostro paziente diventa terapeuta di se stesso e non ci chiama più, non ha più bisogno di noi, può sembrare strano, ma è proprio questo che ci deve fare veramente felici.

 

scritto da: Carlo Renzi

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